La Bce taglia le misure per le banche, entro l’anno via al riordino delle richieste. Oggi sono 100 per istituto
La Bce taglia le misure per le banche, entro l’anno via al riordino delle richieste. Oggi sono 100 per istituto
La Vigilanza vuole concentrare l’azione sugli interventi di maggiore importanza

di Francesco Ninfole 25/06/2026 21:30

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La Bce vuole ridurre in modo significativo le misure richieste alle banche che oggi sono circa 100 per ogni istituto di credito. La Vigilanza di Francoforte avvierà entro fine anno «un’operazione di riordino per esaminare criticamente le misure accumulate più datate e ancora in sospeso», ha detto Sharon Donnery, membro del consiglio di supervisione Bce, in un intervento nei giorni scorsi a Londra.

«La questione fondamentale per noi oggi non è il dato complessivo di misure. Si tratta piuttosto di stabilire se l’azione di vigilanza sia incentrata sui rischi più rilevanti e se le carenze individuate vengano effettivamente risolte».

Una vigilanza efficace secondo Donnery «consiste nell’individuare le vulnerabilità prudenziali più rilevanti – quelle che potrebbero minare la resilienza di una banca in condizioni di stress – e nel garantire che siano affrontate in modo tempestivo e sostenibile».

L'approccio basato sul rischio e la semplificazione delle misure

Perciò la Vigilanza sta lavorando in due direzioni. In primo luogo, sta adottando un approccio più basato sul rischio nell’individuazione delle misure, riducendo gli interventi di scarso rilievo e concentrando l’attenzione sulle questioni con l’impatto prudenziale più rilevante.

In secondo luogo, la Bce sta rafforzando il processo di follow-up delle misure di vigilanza. In particolare nelle procedure (note come Srep) con cui sono definiti gli indici di capitale di ogni istituto, la Vigilanza ha introdotto un approccio «a più livelli» per dare seguito ai rilievi. Questo consente alle banche di risolvere in modo autonomo le contestazioni meno gravi, riducendo così i costi amministrativi sia per gli istituti che per le autorità. Questo approccio può essere utilizzato per circa il 35-40% delle questioni individuate.

Gli interventi di vigilanza

Le misure di vigilanza sono uno degli esiti delle regolari attività di supervisione in loco e a distanza: definiscono le azioni dettagliate che le banche devono intraprendere per porre rimedio ai rilievi. I gruppi di vigilanza congiunti sono responsabili del monitoraggio.

La Bce innanzitutto opera attraverso il dialogo di vigilanza, collaborando con le banche per individuare e risolvere le carenze. Tuttavia in alcuni casi la gravità dei risultati emersi spinge la Bce a ricorrere a misure di vigilanza più incisive. In altri casi le banche non rispondono adeguatamente alle misure iniziali, così la Bce aumenta il livello di incisività adottando ulteriori iniziative man mano che il problema rimane irrisolto.

In prima battuta i supervisori possono richiedere azioni in modo vincolante, per poi passare a richieste vincolanti e a sanzioni. La Bce per esempio può chiedere di fornire segnalazioni aggiuntive, di rafforzare processi, di limitare bonus e dividendi, di utilizzare utili netti per incrementare il capitale, di presentare un piano d’azione per ripristinare requisiti, di ridurre il rischio su alcune attività, di avere patrimonio aggiuntivo, di riesaminare l’adeguatezza del management.

I dati della vigilanza

Nel 2025 il numero di nuove misure di vigilanza è diminuito a circa 6500, rispetto a un livello attorno a 7500 nel 2024. Il fattori determinante più importante per l’adozione delle misure di vigilanza è stato l’attività in loco: le ispezioni e le indagini sui modelli interni (effettuate per lo più sul posto) hanno dato origine a quasi il 63% del totale delle richieste della Bce. Come negli anni precedenti, il maggior numero di nuove misure di vigilanza ha riguardato il rischio di credito (42,5%), seguito dalla governance interna (10,7%) e dal rischio operativo (9,5%). (riproduzione riservata)