Bce, lo spagnolo De Cos in vantaggio sull’olandese Knot per diventare presidente dopo Lagarde
Bce, lo spagnolo De Cos in vantaggio sull’olandese Knot per diventare presidente dopo Lagarde
Lagarde lascerà il 7 febbraio. Tassi invariati al 2,5% ma la banca centrale è pronta per una stretta a dicembre

di di Francesco Ninfole 29/10/2026 22:59

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Si apre ufficialmente la corsa alla presidenza della Bce. Christine Lagarde lascerà l’incarico il 7 febbraio, alcuni mesi in anticipo rispetto alla fine del mandato a ottobre. Lo ha comunicato il 29 ottobre la banca centrale in una giornata nella quale il consiglio direttivo ha lasciato i tassi al 2,5% aprendo però la strada a un rialzo a dicembre.

I candidati per la presidenza Bce sono ora lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos e l’olandese Klaas Knot, che nei giorni scorsi hanno incontrato il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

De Cos è in vantaggio. L’ex governatore spagnolo è apprezzato per la competenza e lo stile di leadership.

Inoltre nei mesi scorsi Boris Vujcic, un falco moderato proveniente da un piccolo Stato (la Croazia), è stato nominato alla vicepresidenza Bce. Questo potrebbe favorire una colomba moderata come De Cos, proveniente da uno dei Paesi maggiori.

La corsa resta comunque aperta e non sono esclusi nomi a sorpresa. Knot si è opposto in passato agli acquisti di titoli di Stato e ai tassi negativi varati nell’era Draghi, anche se più di recente ha ammorbidito le posizioni da falco.

Le parole di Lagarde

«Anticipo la conclusione del mandato perché voglio avere libertà di parola, di espressione e di impegnarmi su questioni che non riguardano la politica monetaria», ha detto Lagarde nella conferenza stampa al termine del consiglio direttivo. «Non penso di poter restare neutrale in questo momento. Mi interessa la verità e vedo che molto spesso viene danneggiata, contraddetta da rappresentazioni distorte».

In un video di commiato sui social, Lagarde è comparsa con cerotti sul volto per un’operazione dovuta a un «piccolo cancro alla pelle», come ha chiarito in seguito.

Lagarde ha escluso nei giorni scorsi una candidatura alle elezioni francesi e dovrebbe guidare ora il World Economic Forum, ma non è escluso che possa appoggiare Edouard Philippe alle presidenziali.

L’addio anticipato consentirà a Emmanuel Macron di avere un ruolo chiave nelle nomine Bce prima delle elezioni di aprile che vedono in testa secondo i sondaggi il Rassemblement National di Marine Le Pen.

Le nomine Bce

Le dimissioni di Lagarde si aggiungono a quelle annunciate nei giorni scorsi dal membro tedesco del board Bce Isabel Schnabel che a gennaio andrà al Fmi. Inoltre il mandato del capoeconomista irlandese Philip Lane è in scadenza a maggio. Di conseguenza nei prossimi giorni i governi europei potrebbero varare un pacchetto di nomine.

La sostituzione di Schnabel spetta di fatto alla Germania. Berlino ha rinunciato alla corsa per la presidenza Bce, quindi dovrebbe presentare entro il 27 novembre all’Eurogruppo il nuovo membro tedesco del board: nei giorni scorsi sono stati fatti i nomi dell’economista di Princeton Markus Brunnermeier, della docente di Stanford Monika Piazzesi, di Ulrike Malmendier di Berkeley e dell’ex Fmi Tobias Adrian.

La Francia punta invece alla posizione di capoeconomista per sostituire Lagarde nel board: le favorite sono la vicegovernatrice Agnès Bénassy-Quéré e l’ex Ocse Laurence Boone.

Bce verso una stretta a dicembre

Quanto alla politica monetaria, la Bce si prepara a un aumento dei tassi a dicembre legato ai rischi al rialzo sull’inflazione: «Salvo sviluppi di grande rilievo, la direzione è piuttosto chiara», ha detto Lagarde sottolineando che già ieri il consiglio direttivo ha discusso una stretta.

Alla fine però i banchieri centrali hanno lasciato invariati i tassi all’unanimità «sulla base dell'incertezza attuale e dell’inflazione di fondo sostanzialmente invariata». Per la Bce, ha aggiunto la presidente, resta corretto un approccio «misurato», ovvero senza ingenti aumenti dei tassi.

Quello di dicembre potrebbe essere l’ultimo prima di una pausa. Ma lo scenario, come ha spiegato Lagarde, resta condizionato dai prezzi dell’energia e dai tassi di mercato (sulla scia delle difficoltà della Francia).

Rispondendo a una domanda su Parigi, la presidente Bce ha sottolineato: «Abbiamo gli strumenti per rispondere a movimenti di mercato non giustificati e disordinati», con riferimento allo scudo anti-spread Tpi. (riproduzione riservata)