È Saipem il titolo che potrebbe sorprendere maggiormente alla prova dei conti del terzo trimestre 2026. Nel report di Barclays, che passa in rassegna 14 gruppi europei dei servizi energetici, emerge come il big winner del periodo per controvalore delle commesse, con oltre la metà dei circa 9 miliardi censiti dalla banca d’affari per l’intero settore nel periodo luglio-settembre 2026.
Per Saipem, Barclays stima ricavi per oltre 4 miliardi di euro, il 3% sopra il consensus Bloomberg, e un ebitda di 447 milioni, il 6% oltre le attese. L’utile netto stimato in 88 milioni potrebbe superare addirittura del 14% i 77 milioni previsti dal mercato. Il trimestre è stato forte anche sul fronte commerciale, con circa 5,4 miliardi di nuovi ordini e un book-to-bill di 1,3 volte.
La banca conferma raccomandazione equal weight (peso in linea con il mercato) e target price a 5 euro, con un upside di circa il 15% per il gruppo guidato dall’ad Alessandro Puliti. La partita della fusione con Subsea7 fa da ponte per una valutazione della società norvegese, inclusa nell’analisi di Barclays. Subsea7 condivide con Saipem il giudizio equal weight, con prezzo obiettivo di 435 corone norvegesi (potenziale upside del 36,3%). Per il trimestre Barclays vede ricavi dell’1% sopra consensus, ma ebitda del 2% e utile del 6% sotto le attese. Il closing della fusione è posticipato ora al primo trimestre 2027, perché il dossier è ancora fermo all’Antitrust Ue-
Tornando ai titoli italiani, per Tenaris la banca d’affari vede conti leggermente sotto le aspettative, ma prospettive più favorevoli. Barclays stima ricavi per 2,955 miliardi di dollari, l’1% sotto il consensus, ebitda di 632 milioni, circa il 2% sotto le attese, e utile netto di 390 milioni contro 421 milioni, con uno scarto del 7%. A sostenere la tesi sul titolo è soprattutto il mercato americano degli Octg (i tubi in acciaio per l’industria petrolifera), dove nel trimestre i prezzi sono saliti di circa il 9%
Tenaris resta perciò overweight (sovrappesare) con target price a 34,50 euro, quota che implica un potenziale rialzo del 39,5%.
Più articolato il caso Maire. Barclays prevede ricavi per 1,943 miliardi di euro, il 2% sopra consensus, ed ebitda di 146 milioni, il 6% oltre le attese, mentre l’utile netto, a 71 milioni, dovrebbe risultare il 2% inferiore alle previsioni del mercato. Gli ordini raccolti nel trimestre sono stimati in circa 1,5 miliardi.
La banca riduce però l’eps 2026 del 4%, da 0,91 a 0,87 euro, e quello 2027 del 3%, da 1,10 a 1,07 euro. Il rating resta underweight (sottopesare), ma il target di 17,5 euro le attribuisce un upside del 40,1% (c’è anche chi lo stima del 50%). L’apparente contraddizione dipende dal fatto che il rating Barclays misura la performance attesa rispetto all’intero settore e non semplicemente la distanza dal target price.
Fuori da piazza Affari emergono soprattutto tre casi, seppure con prezi obiettivo invariati. Technip Energies resta overweight con target a 48 euro contro 28,04, quindi +71,2%; Tecnicas Reunidas è overweight con obiettivo a 49 euro contro 26,36, pari a +85,9%, e Barclays aumenta anche del 3% l’eps 2027. Il caso più estremo è Viridien, overweight con target a 200 euro contro 84,60, per un upside implicito del 136,4%.
A fare da sfondo è una pipeline di investimenti che continua a crescere: per i progetti monitorati su Aker Solutions, Maire, Saipem, Subsea 7, Tecnicas Reunidas e Technip Energies, Barclays calcola oltre 120 miliardi di dollari di spesa potenziale sia nel 2027 sia nel 2028, elemento decisivo per sostenere la visione positiva della banca sul comparto. (riproduzione riservata)