La Bce alza i tassi al 2,25%, rispetto al livello del 2% che era stato mantenuto da un anno. L’ultimo aumento era stato deciso a settembre 2023.
«La guerra in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi risulta fondata in una serie di scenari che illustrano come lo shock potrebbe evolversi e influire sulle prospettive a medio termine per l’area dell’euro», ha sottolineato la Bce.
Nello scenario di base delle nuove proiezioni dell’Eurosistema, l’inflazione complessiva dovrebbe attestarsi in media al 3% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028.
Per l’inflazione core, cioè al netto dei prodotti energetici e alimentari, lo scenario di base prevede una media del 2,5% nel 2026 e nel 2027 e del 2,2% nel 2028.
Rispetto a marzo, gli esperti hanno rivisto al rialzo la proiezione di base per l’inflazione nel 2026 e nel 2027 a causa di un andamento più elevato dei prezzi dell’energia, che secondo la Bce «in una certa misura» dovrebbe ripercuotersi sull’inflazione dei prodotti alimentari, dei beni e dei servizi.
Lo scenario di base prevede una crescita economica media dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. Si tratta di una revisione al ribasso per il 2026 e il 2027, che riflette per Francoforte «un impatto più marcato della guerra sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sulla fiducia».
Le prospettive rimangono «incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica» secondo la Bce.
Il consiglio direttivo «rimane ben posizionato per affrontare l’incertezza causata dalla guerra» e perciò continuerà ad adottare «un approccio basato sui dati» e con decisioni «riunione per riunione» senza avere un percorso predefinito sui tassi.
Nella conferenza stampa dopo il consiglio direttivo la presidente Christine Lagarde ha detto che la decisione di alzare i tassi è stata presa all’unanimità.
«Ho letto che la Bce avrebbe aumentato i tassi come una forma di assicurazione. Non è affatto questo il modo in cui si è svolta la nostra discussione», ha detto. «Le discussioni si sono basate sul forte shock energetico che osserviamo da marzo, che sta durando più a lungo di quanto previsto dagli esperti geopolitici e i cui effetti stiamo iniziando a vedere diffondersi nell'economia. I costi diretti sono evidenti, ma stanno emergendo anche costi indiretti».
Lagarde ha aggiunto che «non stiamo ancora osservando effetti di secondo impatto, che sarebbero in larga misura riconducibili ai salari». Le aspettative di inflazione di lungo termine «restano sostanzialmente ancorate al 2%».
Quanto al pil, «non siamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo».
Lagarde ha precisato che il rialzo dei tassi «invia un segnale ed è necessario data la situazione economica».
L’Eurosistema ha aggiornato gli scenari avverso e severo, ma ha anche elaborato uno scenario più moderato. «La decisione di aumentare i tassi è solida in tutti e tre gli scenari», ha detto la presidente Bce.
Sui pericoli dell'intelligenza artificiale per i sistemi informatici «forse stiamo vedendo la punta dell'iceberg e forse si possono prevedere rischi più rilevanti. Forse andrebbero discusse governance e quadri normativi ad alto livello».
L’inflazione ha raggiunto il 3,2% nell’Eurozona a maggio, livello superiore all’obiettivo del 2% nel medio termine. L’obiettivo della stretta Bce è evitare la trasmissione dei rincari di gas e petrolio (fuori dal controllo della banca centrale) agli altri prezzi e poi alle aspettative di inflazione di medio termine.
I mercati monetari ora scontano altri due rialzi dei tassi entro fine anno. (riproduzione riservata)