Bending Spoons si quota al Nasdaq, depositata la domanda dell’ipo: tutti i numeri del gigante tech italiano
Bending Spoons si quota al Nasdaq, depositata la domanda dell’ipo: tutti i numeri del gigante tech italiano
Depositata la dichiarazione di registrazione sul modulo F-1 presso la Sec. Ecco chi sono advisor e banche dell’operazione

di Alberto Mapelli 08/06/2026 13:46

Ftse Mib
50.171,16 16.27.50

+0,56%

Dax 30
24.626,50 16.27.30

-0,54%

Dow Jones
51.032,52 16.32.26

+0,33%

Nasdaq
26.027,14 16.27.25

+1,24%

Euro/Dollaro
1,1539 16.12.55

+0,06%

Spread
77,34 16.42.38

+2,03

Bending Spoons avvia ufficialmente l’iter per quotarsi al Nasdaq. Il gigante tecnologico italiano ha annunciato di aver depositato oggi, 8 giugno, una dichiarazione di registrazione sul modulo F-1 presso la U.S. Sec relativa a una proposta di o?erta pubblica iniziale delle proprie azioni ordinarie, con l’obiettivo di quotarsi al Nasdaq.

L’ex startup guidata dal ceo e co-founder Luca Ferrari - fondata insieme a Luca Querella, Francesco Patarnello e Matteo Danieli - ha specificato che le tempistiche dell'o?erta, il numero di azioni da o?rire e la fascia di prezzo non sono ancora stati determinati. Secondo indiscrezioni raccolte dal Corriere della Sera nel corso del weekend, Bending Spoons punterebbe a una raccolta di oltre 4 miliardi di dollari, tutti in aumento di capitale. Come specificato, l’o?erta è soggetta alle condizioni di mercato e ad altri fattori, inclusa l’e?cacia della dichiarazione di registrazione, e perciò non ci sono garanzie su tempi per l’avvio e il completamento dell’ipo. Le risorse raccolte con l’ipo, stando a quanto contenuto nel prospetto, saranno utilizzate per effettuare nuove acquisizioni.

Goldman Sachs, Jp Morgan e Allen & Company svolgono il ruolo di joint lead book-running manager dell'o?erta. Wells Fargo Securities, BofA Securities, Je?eries, Evercore Isi, Bnp Paribas, Mizuho, Societe Generale, Crédit Agricole CIB, Imi-Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banca Akros (Banco Bpm) svolgono invece il ruolo di joint book-running manager dell'o?erta.

I dati del 2025 e del primo trimestre 2026

Nonostante non sia ancora presente una valutazione, all’interno del prospetto si riescono a identificare meglio le dimensioni di Bending Spoons una volta completate le acquisizioni di Aol, Eventbrite e Vimeo, concluse tra novembre 2025 e marzo 2026. Non è compresa invece l’acquisizione di Tractive, conclusa a fine maggio.

Nel 2025, il colosso tech italiano ha registrato ricavi per 1,3 miliardi di dollari, ma il dato pro-forma raddoppia a 2,6 miliardi. Il gross profit (ebitda) passa da 857,3 milioni a 1,74 miliardi pro-forma, mentre l’operating income (ebit) da 277,9 a 508,8 milioni pro-forma. Se il 2025 si è chiuso in sostanziale pareggio, l’utile pro-forma sarebbe di 22,4 milioni.

Bending Spoons ha fornito i dati anche relativo al primo trimestre 2026: ii ricavi sono pari a 601,3 milioni e, nella loro versione pro-forma, a 655,4 milioni. Il gross profit è di 408,2 milioni e pro-forma di 439,2 milioni. L’operating income, invece, passa dagli effettivi 120,2 milioni agli 82,4 pro-forma. L’ultima riga di bilancio vede un utile di 27,5 milioni contro la perdita di 13,1 milioni pro-forma.

Il focus sul debito: leva di 2,19 volte

Bending Spoons ha anche reso pubblici i dati sul proprio debito al 31 marzo 2026. Il debito lordo ammonta a 4,36 miliardi di dollari, a fronte di una liquidità disponibile di 740,8 milioni. Bending Spoons ha a disposizione anche linee di credito revolving per circa 1,3 miliardi di dollari, suddivise in una linea da 976 milioni di euro (circa 1,12 miliardi di dollari) e una da 195 milioni di dollari ancora inutilizzate a fine marzo. L’indebitamento netto del colosso tech italiano, quindi, è di circa 3,68 miliardi per una leva finanziaria di 2,19 volte. Secondo quanto scritto nel prospetto, all’interno degli accordi per alcune linee di credito è previsto che Bending Spoons mantenga una leva inferiore alle 4 volte.

Nel corso dei tre trimestri 2026 rimanenti, il colosso tech italiano sarà chiamato a rimborsare circa 270 milioni di dollari di debito, mentre ogni anno tra il 2027 e il 2030 sono previste scadenze tra i 437 milioni e i 400 milioni all’anno. Oltre il 2030, invece, è previsto il rimborso dei rimanenti 2,54 miliardi restanti.

I numeri del business

Bending Spoons ha alzato il velo anche sui numeri operativi del gigante creato dai quattro co-founder italiani. Gli utenti attivi mensili a fine marzo delle applicazioni e dei servizi presenti nel proprio portafoglio erano oltre 500 milioni. Gli utenti paganti erano oltre 9 milioni, contribuendo per l’84% dei ricavi complessivi nel primo trimestre. La seconda voce di ricavo, la pubblicità, produce circa il 12% dei ricavi totali.

La durata media degli abbonati ponderata per i ricavi – ossia la durata media del rapporto con i clienti che hanno generato ricavi da abbonamento nel periodo considerato, ponderata in base all'ammontare dei ricavi da abbonamento generati da ciascun cliente durante quel periodo – è di 8 anni, con il 48% dei ricavi che proviene da clienti abbonati per almeno cinque anni.

Dal punto di vista geografico, il 65% dei ricavi proviene dal Nord America, mentre dall’Europa deriva il 21% del totale. Più limitato il fatturato proveniente da Asia (6%), Centro e Sud America (3%) e resto del mondo (5%). 

Il profilo dei nuovi target

Secondo quanto scritto nel prospetto, Bending Spoons ha identificato oltre mille aziende digitali che potrebbero rappresentare dei target interessanti per i prossimi anni. Circa l’80% di esse si trovano in Nord America, mentre il restante è basato in Europa. In modo approfondito, nel 2025, sono stati vagliati 200 potenziali target. 

Il profilo identifica un range molto ampio dal punto di vista del business. Al momento si valutano società con ricavi tra 50 milioni e 5 miliardi di dollari, pur prevedendo di alzare ulteriormente il tiro nei prossimi anni. (riproduzione riservata)

Articolo in aggiornamento