Banche, Salvini spinge per un contributo del 5% sugli utili delle prime 10 banche italiane
Banche, Salvini spinge per un contributo del 5% sugli utili delle prime 10 banche italiane
Il perimetro dei più grandi istituti comprenderebbe Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps, Banco Bpm, Bper, Iccrea, Bnl, Cassa Centrale Banca, Crédit Agricole Italia e Banca Mediolanum. Sul tavolo ci sarebbe un bacino di utili netti aggregati per quasi 33 miliardi di euro

di Silvia Valente 12/08/2026 13:09

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Da anni il ferragosto ormai significa un confronto acceso tra esponenti di governo e settore finanziario. A riportare sotto i riflettori il dossier banche per finanziare la prossima manovra è stato il leader leghista, Matteo Salvini (che non ha abbandonato mai la campagna durante tutto l’anno), chiedendo un nuovo contributo agli istituti che potrebbe valere almeno 1,5 miliardi l’anno.

Il vicepremier ha proposto una tassazione del 5% sugli utili dei principali 10 gruppi bancari, sulla scia del modello spagnolo (lì si parla di un 5-7% di tassazione extra). Il perimetro dei più grandi istituti comprenderebbe Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps, Banco Bpm, Bper, Iccrea, Bnl, Cassa Centrale Banca, Crédit Agricole Italia e Banca Mediolanum. E così sul tavolo ci sarebbe un bacino di utili netti aggregati per circa 32,8 miliardi di euro. Applicandovi un contributo del 5%, come ipotizzato dal ministro Salvini, il gettito potrebbe superare 1,5 miliardi in un anno. La proposta prevede inoltre che il meccanismo possa essere applicato per tre esercizi, trasformando così il prelievo in una voce strutturata nell’arco della legislatura finanziaria.

Da precisare gli utili coinvolti

Resta però da stabilire quale sarebbe la base effettiva del contributo: se riguarderebbe tutti gli utili consolidati oppure soltanto quelli prodotti in Italia e riconducibili alla sola attività bancaria. Una distinzione decisiva soprattutto per i gruppi con una presenza internazionale rilevante o con ricavi provenienti da attività finanziarie diversificate.

Già 10,2 miliardi chiesti alle banche

Salvini è convinto che la sua proposta raccoglierà l’appoggio delle altre forze politiche che sostengono il governo Meloni. Forza Italia è da sempre contraria a nuove tasse. E anche Fratelli d’Italia non si è espresso su un tema così sensibile.

Forse pesa il fatto che il nuovo contributo si sommerebbe a un pacchetto fiscale già particolarmente oneroso imposto alle banche dall’esecutivo in carica. La legge di Bilancio 2026 ha infatti previsto per il comparto un impatto complessivo stimato in 10,2 miliardi nell’arco di tre anni, con circa 4,2 miliardi legati ad anticipazioni. Tra gli interventi figurano l’aumento di due punti dell’Irap per tre anni, lo slittamento delle Dta, modifiche alla deducibilità delle svalutazioni pregresse sui crediti e nuove regole per le rettifiche di valore. A queste misure si aggiunge il contributo collegato alla distribuzione delle riserve accumulate sugli extraprofitti. (riproduzione riservata)