Crédit Agricole si rafforza nella governance di Banco Bpm. Dopo aver raddoppiato la propria rappresentanza nel board, la banque verte (primo azionista di Piazza Meda con il 22,8%) ha ottenuto anche la presidenza di due dei cinque comitati endoconsiliari dell’istituto tra cui lo strategico comitato rischi. Questa è la decisione presa ieri dal nuovo board nella sua prima riunione dopo l’assemblea di giovedì 16.
I consiglieri, riuniti sotto la presidenza di Massimo Tononi, hanno individuato Eugenio Rossetti (espressione della lista del board) come vice presidente al posto di Maurizio Comoli, storico rappresentante dell'anima novarese del gruppo bocciato però nella seconda votazione.
Ad Agricole – che nel precedente mandato non guidava alcun comitato – sono andati invece il timone del rischi con Rossella Leidi e del comitato sostenibilità con Frédéric de Courtois, ex deputy ceo di Axa. Va invece a Francesco Mele (lista del cda) la presidenza del comitato remunerazioni, mentre Rossetti sarà numero uno del nomine e siederà anche in quello rischi, mentre Giampiero Massolo sale al vertice (Assogestioni) del comitato parti correlate.
Il rafforzamento del socio francese nella governance del Banco è stata la principale novità dell’ultima assemblea, la prima a svolgersi con le regole della Legge Capitali. Nell’assise Agricole si è aggiudicato il 30,9% delle preferenze (23,01% del capitale) e, grazie ai meccanismi previsti dal nuovo statuto, ha ottenuto quattro posti in cda che sono andati appunto a Leidi, de Courtois, Domenico Siniscalco e Alessio Foletti. La banque verte ha corso con una propria lista anche se, nella seconda votazione, ha sostenuto gran parte dei candidati del board uscente a partire dal ceo Giuseppe Castagna (confermato per il quarto mandato) e Tononi.
Nel corso della prima riunione di ieri che aveva all’ordine del giorno le valutazioni d’indipendenza dei neo consiglieri, la nomina dei vicepresidenti e dei cinque comitati, l’ad si è soffermato sui risultati dell’assemblea, illustrandoli nel dettaglio, e ha delineato le prossime tappe della banca. Secondo fonti finanziarie, per il momento il focus del banchiere sarebbe la crescita organica e il capitolo m&a non sarà toccato almeno per un anno.
Il mercato però scommette che il risiko bancario possa ripartire proprio da Piazza Meda. Il voto a sostegno del ceo Luigi Lovaglio all’assemblea di Mps è stato letto da molti osservatori come un riavvicinamento dei due istituti, già promessi sposi nell’autunno del 2024 prima del blitz di Unicredit su Bpm. Castagna ha giustificato la preferenza espressa a Siena con i legami industriali tra i due gruppi, ma non ha chiuso alle nozze: «Sicuramente il risiko bancario andrà avanti, anche se per ora non ci sono dossier aperti», ha tagliato corto nei giorni scorsi. (riproduzione riservata)