BdM Banca, a breve l’esclusiva per l’ex Popolare di Bari: Credem favorito sulla cordata guidata da Iccrea
BdM Banca, a breve l’esclusiva per l’ex Popolare di Bari: Credem favorito sulla cordata guidata da Iccrea
Ma il Mef e la controllata Mcc potrebbero prendersi altro tempo per attendere una mossa di Unicredit. Banco Desio in pole sulla Cassa di Risparmio di Orvieto

di di Luca Carrello e Luca Gualtieri 29/09/2026 23:00

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Sono ore calde per la privatizzazione di BdM e potrebbe non rivelarsi una partita per grandi banche. A breve Mediocredito Centrale (Mcc) concederà l’esclusiva per l’ex Popolare di Bari, salvata nel 2020 con un intervento da 1,6 miliardi, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario.

Dopo la ritirata di Crédit Agricole, oggi focalizzata sulla controllata italiana (29,3%) Banco Bpm e su un eventuale merger, la favorita per BdM è l’emiliana Credem, che secondo fonti finanziarie potrebbe battere la cordata Icrrea-Popolare di Puglia e Basilicata.

L’istituto della famiglia Maramotti vuole piantare una bandierina nel risiko e, dopo aver guardato la Banca di Asti, ora punta deciso sulle quasi 220 filiali di BdM (sparse tra Puglia, Campania, Basilicata e Abruzzo) per rafforzarsi al Sud.

Non solo i soldi

L’ex Popolare di Bari è tornata in utile dopo anni in perdita e ha chiuso il primo semestre con 46,87 milioni di profitti. Numeri che rendono l’istituto guidato dal ceo Cristiano Carrus appetibile anche alla luce del prezzo di circa 450 milioni, a sconto del 25% sul patrimonio netto di 576 milioni.

Ma nella vendita l’advisor Vitale terrà conto delle logiche occupazionali per ridurre al minimo gli esuberi. E chiederà garanzie sulle erogazioni sul territorio. Criteri che tengono in gara la cordata di Iccrea, molto attenta a questi profili visto il dna locale. Per questo non si escludono sorpassi nell’ultimo miglio.

Fattore Unicredit

Il Mef, che controlla Mcc tramite Invitalia (advisor Prometeia), potrebbe però prendersi altro tempo. Anche Unicredit è interessata a BdM e nei giorni scorsi ha ribadito la volontà di presentare un’offerta, subordinandola a ulteriori approfondimenti. Ecco perché Tesoro e Mcc potrebbero attendere nuovi segnali da Piazza Gae Aulenti prima di decidere.

Dubbi che il ceo Andrea Orcel non sembra avere per la Cassa di Risparmio di Orvieto, altra controllata dell’istituto guidato dall’ad Ferruccio Ferranti. Unicredit ha offerto 110 milioni per gli umbri e le loro circa 40 filiali. Dossier su cui però sarebbe in vantaggio il Banco Desio, già presente sul posto dopo aver salvato la Popolare di Spoleto, motivo che gli garantisce i favori del territorio.

Desio in pole su Orvieto

I brianzoli avevano già cercato di comprare Orvieto a inizio 2025 per formare un polo umbro, ma erano stati battuti dal Fucino. Poi la vendita è saltata anche a causa di una dura ispezione di Bankitalia sull’acquirente. Così l’istituto guidato dal ceo Maurizio Bernabé è tornato sul mercato forte dei suoi quasi 11 milioni di utili.

Per Desio potrebbe essere la volta buona non solo per la «ricca offerta», spiega una fonte, ma perché «preserverebbe l’autonomia di Orvieto per un certo periodo». In ogni caso la banca capitana dall’ad Stefano Vittorio Kuhn dovrà superare anche la concorrenza di Credem, che punta alla doppietta con BdM. (riproduzione riservata)