Bce, Christine Lagarde apre i giochi per la successione: così l’Italia può portare Fabio Panetta al vertice
Bce, Christine Lagarde apre i giochi per la successione: così l’Italia può portare Fabio Panetta al vertice
Un’eventuale uscita anticipata della presidente può cambiare gli equilibri europei. Meloni deve muoversi subito se vuole riportare un italiano ai vertici della banca europea

di Roberto Sommella 04/07/2026 02:00

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La corsa alla successione di Christine Lagarde è ufficialmente partita. La presidente della Bce ha formalmente affermato in un'intervista che è probabile un suo addio alla poltrona più alta dell'Eurotower nel maggio 2027, prima della scadenza naturale del mandato di novembre.

Questa presa di posizione, oltre a far dedurre un possibile impegno in prima persona del successore di Mario Draghi nelle prossime presidenziali francesi (magari nella fila del partito Renaissance di Emmanuel Macron, che non si può ricandidare all'Eliseo) deve far scattare un campanello d'avviso a Palazzo Chigi, perché occorre muoversi per tempo se si vuole far parte del gruppo di Paesi che decideranno sulla figura che stabilirà la politica monetaria nei prossimi otto anni.

La candidatura di Fabio Panetta per l'Eurotower

Se la premier Giorgia Meloni saprà muoversi con sapienza potrebbe proporre, sentite anche Francia e Germania, una candidatura di grande livello come quella del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, profilo che già questo giornale aveva evidenziato tra i più adatti a sedersi alla scrivania che fu appunto di Draghi.

Il motivo per cui l’Italia può concorrere se non direttamente pretendere un posto di rilievo nelle istituzioni europee è semplice: rispetto ai Paesi fondatori dell’Unione Europea e nonostante le numerose promozioni delle agenzie di rating e l’apprezzamento dei mercati finanziari Roma nello scacchiere del potere comunitario non conta nulla, eppure viene sovente tirata in ballo quando si tratta di trovare i voti che contano.

L'attuale mappa del potere nelle istituzioni europee

Uno sguardo alla piantina del potere in Europa lo conferma. Presidente della Commissione Ue è la tedesca Ursula von der Leyen. Presidente del Parlamento Europeo è la maltese Roberta Metsola. Presidente del Consiglio Ue è il portoghese António Costa. Presidente della Bce è appunto la francese Lagarde, che scade nel novembre 2027 ma a questo punto lascerà già nella primavera del prossimo anno. Dunque mancano pochi mesi alla decisione che spetta ai capi di Stato e di governo. L’assenza dell’Italia nei posti di comando europei non è finita qui.

Presidente attuale dell’Autorità Bancaria Europea (Eba) è lo spagnolo José Manuel Campa (Spagna), come spagnola è la presidente della Bei Nadia Calvino, che ha superato sul filo di lana l’ex ministro dell’Economia di Draghi Daniele Franco, che all’epoca non fu sostenuto con convinzione dal governo italiano. Claudia Buch (Germania) è attualmente la presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, mentre l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) ha rinnovato i mandati di Klaus Lober, tedesco, come presidente del comitato di vigilanza delle controparti centrali, e di Nicoletta Giusto e Froukelien Wendt come componenti del board.

Direttore generale del Meccanismo Europeo di Stabilità (Esm) è il lussemburghese Pierre Gramegna, un simpatico tecnico che parla italiano. Magra consolazione. Come si vede, l’Italia non è assolutamente rappresentata nella mappa delle poltrone che contano. Candidare una figura autorevole e molto stimata, anche dai tedeschi, come il governatore Panetta, che in Bce ha peraltro già lavorato sedendo nel board (è stato sostituito da Piero Cipollone, anch'egli figura che può ambire a ruoli apicali, vista la sua preparazione) non appare un azzardo, considerando che gode di grande stima bel board of governors nonché dell’appoggio di Mario Draghi, che lo ha sostenuto nella corsa a Palazzo Koch.

È evidente che ci sono altri candidati, come lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos, in questo momento il più accreditato a sostituire Lagarde, l’olandese Klaas Knot e i tedeschi Joachim Nagel e Isabel Schnabel. Panetta potrebbe però contare non solo sull’appoggio dell’establishment della Bce ma anche di Meloni, che l'ha voluto fortemente al vertice della Banca d’Italia, e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ne ha firmato il decreto di nomina, nonché del sostegno convinto dell'ex premier già numero uno della Bce.

Se si vuole provare a vincere questa competizione bisogna però scendere subito in campo, come fece nel 2011 Silvio Berlusconi quando indicò senza indugio proprio Mario Draghi per la presidenza della Bce. Una scelta quantomai appropriata e saggia, visto quello che è avvenuto dopo e le scelte di politica monetaria dell’allievo di Federico Caffè. Non c'è atto più politico che decidere il costo del denaro, e questo il governo italiano lo sa bene. (riproduzione riservata)