Edizione, la holding della famiglia Benetton, vende gli storici possedimenti argentini, un’operazione che fonti del gruppo di Ponzano Veneto legano al piano industriale del 2022 disegnato dal presidente Alessandro Benetton, che ha concentrato il portafoglio sui settori strategici delle infrastrutture (Mundys), travel retail (Avolta) e gli alternative private markets (21 Next).
L’operazione di «razionalizzazione» dunque, da accostare alla spartizione del patrimonio immobiliare del 2023, arriva anche alla vigilia del riassetto della cassaforte. Edizione deve liquidare con 3,5 miliardi di euro i quattro cugini del ramo Giuliana in uscita dalla holding. Il corrispettivo dell’operazione non è stato reso noto, ma secondo quanto riportano i media argentini, è l’operazione immobiliare dell’anno. Pare che si aggiri però intorno ad alcune centinaia di milioni di euro.
Dopo 35 anni il gruppo Benetton cesserà di essere il maggior proprietario terriero privato dell’Argentina. Si tratta di sei proprietà di oltre 900 mila ettari che si estendono dalla Patagonia al sud della provincia di Buenos Aires gestite dalle due controllate Compañía de Tierras Sud Argentino e Ganadera Cóndor che hanno come attività principali l'allevamento di ovini e bovini (con oltre 300 mila capi) e la produzione di lana. Le due società cedute sono tra i primi produttori di lana del Paese, con circa 280 mila capi ovini e oltre 950.000 chili di lana all'anno, accanto alla coltivazione di mais, soia, orzo, girasoli e frumento nella provincia di Buenos Aires.
A rilevarle è un gruppo di soci e amministratori di Adecoagro guidato dall’amministratore delegato Mariano Bosch e di manager operativi delle due società come Agustín Dranovsky che guida Compañía de Tierras Sud. Quest’ultimo resterà al vertice dell'attività anche con la nuova proprietà, garantendo così la continuità della gestione.
Intanto la cassaforte prepara la liquidazione del 25% riconducibile al ramo Giuliana: un’uscita concordata quest’estate con i quattro cugini Paola, Franca, Daniela e Carlo. L’intesa prevede il pagamento di metà del valore in quattro anni, attraverso i flussi cedolari delle partecipate, e per il resto il trasferimento di quote di partecipate non core come parte dei pacchetti in Generali, Mps (che diventerà Intesa Sanpaolo) e Cellnex. Entro il 31 dicembre 2026 Edizione potrà scegliere quali partecipazioni conservare, versando ai soci uscenti il controvalore in denaro.
La vendita argentina potrebbe finire in questo calderone. Trattenere in particolare le azioni Generali consentirebbe alla holding di preservare una fonte di dividendi utile a finanziare anche le successive rate del recesso. Le fonti Edizione spiegano che l'obiettivo dell'operazione, «è investire in asset industriali in cui la holding porti valore aggiunto, soprattutto in termini di sviluppo sostenibile, innovazione e attenzione ai giovani. Il processo di selezione dell'acquirente, durato alcuni mesi, è stato finalizzato a individuare un compratore di matrice locale, in grado di rilevare gli asset nella loro totalità e di garantire la continuità occupazionale sul territorio».
Nella cordata di acquirenti, figura anche Juan Sartori, capo degli special product di Tether, la società di stablecoin fondata dall’italiano Giancarlo Devasini. Tether controlla al 75% circa Adecoagro con cui si sta espandendo anche nel business dei fertilizzanti. Era stato coinvolto anche nell’investimento di Tether nella Juventus.
Si chiude così una presenza costruita a partire dagli anni ‘80 e storicamente seguita da Carlo Benetton, uno dei quattro fratelli fondatori di Ponzano Veneto, morto nel 2018. Dopo i primi investimenti del 1983 e l’acquisto di terreni a Balcarce, il salto dimensionale arrivò nel 1991 con l’ingresso in Compañía de Tierras Sud Argentino, rilevata dalle famiglie Paz, Menéndez e Ochoa.
Da allora, allevamenti e produzione laniera hanno fatto delle proprietà patagoniche una delle componenti più riconoscibili del patrimonio internazionale dei Benetton. Possedimenti segnati anche dal lungo conflitto per rivendicazioni territoriali con alcune comunità dei popoli originari Mapuche, in cui il gruppo di Ponzano Veneto ha sempre difeso la legittimità delle proprie acquisizioni. (riproduzione riservata)