Bending Spoons è sempre più vicina all’ipo negli Usa che potrebbe valere 20 miliardi di dollari. Secondo indiscrezioni, il colosso tecnologico con sede a Milano ha ingaggiato Goldman Sachs, JPMorgan, Allen & Co, Bank of America, BNP Paribas e Jefferies. La quotazione potrebbe valutare l’azienda a circa tra 15 e 30 miliardi di dollari, con l’operazione prevista nei prossimi mesi, addirittura prima dell’estate, a seconda delle condizioni di mercato, con cui punterebbe a raccogliere 3-4 miliardi di dollari.
Nei mesi scorsi il ceo Luca Ferrari ha più volte fatto presente la volontà di quotarsi in Borsa, specificando che la scelta più probabile era la Borsa di New York rispetto a Piazza Affari. Il gruppo fondato da Luca Ferrari ha raccolto, fra capitale di rischio e prestiti, quasi 5 miliardi di dollari da investitori come Tamburi, Baillie Gifford, Nuo Capital. L’azienda stima quest’anno di raddoppiare l’ebitda a 1,4 miliardi di dollari.
Le tempistiche della quotazione sono peculiari. Sicuramente la sfida è importante considerando le incertezze dettate dalla guerra in Iran. Ma soprattutto sullo sfondo ci sono le maxi ipo previste quest’anno in America: ovvero quella di SpaceX e quelle dei due big dell’intelligenza artificiale OpenAI e Anthropic. Evitare sovrapposizioni sarebbe quindi importante. (riproduzione riservata)