Banche, nuova spinta sui servizi per le imprese. Ecco come l’innovazione diventerà una leva per arrotondare le commissioni
Banche, nuova spinta sui servizi per le imprese. Ecco come l’innovazione diventerà una leva per arrotondare le commissioni
Gli istituti italiani accelerano il processo di digitalizzazione del corporate banking. E con la nuova spinta sulle commissioni, puntano a nuovi trimestri da record

di di Luca Carrello 29/05/2026 20:00

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Quasi 8 miliardi di utili. Bottino mica male quello delle sei più grandi banche italiane nel primo trimestre. La spinta non arriva più dal margine d’interesse, ormai lontano dalle vette toccate in piena stretta monetaria. Adesso sono le commissioni a gonfiare i bilanci, garantendo quei profitti record che sostengono i titoli in borsa. È una sfida che si rinnova trimestre dopo trimestre e che impone alle banche di trovare sempre nuove soluzioni.

Oltre che la scala (leggasi risiko), una delle leve principali è la digitalizzazione, che sta rimodellando l’intero corporate banking. «Gli istituti avevano già spinto sull’innovazione nel retail, così nell’ultimo anno hanno accelerato anche sul versante delle imprese», racconta Filippo Mastropietro, EY Europe West and Italy banking & capital markets leader. «Le banche hanno capito che le aziende hanno bisogno di un supporto snello, soprattutto sui prodotti transazionali, e di un’interazione migliore nei servizi complessi».

I piani delle banche

Il discorso vale sia per gli istituti tradizionali sia per quelli challenger. E l’obiettivo comune è portare nel corporate banking un modello simile a quello di piattaforme come Revolut. Anche per questo motivo gruppi come Intesa Sanpaolo hanno invertito la proporzione degli investimenti: prima il 70% finiva sul retail e il 30% sul corporate, in futuro accadrà l’esatto opposto. La digitalizzazione ridurrà i costi e permetterà alle banche di segmentare meglio la clientela, per concentrarsi su chi garantisce commissioni più alte e ottimizzare l’allocazione del capitale.

Anche la comprensione delle imprese e delle loro esigenze sarà migliore, così gli istituti potranno offrire prodotti a maggiore valore aggiunto o più personalizzati, oltre ad aiutare le aziende a riorganizzare business model e processi interni. «Sono servizi imprescindibili per continuare a fare impresa in un mondo in costante evoluzione e sempre più complesso», spiega Mastropietro.

I vantaggi per le aziende

I clienti, invece, avranno vita più facile grazie a piattaforme uniche in cui potranno monitorare la loro posizione, caricare documenti e interagire velocemente con la banca. Così i gestori corporate avranno più libertà (oggi dedicano il 60% del loro tempo alla burocrazia) e anche l’accesso al credito, rimasto il principale prodotto degli istituti, sarà più semplice. «Si tratta di un processo che coinvolgerà tutti, piccole banche comprese», sottolinea Mastropietro. «Il loro asset principale è la vicinanza al cliente. Ma se non vogliono perderne alcuni e guadagnarne di nuovi, dovranno combinare rete fisica e digitale».

La saga continua

Innovazione e sportelli, insomma, andranno di pari passo in un momento storico in cui potrebbe arrivare un assist inatteso dalla Bce, pronta ad alzare i tassi per contrastare il caro energia. Una stretta monetaria rischia però di rallentare l’economia. Ecco perché è bene spingere sulla digitalizzazione per mantenere fede a piani industriali ancora più sfidanti. Per le banche, soprattutto quelle quotate, l’obiettivo non cambia: rendere ogni trimestre il migliore di sempre. (riproduzione riservata)