Banca d’Italia vuole un’applicazione più selettiva del calendar provisioning per le banche specializzate, tra cui quelle attive nel factoring verso la pubblica amministrazione. Un segnale di flessibilità che arriva dopo i casi di Bff, Banca Sistema e Banca Ifis e per il futuro che punta a evitare effetti distorsivi.
A delineare la possibile apertura è stato Giuseppe Siani, capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria di Bankitalia, durante un convegno dell’università Cattolica a Milano. Il funzionario si è concentrato sull’estensione alle banche di minori dimensioni - le cosiddette less significant institutions - delle aspettative di copertura dei crediti deteriorati originati prima del 2019, finora applicate soltanto agli istituti maggiori.
«L’estensione avverrà con gradualità e tenendo conto delle specificità dei singoli intermediari evitandone l’applicazione ad alcune specifiche linee di attività (in particolare l’acquisizione e la gestione di crediti deteriorati e il factoring su crediti verso enti della pubblica amministrazione, ndr) per evitare effetti distorsivi», ha spiegato Siani nel suo intervento. «Le esenzioni saranno valutate caso per caso, anche per prevenire fenomeni di arbitraggio».
L’approccio è orientato al principio di proporzionalità: la Vigilanza non rinuncerà alle coperture ma riconosce che applicare lo stesso calendario ad attività diverse può produrre distorsioni. Anche perché nel factoring verso la pubblica amministrazione i ritardi nei pagamenti non riflettono necessariamente un rischio di perdita. Nell'acquisto e gestione degli npl invece le esposizioni sono già deteriorate e valutate secondo logiche specifiche.
Le possibili esenzioni indicate da Siani riguardano però un ambito preciso: l’estensione alle banche minori delle aspettative di vigilanza sulla copertura dei crediti deteriorati erogati prima del 2019. Resta invece invariato il backstop prudenziale introdotto nell’aprile di quell’anno dalla normativa europea, che prevede requisiti minimi di copertura per i finanziamenti successivi ed è vincolante per tutte le banche dell’Unione. Non cambia neppure la definizione europea di default, applicata dal 2021, che disciplina i criteri per individuare gli inadempimenti.
Le regole sulle coperture e sulla classificazione dei crediti sono recentemente tornate d’attualità nella finanza italiana per alcuni casi societari. Le vicende di Bff, Banca Sistema e Banca Ifis hanno posto, su piani differenti, interrogativi sul trattamento prudenziale dei crediti e sui relativi effetti patrimoniali. Ma, secondo alcune interpretazioni, le parole di Siani non andrebbero lette come un ammorbidimento delle contestazioni riferite a questi intermediari.
Semmai la novità è prospettica. Nel definire l'applicazione alle banche minori delle aspettative di copertura sui crediti precedenti il 2019, Via Nazionale potrà valutare singolarmente gli intermediari e le loro linee di business decidendo se un'esenzione sia giustificata.
Non un allentamento generalizzato, insomma, ma un margine di discrezionalità per evitare che uno strumento pensato per rafforzare i bilanci penalizzi attività con rischi e tempi di recupero differenti. Un vantaggio non di poco conto, soprattutto per le banche specializzate. (riproduzione riservata)