Banco Bpm pubblicherà i risultati del secondo trimestre 2026 il prossimo 5 agosto. Goldman Sachs ha alzato le sue stime sull’istituto di credito guidato da Giuseppe Castagna in vista dei conti.
«Ci aspettiamo che il margine di interesse netto aumenti trimestre su trimestre grazie all’impatto del conteggio dei giorni: un giorno in più rispetto al primo trimestre e grazie a tassi leggermente più elevati, nonostante una crescita contenuta dei volumi, poiché la nuova attività di erogazione dei prestiti deve ancora riprendersi completamente», si legge nella nota di Goldman Sachs.
La maggior parte del portafoglio prestiti di Banco Bpm è legata all’Euribor a 6 mesi, con il beneficio dei tassi più elevati che dovrebbe manifestarsi principalmente a partire dal terzo trimestre di quest’anno. «Incorporiamo nelle nostre previsioni un ulteriore aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Banca Centrale Europea», che secondo gli economisti di Goldman Sachs dovrebbe avvenire nel terzo trimestre. Nel primo trimestre la sensibilità del margine di interesse netto si attestava a 150 milioni di euro per uno spostamento di 100 punti base della curva dei tassi.
Alla luce delle previsioni sui tassi, Goldman Sachs ha alzato le stime sul margine di interesse nel periodo 2026/2027 e 2028 dell’1%/2%/2% e ora si attende un margine di interesse netto pari a 3,098 miliardi nel 2026 (oltre 3 miliardi la guidance di Banco Bpm) e a 3,259 miliardi nel 2027 (la guidance include 0,1 miliardi di benefici derivanti dal finanziamento wholesale e dal portafoglio replicante).
Inoltre «prevediamo che i ricavi da commissioni diminuiscano trimestre su trimestre, dato che il primo trimestre è solitamente caratterizzato da una forte stagionalità positiva e stimiamo commissioni totali per l’anno pari a 2,761 miliardi, in linea con la guidance», aggiunge Goldman Sachs. Commissioni viste salire a 2,883 miliardi nel 2027.
Mentre le spese operative dovrebbero aumentare leggermente trimestre su trimestre (sono previste a 2,78 miliardi a fine 2026), con costi di ammortamento e svalutazioni invariati e costi generali e amministrativi e spese per il personale più elevati. In futuro, però, i costi del personale beneficeranno di un’inflazione salariale contenuta (al 2-3% annuo) e delle riduzioni dell’organico.
Altro punto a favore di Banco Bpm: Goldman Sachs resta positiva sull’outlook relativo al costo del credito, considerata la buona qualità degli asset di Banco Bpm, e ha formulato le sue stime sugli accantonamenti ipotizzando un costo del rischio pari a 35 punti base, al di sotto della guidance di 43 punti base per il 2026.
Al contempo, la banca d’affari americana fa presente che per il trimestre l’aliquota fiscale effettiva è attesa leggermente inferiore rispetto al livello normalizzato del 34/35%, grazie al contributo di Banca Monte dei Paschi di Siena sotto forma di dividendi esenti da imposte (Banco Bpm possiede il 3,7% di Mps e dovrebbe ricevere poco meno di 100 milioni di euro nel trimestre).
Infine, Goldman Sachs ha alzato le stime di utile per azione (eps) del 2%/5%/5%, rispettivamente, per il 2026/2027/2028 a 1,25, 1,37 e a 1,46 euro per azione, sempre per tener conto degli ultimi tassi di mercato. Con un coefficiente patrimoniale Cet1 stimato al 13,9%, al 14,9% e al 15,1%, rispettivamente, al top nel settore, il dividendo è visto salire a 1,02 euro per azione nel 2026, a 1,12 nel 2027 e a 1,19 nel 2028, pari a rendimenti del 6,7%, 7,4% e 7,8%.
Goldman Sachs non copre il titolo Banco Bpm con un giudizio. Il consenso Bloomberg vede 4 rating buy, 5 hold e 4 sell sull’azione con un target price medio a 13,90 euro, il 10% in meno rispetto al prezzo in borsa del 9 luglio a 15,43 euro (+0,88%).
L’azione ha messo a segno un +21% negli ultimi tre mesi complice il risiko bancario: Crédit Agricole ha superato la soglia del 25% e di detiene, attualmente, il 29,3% del capitale del Banco. La quota aggiuntiva è stata accumulata tramite acquisti sul mercato di azioni e uno strumento derivato.
La banca francese ha precisato che l'incremento della partecipazione è coerente con la propria strategia di investitore e partner di lungo periodo dell’istituto italiano nel suo sviluppo, rafforzando le solide partnership industriali già esistenti nel consumer finance e in ambito assicurativo. (riproduzione riservata)