La Commissione Ue ammorbidisce le ultime regole bancarie di Basilea 3 sui rischi di mercato fino a fine 2029, in modo da evitare disparità di condizioni agli istituti europei rispetto a quelli Usa. Negli Stati Uniti i tempi e le modalità di approvazione delle norme restano incerti, data la forte deregolamentazione voluta dall’amministrazione Trump.
L’Ue ha così messo in consultazione un atto delegato, che dovrebbe essere approvato a metà maggio, sulle norme note come Frtb (Fundamental Review of Trading Book). La disciplina sarebbe entrata in vigore a inizio 2027, dopo tre precedenti rinvii da parte dell’Ue.
In assenza di significativi sviluppi negli Usa, le proposte di Bruxelles ora «mirano a sostenere condizioni di parità per le banche dell’Ue che competono a livello internazionale nelle attività di trading, compensando per un periodo di tre anni l’impatto negativo sui requisiti di capitale derivante dall’Frtb», ha rilevato la Commissione Europea.
Le misure includono un moltiplicatore che compensa l’impatto del Frtb sul capitale delle banche.
Le proposte riflettono le opinioni degli Stati e i riscontri emersi di una consultazione svolta a fine 2025. Tutti i requisiti di Basilea3, ad eccezione dell’Frtb, sono in vigore da gennaio 2025.
L’applicazione delle regole sui rischi di mercato nel Regno Unito è attesa tra il 2027 e 2028. Più alta è l’incertezza negli Usa: a marzo è stata avviata una consultazione di 90 giorni che non chiarisce la data di partenza e mostra una significativa riduzione dei requisiti varati a livello internazionale dal Comitato di Basilea.
Alcuni banchieri europei, tra cui Christian Sewing di Deutsche Bank, hanno chiesto all’Ue di andare oltre le modifiche temporanee e di definire una modifica più radicale della normativa. Bruxelles non ha escluso questa possibilità: «Considerata la natura temporanea delle misure mirate previste dall’atto delegato e il rischio di distorsioni permanenti delle condizioni di parità derivanti dall’attuazione da parte di altre giurisdizioni, la Commissione rivaluterà le prossime misure necessarie nel contesto della relazione del 2026 sulla competitività del settore bancario», ha rilevato l’esecutivo Ue.
Secondo Bruxelles «il progetto di atto delegato è in linea con gli obiettivi della comunicazione sull’Unione del risparmio e degli investimenti, che sottolinea come una forte concorrenza tra le banche nelle attività di trading renda prioritaria la necessità di garantire condizioni di parità per gli istituti attivi a livello internazionale».
Per Frank Elderson, membro del comitato esecutivo Bce e vicepresidente della Vigilanza, la Commissione Ue ha adottato un approccio «ragionevole» per garantire che le banche dell’Unione non siano penalizzate da standard più severi rispetto a quelli Usa sulle attività di trading.«Se altre giurisdizioni dovessero discostarsi in modo significativo, allora arriverebbe il momento in cui bisognerebbe riflettere su come garantire la parità di condizioni a livello internazionale», ha detto Elderson. «Ci sono state proposte su come affrontare la questione. Penso che la Commissione europea abbia trovato il modo corretto di farlo». L'introduzione degli standard Frtb porterà comunque a una «gestione del rischio più solida», ha osservato Elderson.
La Bce intanto ha rinnovato ieri il sostegno all’emissione di titoli di Stato comuni europei.
«Dal punto di vista della finanza pubblica, è naturale abbinare i beni pubblici europei al debito comune, in modo da allineare il finanziamento ai benefici che tali beni pubblici apportano all'intera area», ha osservato il capoeconomista Philip Lane. «Analogamente, imperativi politici comuni, come l’urgente finanziamento dell’Ucraina, giustificano anch'essi un indebitamento congiunto».
Secondo Lane «esistono diverse vie complementari per espandere lo stock di debito comune in euro e contribuire così a soddisfare la domanda di attività sicure denominate in euro».
Ulteriori progressi nell'espansione dello stock di debito comune in Europa, per il membro del comitato esecutivo Bce, «dipendono in ultima analisi da una sufficiente volontà politica e da una fiducia reciproca. Questo include il pieno e condiviso riconoscimento che la sicurezza del debito comune si fonda sul solido e dimostrabile impegno di tutti gli Stati membri a mantenere percorsi di debito nazionale sostenibili: un’espansione del debito comune accresce l'importanza della disciplina fiscale a livello nazionale». (riproduzione riservata)