La Bce aumenta i tassi al 2,5%. Lagarde: rischi al rialzo per l’inflazione nell’Eurozona
La Bce aumenta i tassi al 2,5%. Lagarde: rischi al rialzo per l’inflazione nell’Eurozona
Seconda stretta dopo quella di giugno. Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo del 2% per un periodo prolungato secondo la Bce. Proiezioni riviste al rialzo su carovita e pil

di Francesco Ninfole  10/09/2026 14:20

Ftse Mib
51.816,48 17.03.39

-0,11%

Dax 30
25.383,47 17.03.45

-0,75%

Dow Jones
52.156,56 17.08.53

-0,43%

Nasdaq
26.138,14 17.03.50

-0,44%

Euro/Dollaro
1,1626 16.48.32

-0,01%

Spread
90,16 17.13.24

+4,86

La Bce alza i tassi dal 2,25% al 2,5% nella riunione del consiglio direttivo ospitata oggi dalla Bundesbank a Berlino. La mossa arriva dopo il rialzo di giugno e la pausa di luglio. «Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato», ha spiegato la Bce.

Nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti della Bce l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 3% nel 2026, al 2,5% nel 2027 (dal 2,3% delle proiezioni di giugno) e al 2,1% nel 2028 (da 2%). L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe al 2,5% nel 2026, al 2,6% nel 2027 (da 2,5%) e al 2,3% nel 2028 (da 2,2%).

Rispetto all’esercizio di giugno, le proiezioni per l’inflazione restano invariate per il 2026, ma sono state riviste al rialzo per il 2027 e il 2028.

Nello scenario di base delle proiezioni la crescita economica dovrebbe situarsi allo 0,9% nel 2026 (da 0,8%), all’1,4% nel 2027 (da 1,2%) e all’1,5% nel 2028. La correzione al rialzo per il 2026 e il 2027 riflette principalmente una capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro maggiore delle attese.

Le prospettive «restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica», ha aggiunto la Bce. Riguardo allo shock energetico, «i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l’ampia gamma di esiti per l’evoluzione della crescita e dell’inflazione in base a diverse ipotesi sull’intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto».

Con la decisione di oggi il consiglio direttivo continua a ritenersi «in una posizione favorevole» per affrontare l’incertezza causata dal conflitto.

Subito dopo la decisione Bce, i mercati scontavano tre ulteriori rialzi dei tassi entro dicembre, marzo e giugno.

Le parole di Lagarde

«Non abbiamo discusso affatto alcun possibile percorso futuro dei tassi, né la probabilità di questa o quella decisione», ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda sulle attese dei mercati. La discussione del consiglio direttivo è stata «unanime» e «si è concentrata sulla decisione odierna» che è stata «robusta in tutti gli scenari».

Per quanto riguarda l’economia, Lagarde ha detto che il pil è andato meglio delle attese e le stima del +0,9% per quest’anno sarebbe stata superiore considerando gli ultimi dati. «Siamo rimasti sorpresi anche sul fronte dell’inflazione, perché abbiamo osservato un’inflazione in qualche modo inferiore a quanto avevamo previsto», ha osservato. La sorpresa al ribasso ha riguardato anche i prezzi dei prodotti alimentari. Tuttavia, ha aggiunto Lagarde «riteniamo che l’inflazione durerà più a lungo di quanto avevamo anticipato».

La Bce vede rischi al rialzo sull’inflazione e al ribasso per il pil. «Il conflitto in Medio Oriente e i recenti sviluppi nella guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina hanno spinto ulteriormente al rialzo i prezzi dell’energia. Ciò dovrebbe mantenere l’inflazione complessiva ben al di sopra dell’obiettivo fino alla prima metà del 2027», ha detto Lagarde. «Si prevede che l’inflazione complessiva torni intorno all’obiettivo verso la fine del 2027, grazie agli effetti dell’aumento dei tassi di interesse».

Sulla cancellazione del debito invocata dal leader politico francese Jean-Luc Mélenchon (del partito di sinistra La France Insoumise), Lagarde ha detto che «è vietata dall'articolo 123 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea» e «non ha senso, né legalmente, né tecnicamente, né dal punto di vista finanziario». 

Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, in conferenza stampa accanto alla presidente della Bce, ha detto di essere «preoccupato» per le proposte economiche dell'Afd, perché gli investitori esteri «saranno riluttanti a fare business» in Germania.

Rispondendo a una domanda sull’euro digitale, Lagarde ha sottolineato che «chi non controlla la propria infrastruttura dei pagamenti è potenzialmente vulnerabile».

La presidente della Bce non ha commentato la possibilità di un addio anticipato alla Bce né l’intervento della Federal Reserve sul mercato valutario: «Come tutti voi, ho visto la vendita di euro per acquistare yen per 500 milioni di euro».

Infine riguardo alla pubblicazione a gennaio dell’autobiografia, Lagarde ha detto che «qualsiasi attività di marketing, editoriale o commerciale si svolgerà durante i miei fine settimana oppure in uno o due giorni che prenderò come ferie, in modo che non venga confusa con i miei doveri alla Bce». Inoltre ha precisato che il volume «non conterrà nulla sulla politica monetaria».

Nell’Eurozona l’economia ha finora retto meglio delle attese, mentre l’inflazione è arrivata al 3,3% annuo ad agosto, il livello più alto da settembre 2023. Tuttavia l’incremento del carovita è stato dettato finora quasi del tutto dall’aumento dell’energia per la guerra in Medio Oriente, mentre il rincaro di gas e petrolio si è trasferito in modo limitato agli altri prezzi, come hanno indicato il calo dell’inflazione di fondo (al netto cioè di energia e cibo) e nei servizi ad agosto. (riproduzione riservata)