La Bce lascia i tassi al 2,25% ma avverte: l’effetto Hormuz deve ancora arrivare. Lagarde: non andrò via prima del 2027
La Bce lascia i tassi al 2,25% ma avverte: l’effetto Hormuz deve ancora arrivare. Lagarde: non andrò via prima del 2027
Per la banca centrale l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Decisione unanime ma alcuni governatori hanno pensato a un rialzo

di Francesco Ninfole  23/07/2026 14:22

Ftse Mib
51.315,84 23.50.55

-2,80%

Dax 30
24.763,12 23.50.55

-1,56%

Dow Jones
51.711,65 2.40.17

-0,97%

Nasdaq
25.138,57 23.50.55

-2,15%

Euro/Dollaro
1,1380 2.30.55

+0,06%

Spread
81,63 17.19.51

-0,91

La Bce lascia i tassi invariati al 2,25%, dopo averli alzati dello 0,25% a giugno. «Le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente», ha osservato la Bce aggiungendo tuttavia che «l’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Il consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto».

La Bce ha ribadito di essere «in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto» e di voler seguire un approccio «guidato dai dati» con decisioni «riunione per riunione».

Le parole di Lagarde

«È stata una decisione unanime, ma alcuni governatori si sono chiesti se non dovessimo prendere in considerazione un rialzo dei tassi in questa riunione», ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, a Francoforte. «Abbiamo esaminato a fondo i dati e abbiamo deciso tutti all’unanimità di essere posizionati adeguatamente per attendere e osservare con grande attenzione l’evoluzione della situazione e i dati che riceveremo nelle prossime settimane».

La banca centrale valuterà in particolare l’intensità, la durata e la propagazione dello shock dei prezzi dell’energia. Per il momento la Bce vede effetti indiretti sull’inflazione (come quelli sui trasporti) ma non impatti di secondo livello (come quelli di una spirale prezzi-salari).

Prima della riunione di settembre, ha precisato Lagarde, la Bce riceverà due dati mensili sull’inflazione nell’Eurozona, il pil trimestrale, due rilevazioni sulle aspettative dei consumatori, un dato sulla remunerazione per occupato e due indici Pmi.

«Abbiamo chiesto allo staff di condurre un’analisi veramente approfondita per la riunione di settembre sui diversi prezzi del petrolio, ma anche sul gas», ha detto Lagarde.

Riguardo al possibile addio anticipato alla Bce (da lei indicato nei giorni scorsi in un’intervista a Les Echos), Lagarde ha detto: «Non mi vedrete andar via prima del 2027. Quando ci sono nuvole all’orizzonte, il capitano resta sulla nave».

I rischi sui prezzi

L’inflazione è calata il mese scorso (al 2,8%, dal 3,2% di maggio) ma il dato resta legato in modo significativo agli sviluppi della guerra in Medio Oriente.

I prezzi dell’energia erano scesi nei giorni in cui sembravano aumentare le probabilità di un accordo tra Usa e Iran. Ora lo scenario è cambiato. Il costo del petrolio e del gas è tornato a salire, arrivando rispettivamente vicino 100 dollari al barile e 62 euro al megawattora.

Restano così rischi (monitorati con attenzione dai banchieri centrali) di una propagazione dei rialzi ad altri prezzi attraverso effetti indiretti o di secondo livello.

Perciò un aumento dei tassi resta possibile a settembre, quando la Bce elaborerà nuove proiezioni macro e ci sarà (forse) più chiarezza sul conflitto in Medio Oriente. Gli economisti delle banche d’affari puntano in maggioranza su un’ultima mossa proprio nella prossima riunione.

I mercati scontano una stretta dello 0,25% a settembre e un’altra tra fine anno e inizio 2027, con la possibilità di un ulteriore aumento nel corso dell’anno prossimo.

Le parole di Panetta

La politica monetaria «si trova nuovamente a gestire un equilibrio delicato, con un’economia in rallentamento e un’inflazione superiore all’obiettivo del 2%», ha sottolineato nei giorni scorsi Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, all’assemblea Abi. Nel vagliare le prossime decisioni, ha aggiunto, il consiglio direttivo Bce valuterà con attenzione «l’andamento dei mercati energetici, l’evoluzione del quadro congiunturale e le dinamiche dei salari e dei prezzi di beni e servizi» con l’obiettivo di «preservare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione, limitando gli effetti indiretti e di secondo impatto degli shock». (riproduzione riservata)