Il futuro di Banco Bpm potrà essere stand alone oppure passare da un’aggregazione, ma l’eventuale partner sarà scelto insieme agli azionisti. Venerdì 25 il ceo Giuseppe Castagna ha frenato sull’ops lanciata da Mps usando parole che ammiccano a Crédit Agricole, primo socio di Piazza Meda con il 29,3% del capitale e quindi interlocutore centrale nelle scelte strategiche della banca.
«Pensiamo di avere un futuro importante stand alone o con i partner che, insieme ai nostri soci, riterremo opportuno scegliere», ha affermato il ceo di Banco Bpm a margine di un evento promosso dall’istituto di credito. Una frase che formalmente non indica alcun interlocutore, ma che assume un significato preciso alla luce degli equilibri azionari e delle posizioni espresse nelle ultime settimane dalla Banque Verte.
Crédit Agricole ha già manifestato forti perplessità sull’operazione proposta da Siena e, parallelamente, ha rilanciato l’ipotesi di una combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia. Il gruppo francese considera l’offerta di Mps poco attrattiva e non in grado di creare un valore adeguato per gli azionisti di Banco Bpm.
La posizione si è fatta ancora più netta negli ultimi giorni. Clotilde L’Angevin, deputy general manager di Crédit Agricole, ha indicato apertamente una direzione alternativa a quella di Siena: «Uno scenario interessante, molto interessante per noi, sarebbe una combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia». E ha ribadito il concetto già espresso in estate dai vertici francesi: «Nulla può essere fatto senza o contro di noi».
È in questo quadro che acquistano peso le nuove dichiarazioni di Castagna. Il ceo non sceglie pubblicamente Agricole e continua a difendere anche l’opzione stand alone. Ma lega esplicitamente la scelta di un eventuale partner alla volontà dei soci. E il maggiore di questi soci ha già fatto sapere sia quale soluzione non gradisce, l’operazione proposta da Mps, sia quale combinazione considera invece strategicamente interessante.
Sull’ops di Mps Castagna ha rinviato ogni decisione al consiglio: «Lo deciderà il consiglio anche perché ci sono delle regole alla passivity rule». E ha lasciato aperto il quadro: «Succede così tanto ogni settimana che fino al 29 ottobre c’è tempo». Il ceo ha però ribadito il giudizio negativo sulle condizioni dell’offerta di Siena: «In questo momento siamo sotto passivity rule, quindi non possiamo esprimerci essendo un’offerta su di noi». Un’operazione, ha aggiunto, «purtroppo, come abbiamo già dichiarato, non a premio. Anzi, a sconto», che lascia Banco Bpm «semplicemente impossibilitata a fare delle mosse». (riproduzione riservata)