Banche italiane verso 7,2 miliardi di utili nel secondo trimestre 2026: Deutsche Bank promuove Mediobanca a buy
Banche italiane verso 7,2 miliardi di utili nel secondo trimestre 2026: Deutsche Bank promuove Mediobanca a buy
Deutsche Bank stima un margine di interesse in crescita del +2,6% trimestre su trimestre a 10,61 miliardi. Rivisti al rialzo i target price di Banco Bpm, Banca Generali e Mediolanum. Ecco chi batterà il consenso

di Francesca Gerosa 10/07/2026 11:50

Ftse Mib
52.702,15 14.41.40

+0,61%

Dax 30
25.111,27 14.41.54

-0,03%

Dow Jones
52.487,41 14.30.01

+0,27%

Nasdaq
26.203,48 7.25.15

+1,30%

Euro/Dollaro
1,1431 14.26.38

-0,08%

Spread
77,37 14.56.54

-0,82

La stagione delle trimestrali delle società finanziarie italiane inizia il 23 luglio con Unicredit e si conclude il 7 agosto con Mps. In vista della pubblicazione dei conti, l’indice Ftse Italia all shares bank ha registrato a giugno una buona performance (+7%) grazie all’ulteriore accelerazione dell’attività di m&a e alla forte sensibilità ai tassi di interesse (+5%), in un contesto in cui l’Euribor a 3 mesi nel secondo trimestre è aumentato di 20 punti base trimestre su trimestre.

Dalle banche e dalle società di risparmio gestito Deutsche Bank si aspetta 8,4 miliardi di euro di utili, in calo rispetto ai 9,4 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. «A nostro avviso, si tratta comunque di un risultato importante, considerando che l’Euribor medio a 3 mesi nel secondo trimestre è stato pari al 2,24%, ovvero 12 punti base in meno rispetto all’anno precedente», afferma Deutsche Bank.

Attesi utili oltre 7 miliardi dalle banche 

Più nel dettaglio, la banca d’affari si attende che il settore bancario italiano presenti un set solido di risultati con un utile netto di 7,176 miliardi (-13% su base annua e -6% trimestre su trimestre): «Il calo è contenuto nonostante l’aumento, di 2 punti percentuali, dell’aliquota fiscale, dovuto alla legge di bilancio che ha incrementato fino al 2028 l’aliquota regionale sulle imprese, oltre a ridurre la deducibilità degli oneri finanziari», sottolinea Deutsche Bank che, nel dettaglio, si attende 2,836 miliardi di utile da Unicredit (-15% anno su anno; 2,873 miliardi la stima del consenso Bloomberg), 2,51 miliardi da Intesa Sanpaolo (-3% anno su anno; 2,564 miliardi la stima del consenso), 537 milioni da Banco Bpm (-24% anno su anno; 515 milioni il consenso), 527 milioni da Mps (+1% trimestre su trimestre; 583 milioni il consenso), 627 milioni da Bper (+36% anno su anno; 630 milioni il consenso), 139 milioni da Credem (-2% anno su anno; 132 milioni il consenso) e 29 milioni da Bff Bank (-18% anno su anno; 34 milioni il consenso).

In particolare, il broker si aspetta un andamento rassicurante del margine di interesse netto, stimato in crescita del +2,6% trimestre su trimestre a 10,61 miliardi e stabile su base annua. «La nostra stima di crescita del margine di interesse netto per l’esercizio 2026, pari a +1,7% su base annua, rimane perfettamente raggiungibile se non addirittura prudenziale, considerando che assumiamo un Euribor medio a 3 mesi per l’intero 2026 pari al 2,34%, in linea con quanto indicato dalla curva dei tassi forward», assicura Deutsche Bank che rilancia: «se i tassi forward dovessero essere confermati, vediamo un potenziale upside per le nostre stime, soprattutto negli anni successivi: le nostre attuali previsioni incorporano una crescita del margine di interesse netto del +2% nel 2026 e del +3% nel 2027».

Inoltre, il broker sconta una buona generazione di commissioni (+4% su base annua, -2% trimestre su trimestre) a 6,99 miliardi, con una componente particolarmente resiliente dell’asset management (+7% su base annua). I ricavi delle banche italiane sono attesi a 19,4 miliardi (+2% anno su anno e -2% trimestre su trimestre) e quelli delle società di risparmio gestito a 1,458 miliardi (+11% anno su anno e -3% trimestre su trimestre) . 

Deutsche Bank rimane altresì convinta che il costo del rischio rimarrà sotto controllo, a 27 punti base, rispetto ai 22 punti base del secondo trimestre del 2025, senza segnali di deterioramento della qualità del credito perché i tassi di default rimarranno stabili intorno all’1%. Quanto al coefficiente patrimoniale Cet1 fully phased delle banche italiane è visto scendere di 80 punti base anno su anno al 14,8% (15,6% nel secondo trimestre del 2025). 

Mps la scelta preferita da Deutsche Bank

Deutsche Bank ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 12 euro su Mps: «rimane la nostra scelta preferita tra le banche italiane poiché offre un’esposizione indiretta a Intesa Sanpaolo (rating buy, prezzo obiettivo 6,8 euro), che dovrebbe emergere come operatore ancora più forte sia in termini assoluti sia relativi qualora l’acquisizione di Mps venisse completata».

Inoltre, il broker vede ulteriori possibilità di upside rispetto alla situazione attuale: «sebbene riteniamo al momento remota la probabilità di una controfferta da parte di un’altra banca, il mercato potrebbe comunque incorporare la possibilità di una revisione dell’offerta attuale, come già avvenuto nelle operazioni recenti di consolidamento in Italia».

Un’offerta migliore potrebbe essere utilizzata come strumento per garantire il raggiungimento della soglia di accettazione del 67% e accelerare il processo di integrazione. Infine, Deutsche Bank non esclude la possibilità che Mps presenti una strategia stand-alone per contrastare l’offerta di Intesa Sanpaolo, generando così un ulteriore sostegno al prezzo del titolo.

Ora Mediobanca è buy

Invece Mediobanca è stata promossa a buy. «Consideriamo ora Mediobanca come una sorta di proxy di Mps, dato che la fusione dovrebbe avvenire nella seconda metà dell’anno e il rapporto di concambio è stato fissato a 2,45 azioni del Monte per ogni azione Mediobanca. Di conseguenza, abbiamo aumentato il nostro prezzo obiettivo su PIazzetta Cuccia a 29,4 euro, applicando tale rapporto al nostro target price di Mps», spiega Deutsche Bank.

I principali rischi al ribasso includono un deterioramento della qualità del credito per la divisione di credito al consumo più rapido rispetto alle attese; una riduzione significativa dei deal nell’investment banking; la mancata approvazione da parte dell’assemblea straordinaria degli azionisti della fusione.

Il target price di Banco Bpm sale a 16,2 euro

Deutsche Bank ha anche aumentato il prezzo obiettivo su Banco Bpm a 16,2 euro e confermato la raccomandazione buy Dal punto di vista tattico, ritiene che, nonostante il titolo tratti con un premio del 2,6% rispetto alla media del settore in termini di p/e rettificato (11,3x-10,8x per il 2026-2027 contro 11x-10,5x del settore), continui a rappresentare un’interessante opportunità, poiché il Banco potrebbe inserirsi in diverse possibili integrazioni industriali e poi rimane al centro dell’ondata di consolidamento del settore bancario italiano.

Inoltre, dal punto di vista dei fondamentali, il consenso degli analisti è leggermente troppo pessimista sulle stime 2026-2027 (le previsioni di Deutsche Bank sono del 5% superiori rispetto alle stime del mercato). E con un Cet1 che dovrebbe avvicinarsi al 14% a fine anno, «continuiamo a ritenere possibile che Banco Bpm possa riprendere il piano, interrotto lo scorso anno, relativo a un buyback da 1 miliardo di euro, pari al 4% dell’attuale capitalizzazione di mercato».

Ancora un forte slancio commerciale per le società di risparmio gestito

Anche per le società italiane di risparmio gestito Deutsche Bank si attende un buon set di risultati, con un utile netto di 644 milioni di euro (+7% su base annua), sostenuto da una crescita delle commissioni del 18% su base annua a 966 milioni, del margine di interesse netto del 17% a 495 milioni. Gli afflussi complessivi hanno raggiunto 26,6 miliardi da inizio anno, il 20% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (22,2 miliardi).

Gli asset under management ammontano a 13,5 miliardi, in calo del 7% su base annua. Nel solo mese di giugno il total financial asset si è attestato a 3 miliardi (contro 3,3 miliardi dell’anno precedente e 4,8 miliardi nel mese precedente) e gli asset under management sono stati pari a 2,4 miliardi (2,6 miliardi a maggio).

Deutsche Bank premia Banca Generali e Banca Mediolanum

Nel comparto Banca Generali (previsto un utile trimestrale di 132 milioni, +47% anno su anno; 101 milioni il consenso) rimane la scelta preferita di Deutsche Bank tanto da aumentare la valutazione a 76,4 euro per azione (rating buy), corrispondente a un p/e 2026-2027 di 17,7x-17,3x, rispetto alla media storica di 13,4x-12,5x. La revisione riflette un maggior tasso di crescita di lungo periodo, sostenuto dai forti flussi commerciali registrati negli ultimi mesi grazie all’accordo di insurbanking con Generali e il maggior valore strategico incorporato nel titolo, considerando i possibili cambiamenti nella struttura azionaria dei principali soci di Generali dopo l’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps.

Deutsche Bank ha aumentato anche la valutazione di Banca Mediolanum (previsto un utile trimestrale di 237 milioni, +1% anno su anno; 254 milioni il consenso) a 24,8 euro per azione (buy), incorporando un maggior potenziale di crescita di lungo periodo. «Riteniamo che la probabile discontinuità generata nel settore bancario dalla continua ondata di consolidamento in Italia possa essere positiva per Mediolanum in termini di nuove opportunità commerciali e, più in generale, di acquisizione di nuovi clienti», ha spiegato.

Questo è particolarmente rilevante ora che il progetto per il lancio di una piattaforma dedicata al private banking, il «Progetto Grandi Patrimoni», annunciato a maggio 2025, dovrebbe essere operativo. «A nostro avviso, una maggior crescita di lungo periodo per Mediolanum è inoltre giustificata dal forte successo del progetto «Next», ovvero l’affiancamento di giovani consulenti finanziari/business consultant a senior family banker e wealth advisor, con l’obiettivo di migliorarne la performance commerciale e, nel lunghissimo periodo, favorire anche il ricambio generazionale».

«Riteniamo che questo progetto, che ha già raggiunto 670 business consultant e dovrebbe arrivare a 1.000 nel prossimo futuro, rappresenti un elemento distintivo fondamentale del modello di business di Mediolanum e garantisca maggior visibilità sulla crescita futura. Infine», conclude Deutsche Bank, «l’esposizione alla Spagna (circa il 10% degli afflussi del gruppo) rappresenta un’interessante opzione di crescita nel medio-lungo periodo, considerando il basso livello di penetrazione della distribuzione specializzata in questo mercato». (riproduzione riservata)