Per mesi il mercato ha vissuto sospeso tra timori di recessione, guerre commerciali, tassi in discesa e dubbi sulla capacità dell'Europa di tornare protagonista. Eppure, leggendo le ultime analisi di Deutsche Bank, Ubs e AlphaValue, emerge che gli esperti stanno diventando progressivamente più costruttivi sul Vecchio Continente.
Non significa che i rischi siano spariti. Ma che molte società europee stanno dimostrando una capacità di adattamento superiore a quella che il mercato aveva preventivato. La prova più immediata arriverà tra poche settimane con la stagione delle trimestrali delle banche italiane, che prenderà il via il 23 luglio con Unicredit e si concluderà il 7 agosto con Mps. Il comparto arriva all'appuntamento dopo un giugno brillante, con il Ftse Italia All Share Banks in rialzo del 7%, grazie al risiko e a tassi favorevoli. Secondo Deutsche Bank, gli utili del settore rimarranno solidi: 7,2 miliardi di euro, pur leggermente inferiori a quelli record dello scorso anno. Il margine di interesse sarà resiliente e le commissioni cresceranno. Alcune banche batteranno il consenso. Mediobanca è stata promossa e Mps resta la preferita.
Il messaggio più interessante arriva però da Ubs, che invita gli investitori a essere più costruttivi sull'Europa. La banca ha alzato il target sull’indice Stoxx Europe 600, convinta che la crescita degli utili non sia più limitata ai soli vincitori dell'intelligenza artificiale. Accanto ai semiconduttori continuano infatti a migliorare le banche, alcuni industriali e perfino settori rimasti indietro come lusso, farmaceutici e beni di consumo, dove le aspettative sono ormai così basse che basta smettere di deludere per tornare interessanti.
In effetti in Europa gli utili sono attesi in crescita del 13% nel 2026 e del 9% nel 2027, mentre le valutazioni rimangono inferiori rispetto agli Stati Uniti. La prossima sfida sarà però capire se il rally riuscirà ad allargarsi oltre i grandi protagonisti dell’AI. Andrea Scauri di Lemanik guarda con favore a Piazza Affari a 12 titoli tra cui STMicroelectronics, Prysmian e Technoprobe. Tra gli altri nomi preferiti figurano Recordati, Saipem e due banche sempre molto generose con i propri azionisti.
Da AlphaValue una riflessione curiosa. Le stime degli analisti continuano a prevedere margini operativi delle società europee ai massimi storici anche nei prossimi anni. Un'ipotesi che gli stessi analisti faticano a credere possibile, soprattutto dopo dazi, rincari energetici e rallentamento economico. Eppure, trimestre dopo trimestre, le aziende continuano a dimostrare un sorprendente pricing power, sembrano tante Apple travestite. Un trend sostenibile?
Invece Buzzi sulla carta continua a sembrare uno dei titoli più interessanti del comparto europeo del cemento. Il gruppo tratta a multipli nettamente inferiori rispetto ai principali concorrenti, vanta circa un miliardo di euro di cassa netta e il margine operativo più elevato del settore. Eppure lo sconto in borsa persiste. Se da un lato pesano i temi ormai noti – controllo familiare e attività in Russia – oggi AlphaValue invita a guardare soprattutto agli Stati Uniti, che rappresentano quasi la metà dell'ebitda del gruppo. Qui il principale cliente, Quikrete, si è trasformato in un concorrente dopo una serie di acquisizioni che gli hanno consentito di costruire una capacità produttiva addirittura superiore a quella di Buzzi. La domanda che accompagnerà i risultati trimestrali sarà semplice: Buzzi riuscirà a sostituire gli eventuali volumi persi o dovrà iniziare una guerra dei prezzi? Per ora AlphaValue resta positiva sul titolo, ma il vero test deve ancora arrivare.
Anche Pirelli si trova in una situazione particolare. Citi continua ad apprezzarne i fondamentali, la leadership nel segmento degli pneumatici premium e la capacità di generare margini e cassa, ma dopo un rialzo del 17% da inizio anno ritiene che gran parte delle buone notizie sia già stata incorporata nelle quotazioni. Per questo il giudizio scende da buy a neutral. Non è un cambio di idea sull'azienda, quanto piuttosto un invito a non inseguire il titolo dopo una corsa così brillante. Resta invece aperto un tema che potrebbe tornare di attualità nei prossimi mesi: una possibile riduzione della quota detenuta dai cinesi di Sinochem aumenterebbe il flottante e renderebbe la governance ancora più appetibile agli occhi del mercato.
Più complicato il momento di DiaSorin. Sia Exane Bnp Paribas sia Deutsche Bank ritengono che gli obiettivi di crescita fissati dal management siano troppo ambiziosi, soprattutto considerando la stagione influenzale debole e la concorrenza in aumento nella diagnostica molecolare. Il mercato spera ancora in una ripresa nella seconda parte dell'anno, ma il rischio è che la revisione della guidance 2026 venga semplicemente rimandata di qualche trimestre. Sell.
Se queste storie aziendali raccontano quanto sia importante la selezione dei titoli, lo scenario delineato da Kairos ricorda che anche il contesto macro resta determinante. Il passaggio alla seconda metà dell'anno segna un cambio di fase: i grandi temi che hanno sostenuto i mercati sembrano aver già espresso buona parte del loro potenziale e ora gli investitori dovranno convivere con nuove fonti di incertezza. Il principale osservato speciale resta il costo dell'energia e il suo impatto sulle banche centrali. Nell’azionario, invece, continua a dominare l'intelligenza artificiale. Il trend rimane solido, ma Kairos invita a non dimenticare una lezione: anche i temi migliori non salgono in linea retta. La forte concentrazione dei rendimenti e il boom di nuove quotazioni negli Stati Uniti suggeriscono che qualche presa di profitto potrebbe essere fisiologica. Per questo preferisce mantenere un approccio tattico e flessibile: un atteggiamento leggermente più prudente sull'azionario, maggior interesse per i titoli governativi e, soprattutto, tanta attenzione alla selezione dei singoli titoli.
È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.
Francesca