La Lega torna all’attacco delle banche e mette sul tavolo, ancora una volta, un contributo del 5% degli istituti di credito. A rilanciare la proposta è stato il senatore Claudio Borghi, intervenendo all’evento del partito «A tua difesa – verso la finanziaria 2027», ospitato a Roma. Un assist al segretario del Carroccio, Matteo Salvini, che interpellato sulla possibilità di introdurre il prelievo in temi brevi ha risposto «sì», senza esitazioni.
L’ipotesi si fa anche più concreta per un approdo in Parlamento. Fonti della Lega confermano che il Carroccio è già al lavoro su un documento da presentare in Aula, basato sul modello spagnolo. Una proposta che potrebbe mettere a rischio gli equilibri della maggioranza, vista la contrarietà di Forza Italia all’introduzione di una tassa dedicata gli istituti di credito. La Lega, tuttavia, non sembra voler fare un passo indietro.
Il pubblico presente all’evento – composto da amministratori, militanti e rappresentanti dei territori – ha mostrato «insofferenza» verso i «no» di alcuni esponenti della maggioranza al contributo bancario, i cui proventi sarebbero da destinare al sostegno di famiglie e imprese.
Il monologo di Borghi sulle banche è partito da una critica al sistema finanziario: gli istituti di credito, secondo il senatore, non possono essere considerare un settore come gli altri. «Quando le cose vanno male vengono sempre aiutati», ha detto Borghi, mentre «quando le cose vanno bene fanno un sacco di utili e li danno agli azionisti». Una dinamica che, nella sua lettura, giustificherebbe la richiesta di «un piccolo contributo» al comparto.
La proposta è quella di una tassazione del 5%, che replichi il modello applicato dalla Spagna e che secondo le stime di Borghi potrebbe portare nelle casse dello Stato tra i 2 e i 3 miliardi di euro. «Non parliamo di espropri proletari», ha sottolineato, ma di «un piccolo contributo» per dare agli italiani «un minimo di sollievo» di fronte ad alcuni dei rincari che stanno pesando maggiormente, «a partire dal costo dell’energia».
Il ragionamento di Borghi parte anche dalla necessità di trovare risorse per la prossima legge di bilancio. «In un sistema a bilancio pareggiato, se non le paga nessuno quelle tasse lì le paghiamo noi», ha detto, rivendicando la necessità, per la politica, di fare delle scelte. E la scelta della Lega, ancora una volta, guarda agli utili del settore bancario.
Il riferimento alla Spagna non è casuale. Borghi ha citato il governo di Pedro Sánchez come esempio di un prelievo che, a suo giudizio, può essere replicato anche in Italia. «Anche il nostro amico Sanchez, su cui non siamo d’accordo su nulla, lo propone», ha detto dal palco, «ma anche un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora giusta». La platea, composta soprattutto da dirigenti e amministratori leghisti e rappresentanti di aziende partecipate, ha accompagnato il passaggio con un applauso. (riproduzione riservata)