Banche, la Bce snellisce la supervisione sui crediti deteriorati dopo il forte calo di npl degli ultimi anni
Banche, la Bce snellisce la supervisione sui crediti deteriorati dopo il forte calo di npl degli ultimi anni
Francoforte rende più agili i processi. Il focus sarà sugli standard di erogazione dei prestiti, come ha spiegato a MF la presidente della Vigilanza Claudia Buch

di Francesco Ninfole 11/02/2026 22:30

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La Bce snellisce la supervisione sui crediti deteriorati delle banche. I non-performing loans si sono ridotti in modo significativo negli ultimi dieci anni: sono oggi il 2,2% dei prestiti totali, mentre erano sopra il 7% nel 2015. Di conseguenza ora la Bce vuole rendere i processi di vigilanza sugli npl «più agili e più adeguati alla realtà attuale», come ha osservato un’analisi della Vigilanza scritta da Luis Carvalho e Daniele Frison. «Con livelli di crediti deteriorati molto più bassi, la Bce ha deciso di semplificare i processi in linea con il progetto Next Level Supervision, continuando al contempo a garantire che i non-performing loan rimangano entro limiti ragionevoli».

Le novità principali

Ci saranno tre novità principali nella supervisione sui prestiti problematici. In primo luogo, a partire dal 2026 le aspettative Bce sulla copertura delle esposizioni non-performing (Npe) non saranno più comunicate ogni anno nelle decisioni Srep (il processo con cui Francoforte determina i requisiti per ogni banca). La Bce definirà invece un unico provvedimento che fisserà le aspettative per diversi anni.

In secondo luogo, le banche con limitati stock di vecchi npl non dovranno più soddisfare le aspettative di copertura né riferire in merito. Questo, secondo la Bce, dovrebbe costituire un incentivo a ridurre i crediti deteriorati.

Infine la Bce ha ricordato che per alcune esposizioni è già consentita alle banche una certa flessibilità rispetto alle aspettative minime di copertura. Gli istituti ricorrono spesso a questa possibilità presentando circostanze specifiche. Per evitare un numero eccessivo di richieste, la Bce intensificherà ora la vigilanza sulle banche che presentano richieste più consistenti adottando un approccio basato sul rischio. Per le altre banche il livello di controllo rimarrà invariato.

I provvedimenti sul credito

I crediti deteriorati sono stati il focus principale dei supervisori soprattutto nei primi anni di attività della Vigilanza Bce, avviata nel 2014. Le banche si erano riempite di npl a causa della crisi finanziaria del 2008 e poi di quella del debito sovrano nel 2011. Gli istituti italiani, penalizzati anche dai tempi lenti della giustizia civile, sono stati tra quelli che hanno accumulato più prestiti dubbi. In alcuni casi l’attenzione della Vigilanza è stata considerata eccessiva e dannosa per il credito. La prima guida Bce sugli npl è stata pubblicata nel 2017. Poi nel 2018 è arrivato l’addendum che ha introdotto l’attesa di una copertura minima sui crediti deteriorati, con una procedura che secondo alcuni è andata oltre i poteri della banca centrale. In seguito il calendar provisioning è stato introdotto, con modalità in parte differenti, nella legislazione primaria dell’Ue. Il volume delle Npe soggette alle aspettative di copertura è sceso da quasi 500 miliardi nel 2020 a circa 180 miliardi a fine 2024.

Tra le altre misure di supervisione, la Bce applica dal 2021 requisiti patrimoniali aggiuntivi mirati (P2R add-on) alle banche che non accantonano riserve sufficienti. Nel 2025 solo nove banche sono state soggette a questo add-on specifico, in calo rispetto alle 22 del 2021. Il valore medio dell’add-on, ponderato per le attività ponderate per il rischio, era pari a 12,4 punti base.

Il credito resterà comunque un ambito importante per la Vigilanza. Da fine 2025 anche le banche medio-piccole, quelle cioè soggette alle autorità nazionali e non vigilate direttamente dalla Bce, dovranno adeguarsi ad alcune aspettative sulla copertura dei crediti deteriorati con elevata anzianità, ovvero quelli relativi a crediti originati prima dell’aprile 2019, anche se è prevista flessibilità e un periodo transitorio fino a fine 2028.

L'indagine sugli standard creditizi

Inoltre, come ha detto la presidente della Vigilanza Bce Claudia Buch in una recente intervista a MF-Milano Finanza, la supervisione ha avviato un’indagine sugli standard creditizi delle banche perché questi sono considerati «un indicatore anticipatore dei potenziali prestiti in sofferenza». Buch ha detto di osservare «piccoli aumenti degli npl nel settore degli immobili commerciali e dei prestiti alle pmi». (riproduzione riservata)