La Banca Centrale Europea è determinata ad assicurare che l'inflazione si stabilizzerà sull'obiettivo del 2% a medio termine. Le prospettive per i prezzi dell'energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro, formulate dagli esperti dell'Eurosistema a giugno 2026, e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente.
Lo sottolinea la Bce nel bollettino economico mensile , puntualizzando però che l'incertezza resta elevata e l'impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Sebbene l'inflazione della componente energetica sia diminuita a giugno, il suo incremento dall'inizio del conflitto, con il relativo impatto sull'aumento dei prezzi degli alimentari, dei beni e dei servizi, manterrà probabilmente l'inflazione ben al di sopra dell'obiettivo fino alla prima metà del 2027, dichiara la Bce.
Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l'intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto e si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi intorno al target.
Le informazioni recenti indicano un lieve miglioramento dell'attività economica nel secondo trimestre del 2026, nonostante il conflitto in Medio Oriente continui a rappresentare un fattore di freno, riporta l'Istituto di Francoforte. Le indagini suggeriscono che l'attività nel settore dei servizi si è in parte ripresa, dopo il marcato indebolimento registrato nel periodo immediatamente successivo allo shock energetico.
Con la decisione del 23 luglio, con cui il Consiglio direttivo ha mantenuto invariati i tassi di interesse dopo il rialzo di giugno, la Bce mantiene una posizione favorevole che consente di affrontare l'incertezza causata dal conflitto. (riproduzione riservata)