Banco Bpm, Iss consiglia di votare il ceo Castagna e il presidente Tononi. I dubbi sulla strategia di Crédit Agricole
Banco Bpm, Iss consiglia di votare il ceo Castagna e il presidente Tononi. I dubbi sulla strategia di Crédit Agricole
Il proxy advisor a favore della continuità in vista dell’assemblea del 16. Bocciati Comoli e Oliveti

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 31/03/2026 16:10

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Iss consiglia al mercato di votare l’amministratore delegato di Banco Bpm Giuseppe Castagna e il presidente Massimo Tononi in vista dell’assemblea di rinnovo del board del prossimo 16 aprile.

Continuità e selezione dei profili

La raccomandazione del proxy advisor si fonda su un principio preciso: in assenza di criticità rilevanti nella gestione o nelle performance, la continuità strategica rappresenta un valore.

Da qui il sostegno esplicito a Castagna, considerato garante della linea industriale attuale: «Oltre a sostenere l’amministratore delegato uscente – promuovendo così la continuità strategica in assenza di specifiche problematiche – il supporto è stato esteso ai candidati indipendenti (incluso il presidente in carica), fino a un numero complessivo pari al numero di posti da assegnare nel consiglio di amministrazione, stimato in via prudenziale a nove».

Nella sua valutazione Iss ha considerato il grado di indipendenza dagli azionisti, le competenze professionali e la collocazione nella lista, interpretata come indicatore delle preferenze interne al consiglio uscente. L’obiettivo è preservare un assetto coerente con una governance ritenuta funzionale ed equilibrata, evitando elementi di frizione o disallineamento.

Esclusioni e segnali sulla governance

Nel definire le proprie indicazioni di voto, Iss introduce anche elementi di discontinuità selettiva. In particolare, invita a votare contro la rielezione dello storico vicepresidente Maurizio Comoli, considerato non indipendente, e di Alberto Oliveti, formalmente indipendente ma alla guida di Enpam, uno dei principali azionisti del patto che detiene il 5,9% del capitale.

Il segnale è netto: l’indipendenza sostanziale conta più di quella formale. In questa logica, anche gli altri candidati posizionati nella parte finale della lista – nove nomi su venti – vengono esclusi dal perimetro delle raccomandazioni positive. Si tratta di una scelta che mira a concentrare il consenso su un nucleo ristretto e qualificato, evitando dispersioni e rafforzando la leggibilità della governance futura.

Il peso di Agricole e il rischio di squilibri

Iss si è espresso anche sulla lista di Crédit Agricole, primo azionista con il 20,1% del capitale. Pur non mirando formalmente al controllo, la banca francese potrebbe ottenere una rappresentanza significativa nel consiglio, fino a sette membri su quindici.

Secondo Iss, questo scenario potrebbe alterare gli equilibri interni, attribuendo un’influenza rilevante a un singolo azionista. Come evidenziato nel report, «a differenza di tre anni fa» il gruppo francese «ha presentato una propria lista», e sebbene «non miri al controllo», la possibile elezione di un numero elevato di consiglieri «potrebbe conferire un’influenza significativa sul cda».

In assenza di criticità nella gestione, «tale esito potrebbe anche rischiare di inviare un segnale di governance ingiustificato», a prescindere dall’«elevata qualità» dei candidati.

Assogestioni e il rischio di frammentazione

Analoga cautela viene espressa nei confronti della lista promossa dal comitato dei gestori di Assogestioni. Pur senza mettere in discussione il profilo dei candidati, Iss sottolinea il rischio che il sostegno a questa lista possa sottrarre voti a quella del cda, aumentando la probabilità che quest’ultima non risulti la più votata.

In questo caso, «sebbene i potenziali meriti dei candidati proposti non siano oggetto di discussione», sostenere la lista alternativa «potrebbe sottrarre voti alla lista del cda e aumentare il rischio che quest’ultima non risulti la più votata». Un esito del genere, pur evitando la votazione individuale, «potrebbe creare una certa discontinuità e trasmettere un messaggio ingiustificato in merito alla fiducia degli azionisti nell’attuale cda». (riproduzione riservata)