La Bce lancia un’indagine sulle banche europee per valutare gli standard con cui viene erogato il credito, in un contesto di pericoli crescenti, in particolare sul fronte geopolitico.
L’obiettivo è quello di evitare un’assunzione eccessiva di rischio nelle prime fasi delle erogazioni, scongiurando un futuro aumento significativo dei crediti deteriorati.
La banca centrale non vuole frenare i prestiti. Dentro la Bce c’è invece il timore che il contesto economico possa cambiare per gli istituti, dopo anni molto positivi per il settore.
«Valuteremo come le banche intendono mitigare le potenziali perdite su crediti effettuando una revisione tematica degli standard di concessione del credito, con particolare attenzione ai nuovi prestiti», hanno osservato Sharon Donnery (membro del consiglio di Vigilanza Bce) e Mario Quagliariello (direttore Bce per il rischio e la strategia di supervisione) in un blog post.
«Posizioni patrimoniali e di liquidità solide, unite a una redditività sostenibile, dovrebbero garantire alle banche una posizione adeguata per affrontare l’attuale panorama di rischio. Allo stesso tempo, gli istituti devono essere pronti ad affrontare le sfide future e mantenere profili di rischio solidi».
A tal fine, secondo gli esponenti Bce, «è fondamentale che le banche agiscano con prudenza nell’assunzione dei rischi e mantengano solidi standard di concessione del credito per preservare la qualità degli attivi anche in periodi di frenata economica».
Con la stessa logica la Bce sarà attenta al modo in cui le banche si adegueranno ai nuovi requisiti previsti dal regolamento Ue sugli obblighi patrimoniali (Crr). «Garantire l’adeguata attuazione dei nuovi approcci standardizzati al rischio di credito e al rischio operativo è fondamentale per quantificare il capitale di cui le banche hanno bisogno», ha rilevato la banca centrale.
Donnery e Quagliariello hanno ricordato che nel prossimo triennio le priorità della Vigilanza Bce saranno la valutazione del rischio geopolitico (al quale sarà dedicato anche lo stress test «inverso» di quest’anno condotto con l’Eba) e la resilienza operativa e informatica, anche alla luce delle nuove sfide del digitale e dell’intelligenza artificiale.
Riguardo al primo punto, gli esponenti Bce hanno evidenziato: «In passato i governi hanno utilizzato misure fiscali per attenuare l’impatto degli shock economici. Tuttavia l’elevata spesa pubblica e i vincoli di bilancio potrebbero ridurre la loro capacità di farlo in futuro. Dobbiamo rimanere vigili».
Quanto invece alla resistenza operativa, secondo la Bce «è fondamentale che le banche evitino interruzioni delle operazioni e dei servizi critici. In quest’ottica, continueremo a valutare le loro pratiche di gestione dei rischi informatici, con particolare attenzione alla sicurezza e alla gestione dei rischi di terze parti».
Intanto l’innovazione digitale, in particolare in tema di intelligenza artificiale, «sta trasformando il settore bancario», hanno osservato Donnery e Quagliariello. «Le banche devono agire in modo strategico per sfruttare il valore a lungo termine dell’AI, affrontando al contempo i rischi associati. Amplieremo l’attenzione dalle applicazioni rilevanti dal punto di vista prudenziale all’intelligenza artificiale generativa in senso più ampio, valuteremo il suo impatto sui profili di rischio e sulla governance e collaboreremo con le banche su come utilizzano questi nuovi strumenti». (riproduzione riservata)