Banco Bpm, utile record a 1,53 miliardi nei nove mesi. Ai soci 7 miliardi entro il 2027, via al buyback
Banco Bpm, utile record a 1,53 miliardi nei nove mesi. Ai soci 7 miliardi entro il 2027, via al buyback
Il gruppo conferma oltre 1,95 miliardi di profitti nel 2026, alza a più di un euro il dividendo per azione e prepara il primo buyback. Costi in calo e ricavi più diversificati

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 05/11/2026 18:30

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Banco Bpm archivia i primi nove mesi del 2026 con un utile netto adjusted record di 1,532 miliardi di euro, in crescita del 2,6% su base annua, e alza la posta per gli azionisti: la remunerazione complessiva prevista tra il 2024 e il 2027 sale a circa 7 miliardi, contro gli oltre 6 miliardi del piano precedente. Di questi, 4 miliardi saranno distribuiti nel 2026-2027, circa il 20% della capitalizzazione. Il gruppo conferma inoltre l'obiettivo di un utile 2026 superiore a 1,95 miliardi e rivede al rialzo la previsione sul dividendo annuo, ora fissata a oltre un euro per azione.

Acconto sul dividendo e programma di riacquisto azioni

Il consiglio presieduto da Massimo Tononi, ha approvato un acconto sul dividendo di 0,50 euro per azione, pari a circa 750 milioni complessivi, l'8,7% in più rispetto agli 0,46 euro distribuiti lo scorso anno. Lo stacco è previsto per il 23 novembre e il pagamento per il 25. È previsto inoltre il primo programma di riacquisto di azioni proprie, subordinato alle autorizzazioni della Bce e degli azionisti. L'importo sarà definito dopo il via libera della Vigilanza. Nel 2024-2025 la banca ha già distribuito circa 3 miliardi.

La redditività migliora anche al netto delle componenti straordinarie. L'utile contabile dei nove mesi è di 1,513 miliardi, mentre il confronto del dato adjusted con il 2025 è effettuato su base proforma, tenendo conto del consolidamento di Anima. I proventi operativi salgono a 4,666 miliardi (+2,1%), mentre il risultato della gestione operativa raggiunge 2,623 miliardi (+5,4%). L'utile lordo dell'operatività corrente adjusted avanza del 7,5% a 2,406 miliardi.

Andamento dei margini e delle commissioni

A sostenere i conti concorrono margini più stabili, maggiori commissioni e una disciplina dei costi più rigorosa. Il margine di interesse si attesta a 2,33 miliardi, in lieve crescita (+0,2%) su basi comparabili, e accelera nel terzo trimestre a 793 milioni, il 4,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le commissioni nette salgono del 2,3% a 2,07 miliardi, con il contributo dei prodotti di investimento, cresciuti del 5,6% e pari al 51% delle commissioni. I proventi diversi dagli interessi arrivano così a rappresentare metà dei ricavi, a conferma della diversificazione del business.

L'integrazione di Anima sostiene questa trasformazione. Le principali fabbriche prodotto, dal risparmio gestito alle assicurazioni, dalla monetica al credito al consumo, generano 1,191 miliardi di ricavi, l'8,1% in più su base annua e il 26% del totale. Gli oneri operativi diminuiscono intanto dell'1,9% a 2,044 miliardi, portando il cost/income dal 46% al 44%. Alla crescita della redditività contribuiscono infine le minori rettifiche su crediti, scese da 255 a 224 milioni, con il costo del rischio ridotto da 34 a 29 punti base.

Qualità del credito ed erogazione di finanziamenti

Il miglioramento della qualità del credito accompagna una nuova espansione degli impieghi. I finanziamenti performing core lordi crescono del 3,7% a 97 miliardi e le nuove erogazioni raggiungono 21,3 miliardi da inizio anno, di cui 7,5 miliardi nel terzo trimestre, in aumento del 32% su base annua. I crediti deteriorati lordi si riducono invece del 22% a 1,95 miliardi, con un npe ratio lordo all'1,88% e netto all'1%. La raccolta da conti correnti e depositi sale del 3,8% a 106,5 miliardi, mentre quella indiretta, al netto del contributo di Anima, raggiunge 130,6 miliardi (+7%).

Sul fronte patrimoniale il Cet1 si colloca al 14,27%, includendo l'utile dei nove mesi al netto del dividendo maturato, mentre il valore stated, che esclude il risultato del periodo, è del 13,79%. Il gruppo dispone così di circa 870 milioni di capitale in eccesso rispetto alla soglia minima del 13% fissata dal piano, a sostegno delle distribuzioni.

Gli obiettivi strategici e l'impatto delle misure fiscali

Per il resto dell'anno Bpm si dice fiduciosa di superare l'obiettivo di 1,95 miliardi di utile e, nel 2027, il target di 3,15 miliardi di risultato ante imposte. La banca ritiene di poter assorbire gli aggravi della legge di Bilancio 2026, pur riservandosi di valutare gli effetti delle nuove misure fiscali previste per il 2027. Le eventuali contromisure saranno definite nel nuovo piano strategico, atteso entro il primo semestre del prossimo anno. (riproduzione riservata)