Banco Bpm, Crédit Agricole non scopre le carte: «Valutiamo tutti gli scenari»
Banco Bpm, Crédit Agricole non scopre le carte: «Valutiamo tutti gli scenari»
Per la banque verte utile trimestrale in crescita dell’11% a 1,99 miliardi, ricavi oltre le attese a 7,09 miliardi. In Italia profitti a 174 milioni (+2,5%). Amundi guadagna il 20% in più

di Luca Gualtieri 30/10/2026 11:22

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Crédit Agricole rafforza i risultati del terzo trimestre e mantiene aperte le opzioni su Banco Bpm, di cui possiede il 29,3%. Per il gruppo francese la priorità resta il rendimento dell’investimento, senza accelerazioni sulle prossime mosse a Piazza Meda.

«Per noi è fondamentale assicurarci che ci sia una creazione di valore. Siamo azionisti di Banco Bpm. Ciò che conta per noi è la creazione di valore per gli azionisti di Banco Bpm, la creazione di valore per i nostri azionisti e continuare a crescere in questo Paese, che è il nostro secondo mercato interno», ha spiegato Clotilde L’Angevin, direttrice finanziaria e vicedirettrice generale di Crédit Agricole, a Bloomberg Tv rilasciata venerdì 30 ottobre.

Sull’eventualità di ulteriori iniziative nella banca italiana, la manager non si è sbilanciata. «È davvero troppo presto per rispondere perché, dal nostro punto di vista, stiamo valutando attentamente i diversi scenari», ha affermato. «Siamo sempre molto cauti. Dobbiamo tenere conto di tutte le parti interessate». Una linea che non esclude nuovi sviluppi, ma lega ogni decisione alla capacità di generare valore e alla valutazione degli interessi in campo.

I conti del terzo trimestre superiori alle attese

Il riferimento all’Italia come secondo mercato domestico conferma intanto il peso strategico del Paese nei piani del gruppo. Le dichiarazioni arrivano insieme a conti superiori alle attese. Crédit Agricole SA ha chiuso il trimestre con un utile netto di pertinenza degli azionisti di 1,99 miliardi di euro, in crescita dell’11% rispetto a un anno prima. I ricavi sono aumentati dell’8% a 7,09 miliardi, oltre i 7,01 miliardi indicati dal consensus.

A sostenere il risultato hanno contribuito diverse attività: l’investment banking ha registrato ricavi in aumento del 10%, mentre la rete bancaria francese ha segnato un progresso del 17% a 1,15 miliardi, raggiungendo livelli record. La crescita dei costi è rimasta più contenuta rispetto a quella dei ricavi. Le spese operative si sono attestate a 3,93 miliardi e il cost/income è migliorato al 55,4%.

Considerando l’intero gruppo Crédit Agricole, che comprende anche le casse regionali, l’utile del trimestre ha raggiunto 2,8 miliardi, in aumento del 23%, a fronte di ricavi per 10,5 miliardi (+10,7%). Nei primi nove mesi dell’anno Crédit Agricole SA ha realizzato 5,7 miliardi di utili (+1%) e 21,45 miliardi di ricavi (+5,3%). A livello di gruppo, invece, l’utile è salito del 13,7% a 7,65 miliardi, con ricavi in progresso dell’8,8% a 31,4 miliardi.

Italia ancora in crescita 

Nel terzo trimestre le attività italiane di Crédit Agricole hanno prodotto un utile netto di pertinenza degli azionisti di 174 milioni, in aumento del 2,5%, e ricavi per 788 milioni (+3,8%). La dinamica è stata positiva sia sul margine di interesse, cresciuto del 4,5%, sia sulle commissioni, salite del 4,4%. Sul risultato del trimestre ha inciso anche il contributo di 106 milioni derivante dalla contabilizzazione con il metodo del patrimonio netto della partecipazione in Banco Bpm: 16 milioni in più rispetto al periodo di confronto, anche grazie all’aumento della quota fino al 29,3%. Nei nove mesi i ricavi delle attività italiane hanno raggiunto 2,4 miliardi (+3,7%), mentre l’utile è salito del 2,3% a 532 milioni, nonostante l’impatto negativo di 36 milioni legato alla maggiore tassazione.

Un apporto rilevante arriva inoltre dal risparmio gestito. Amundi ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 409 milioni, in crescita del 20%, mentre la raccolta netta dei primi nove mesi ha toccato il record di 102 miliardi. Il risultato è stato ottenuto nonostante i deflussi registrati dalle reti Unicredit, pari a 4 miliardi nel solo periodo luglio-settembre.

I risultati rafforzano la posizione del gruppo francese nel suo secondo mercato domestico, ma non si traducono per ora in una decisione sul futuro della partecipazione in Banco Bpm. Crédit Agricole non indica tempi né modalità per eventuali nuove iniziative, lasciando aperta la valutazione delle diverse opzioni strategiche. (riproduzione riservata)