Bce verso una pausa sui tassi, focus dei mercati su Francia e addio di Lagarde. Cosa aspettarsi dalla riunione del 29 ottobre
Bce verso una pausa sui tassi, focus dei mercati su Francia e addio di Lagarde. Cosa aspettarsi dalla riunione del 29 ottobre
Il consiglio direttivo della banca centrale con ogni probabilità lascerà i tassi invariati al 2,5%

di di Francesco Ninfole 27/10/2026 22:45

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La Bce con ogni probabilità lascerà i tassi al 2,5% nel consiglio direttivo del 29 ottobre.

Gli operatori saranno attenti soprattutto a eventuali segnali sulle mosse future della banca centrale e alle risposte della presidente Christine Lagarde sul suo probabile addio anticipato alla Bce e sulle difficoltà sui mercati della Francia.

Il quadro su inflazione e crescita

Per quanto riguarda lo scenario macro, l’inflazione nell’Eurozona è salita al 3,8% a settembre, il livello più alto da settembre 2023, un valore quasi doppio rispetto all’obiettivo Bce del 2% nel medio termine.

I rischi sul carovita sono al rialzo, considerando anche il recente andamento dei prezzi dell’energia. Gli analisti si aspettano un aumento dei tassi a dicembre.

Nello stesso tempo, tuttavia, i tassi dei titoli di Stato sono saliti nelle ultime settimane sulla scia dei problemi di bilancio della Francia: questo fattore comprime la crescita e rende così meno urgente un intervento della Bce.

I rischi sul pil sono invece al ribasso: l’economia europea ha resistito finora meglio delle attese allo shock energetico per il conflitto in Medio Oriente, ma la spinta potrebbe indebolirsi nel terzo trimestre.

L’ultimo sondaggio Bce sul credito ha mostrato un inasprimento degli standard sui prestiti e una riduzione della domanda di finanziamenti in Europa.

Il dilemma della banca centrale e il nodo delle nomine

La Bce è «in bilico tra inflazione e rischio sovrano» secondo Unicredit. «Un messaggio relativamente falco potrebbe esercitare ulteriore pressione sugli spread sovrani, sostenendo i Bund grazie ai flussi verso i beni rifugio». Al contrario, secondo gli economisti della banca, «un tono più morbido potrebbe incoraggiare una riduzione delle aspettative di rialzo dei tassi».

Riguardo all’aumento dei rendimenti dei titoli francesi, Lagarde dovrebbe ribadire che la Bce vigila sui mercati, ma per il momento la soluzione è nelle mani del governo francese attraverso un calo del disavanzo pubblico.

Lo scenario sui tassi di Parigi potrebbe intrecciarsi con le dimissioni di Lagarde che molti attendono entro fine anno: questa mossa consentirebbe ai governi di varare un pacchetto di nomine che include anche la sostituzione dei membri del board Bce Isabel Schnabel (che a gennaio andrà al Fmi) e Philip Lane (il cui mandato termina a maggio).

Le candidature per il posto di Schnabel, che di fatto spetta alla Germania, dovranno essere inviate entro il 27 novembre. Lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos e l’olandese Klaas Knot restano i favoriti per sostituire Lagarde.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto nei giorni scorsi che se necessario i governi dell’Eurozona troveranno una soluzione «rapida» sulle nomine per il board Bce.

Il 28 ottobre intanto la Fed dovrebbe lasciare i tassi invariati nella forchetta 3,75-4%. (riproduzione riservata)