Banco Bpm, per Glass Lewis inusuale il peso del Crédit Agricole nel futuro cda. Sì alla lista del board
Banco Bpm, per Glass Lewis inusuale il peso del Crédit Agricole nel futuro cda. Sì alla lista del board
Secondo il proxy advisor i francesi potrebbe sorpassare la rosa del consiglio in assemblea, creando incertezza

di Luca Gualtieri 07/04/2026 20:14

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Troppi consiglieri nella lista francese. Questo è uno dei principali rilievi mossi da Glass Lewis in vista dell’assemblea del 16 aprile chiamata a rinnovare il cda di Banco Bpm. Secondo il proxy advisor il numero di candidati inseriti nella rosa del Crédit Agricole (primo socio con oltre il 20% del capitale) appare «inusuale» rispetto alle prassi di mercato. L’elenco contiene sette nominativi tra cui Domenico Siniscalco, ex ministro dell'Economia del governo Berlusconi e responsabile dell'Italia di Morgan Stanley per 16 anni.

Glass Lewis invita invece a votare per la lista del cda uscente che ricandida Giuseppe Castagna nel ruolo di ceo e Massimo Tononi alla presidenza. La scelta viene motivata con l’esigenza di «ridurre il più possibile la non prevedibilità dei risultati» del voto. Secondo il proxy, l’attuale composizione delle candidature e la qualità dei profili presentati garantiscono, in ogni scenario, un livello di indipendenza del consiglio ampiamente superiore ai requisiti minimi.

Gli scenari in assemblea

Quanto ai futuri equilibri di governance, il proxy ritiene «molto probabile che le liste di minoranza ottengano complessivamente più del 20% dei voti», assicurandosi così un numero significativo di seggi. La dispersione dei consensi inoltre potrebbe impedire alla lista del cda di ottenere una maggioranza chiara, aprendo la strada a una composizione del board più frammentata.

Se per esempio, ipotizza Glass Lewis, la lista del consiglio ottenesse pochi voti, potrebbe essere sorpassata da quella sostenuta da Agricole. Una simile configurazione «innescherebbe un maggior grado di incertezza sulla composizione finale del board e sul bilanciamento generale della rappresentanza».

Il riferimento alla lista di Assogestioni contribuisce a delineare ulteriormente il contesto. Se da un lato è «comprensibile» che alcuni investitori possano orientarsi verso una lista di minoranza qualificata, dall’altro questa scelta rischia di amplificare la frammentazione del voto, rendendo meno lineare l’esito assembleare. Ne deriva una raccomandazione che privilegia la continuità e la stabilità. (riproduzione riservata)