BdM, si allunga la lista dei pretendenti per la controllata di Mcc: in arrivo nuove offerte per l’ex Popolare di Bari
BdM, si allunga la lista dei pretendenti per la controllata di Mcc: in arrivo nuove offerte per l’ex Popolare di Bari
Oltre a Credem, Agricole e Iccrea (in cordata con la Popolare di Puglia e Basilicata) si scommette su un intervento di Unicredit. Sotto i riflettori anche Bpm e Cassa Centrale, che per ora smentiscono

di di Luca Carrello e Luca Gualtieri 13/05/2026 23:00

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Si allarga la corsa per la Banca del Mezzogiorno (BdM). La procedura aperta per la privatizzazione dell’ex Popolare di Bari si avvicina a un punto di svolta. Sono attese a giorni le ultime manifestazioni d’interesse per l’istituto salvato nel 2020 da Mcc con un intervento da 1,6 miliardi, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario (Fitd). Oltre ai soggetti già usciti allo scoperto, il numero dei pretendenti potrebbe salire in tempi brevi. Si guarda a grandi banche ma anche a realtà regionali, tutte potenzialmente interessate all’asset appena finito sul mercato.

Tutti i pretendenti

Iccrea (assistita da Kitra) ha già presentato una manifestazione d’interesse, in cordata con la Popolare di Puglia e Basilicata per dividersi le oltre 200 filiali dell’istituto controllato da Invitalia, e quindi dal Tesoro, attraverso Mediocredito Centrale (Mcc). In pista c’è anche il Credito Emiliano, istituto di solito molto cauto sul risiko ma che ultimamente si è affacciato su diversi dossier come quello della Cassa di Risparmio di Asti.

C’è poi Crédit Agricole che, dopo l’acquisizione del Credito Valtellinese e il rafforzamento nel capitale di Banco Bpm, guarda ora al Sud Italia. Secondo alcuni osservatori l’interesse del gruppo francese starebbe facendo tenere un passo indietro alla banca guidata da Giuseppe Castagna in attesa di vedere gli sviluppi. Anche perché l’iniziativa dell’Agricole è appesa al giudizio di gradimento del governo che ha in mano lo strumento del golden power. In caso di ritirata di Parigi, c'è chi scommette proprio su Piazza Meda anche alla luce delle aperture del suo ceo su possibili acquisizioni: «Siamo pronti a cogliere opportunità».

Le mosse di Orcel

L’elenco dei pretendenti per l’ex Popolare di Bari potrebbe allungarsi ancora. Se l’interesse della Banca Agricola Popolare di Sicilia (Baps) sembra affievolirsi, quello di Unicredit rimane sullo sfondo. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha in corso l’ops sulla tedesca Commerzbank ma il banchiere non distoglie gli occhi dall’Italia dove ritiene di essere in «un’ottima posizione» sul risiko, come ha ribadito dopo la trimestrale. Così alcune fonti ritengono che, se invitata a intervenire sul dossier BdM, Unicredit non si tirerebbe indietro.

Il numero dei soggetti sul dossier potrebbe salire ulteriormente. C'è chi sussurra di un interesse di Cassa Centrale Banca (Ccb), lo storico rivale di Iccrea, che proprio con il gruppo romano si sta sfidando per Banca Cambiano: come riportato dal Corriere della Sera, i due player sono in pista per aggiudicarsi una quota tra il 10% e il 20% dell’istituto toscano con un aumento di capitale da 40 milioni. L’intervento si è reso necessario in seguito a una dura ispezione di Bankitalia, costata le dimissioni da dg a Francesco Bosio dopo 26 anni alla guida di Banca Cambiano. Sarà replicato lo stesso schema sull’ex Popolare di Bari? Trento per ora smentisce con forza.

I prossimi passi

Per gli abboccamenti e poi per i negoziati gli advisor di Mcc (Vitale & co e Hogan Lovells) e Invitalia (Prometeia) hanno ancora tempo. Entro il prossimo mese sono attese le offerte non vincolanti, mentre per l’esclusiva bisognerà aspettare almeno settembre. La cessione è prevista entro la fine del 2026. La base d’asta sono i 600 milioni di patrimonio, anche se il Tesoro spera di spuntare un prezzo più alto per una banca risanata e che ha chiuso il 2025 con un utile di 32 milioni. (riproduzione riservata)