Iccrea unisce le forze con la Popolare di Puglia e Basilicata per comprare la Banca del Mezzogiorno (BdM). Ieri Mcc, controllato a cascata dal Tesoro attraverso Invitalia, ha confermato di aver ricevuto «alcune manifestazioni d’interesse» per l’istituto salvato nel 2020 con un intervento da 1,6 miliardi, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd).
Le proposte oggi sul tavolo sono due: una è arrivata dall’emiliana Credem, mentre l’altra è stata inviata dal principale gruppo italiano di bcc in cordata con la Popolare di Puglia e Basilicata.
L’obiettivo delle due banche è spartirsi le circa 190 filiali della ex Popolare di Bari, concentrate in tre regioni: Campania, Puglia e Basilicata. Una collocazione geografica che spiega quindi l’interesse dell’istituto che ha sede ad Altamura (Bari). Quello del Credem, invece, è un interesse più ampio, che vale per tutti gli sportelli di BdM e l’acquisto in blocco potrebbe essere valutato positivamente dal venditore Mediocredito Centrale e condizionare così il processo di privatizzazione.
Con questa mossa la banca della famiglia Maramotti rientra a pieno titolo nel risiko, in cui si era già affacciata alla fine del 2025 sfidando Bpm e Unicredit per comprare la maggioranza della Cassa di Risparmio di Asti, operazione poi congelata dall’omonima Fondazione, primo socio con il 31,8% dell’istituto piemontese.
Iccrea, invece, era già scesa in campo acquistando sei filiali di Bper nelle province di Varese e Como. Vendita necessaria per rispettare i limiti Antitrust dopo il successo dell’opas sulla Popolare di Sondrio. Un’altra fiche è finita su Equita, di cui il gruppo delle bcc si prepara a diventare socio con una quota del 15%.
Con due manifestazioni d’interesse già sul tavolo, la gara per BdM è pronta a scaldarsi. Almeno altre due grandi banche starebbero guardando all’ex Popolare di Bari, ormai risanata e che ha chiuso il 2025 con un utile netto di 31,83 milioni (+42,1%). Sul mercato si scommette su un allargamento della partita al Crédit Agricole e a Unicredit, che a breve potrebbero decidere di presentare una loro proposta.
In attesa di nuove manifestazioni d’interesse, il processo di vendita è ancora in una fase preliminare e per entrare nel vivo dovrà attendere il rinnovo del cda di Mcc. L’assemblea si terrà entro il 30 aprile e la poltrona del ceo Francesco Minotti potrebbe rientrare nel giro di nomine pubbliche appena partito.
Cristallizzata la governance, la gara per l’ex Popolare di Bari arriverà nella fase decisiva con le offerte vincolanti attese per giugno. La base d’asta sarà uguale al valore del patrimonio, che a fine 2025 era di 566 milioni. Ma in via XX Settembre c’è chi punta a strappare anche importi superiori. (riproduzione riservata)