Beatrice Venezi guarda all’estero per rilanciare la propria carriera dopo la conclusione del rapporto con la Fondazione Teatro La Fenice. La direttrice d'orchestra, in un’intervista all’Adnkronos, annuncia nuovi impegni artistici in Russia e Georgia e torna sulla vicenda che ha portato alla risoluzione del suo contratto con il teatro veneziano, precisando però di voler voltare pagina.
«Vorrei dimenticare Venezia. Nel senso che sono proiettata a costruire, non a distruggere», afferma Venezi, spiegando di essere uscita da quella esperienza con «una rinnovata consapevolezza» e la volontà di concentrarsi sui nuovi progetti internazionali.
Tra i prossimi appuntamenti figura il debutto a Novosibirsk, dove dirigerà La Traviata di Giuseppe Verdi. La direttrice sottolinea il fermento culturale della città siberiana, che definisce una nuova capitale culturale della Russia, pur riconoscendo il ruolo storico di Mosca e San Pietroburgo.
Accanto all’impegno russo, Venezi tornerà anche in Georgia, dove prenderà parte a un festival con una serie di concerti in programma tra agosto e settembre, consolidando una collaborazione avviata negli ultimi anni.
La direttrice non nasconde il desiderio di lasciarsi alle spalle la vicenda veneziana, pur ricordando che il contenzioso con la Fondazione è ancora aperto.
«Credo di aver già pagato abbastanza tutta questa faccenda. Vorrei passare oltre», afferma, precisando però che restano questioni da affrontare «nelle sedi opportune».
Venezi riconosce anche gli errori commessi durante quei mesi: «So che sono stati fatti tanti errori da parte di tutti. Se tornassi indietro probabilmente affronterei le cose in modo diverso, oppure mi tirerei indietro al primo segnale di pericolo».
La crisi con il teatro veneziano era iniziata nell’autunno del 2025, dopo la sua nomina a direttore musicale, tra proteste dell’orchestra e del coro, scioperi e tensioni culminate nella decisione della Fondazione, nell’aprile scorso, di interrompere il rapporto di collaborazione.
La direttrice ha impugnato la risoluzione del contratto e conferma di confidare nell’esito del procedimento. «Ho fiducia nella magistratura. Sono sicura che anche questa vicenda legale potrà contribuire a rendermi giustizia nella verità», conclude. (riproduzione riservata)