Banche italiane, Jefferies alza le stime su utili e dividendi: due titoli da comprare
Banche italiane, Jefferies alza le stime su utili e dividendi: due titoli da comprare
Jefferies promuove le banche italiane dopo i conti trimestrali. Nuovi target price su Bper e Banco Bpm

di Francesca Gerosa 19/05/2026 11:25

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Jefferies promuove le banche italiane dopo i conti trimestrali. «La stagione dei risultati ci ha sorpresi positivamente e ci ha portato a rivedere al rialzo le nostre stime, principalmente per due motivi: primo, risultati migliori del previsto, guidati da commissioni, costi e costo del rischio; secondo, il rialzo dei tassi di interesse», spiega Jefferies. «Il mercato, infatti, ora prevede tre rialzi del costo del denaro nel 2026 che impatteranno positivamente sul margine di interesse delle banche italiane».

Due le banche italiane preferite da Jefferies

Nel settore Jefferies continua a preferire Bper Banca per le sinergie con la Banca Popolare di Sondrio dopo l’integrazione e la restituzione del capitale in eccesso (stimato un upside dell’utile per azione mid single-digit) e Intesa Sanpaolo visto che offre uno dei più alti rendimenti derivanti dalla distribuzione del capitale in Europa (upside dell’eps low single digit). Entrambe «continuano a offrire valore a nostro avviso, mantenendo al contempo caratteristiche difensive in termini di diversificazione del business e/o composizione del portafoglio crediti, e copertura dei crediti deteriorati», aggiunge Jefferies.

Bper (buy e target price alzato da 14 a 14,40 euro)

Bper ha registrato solidi risultati nel primo trimestre del 2026 sulle principali linee del conto economico, mentre l’attenzione del mercato era altrove, incluse le voci generate dall’operazione total return swap, che ha avuto un impatto negativo sul conto economico, e la mancanza di chiarezza sulla cancellazione delle azioni nel programma di buyback (750 milioni annunciato e 0,6 miliardi aggiuntivi che Jefferies ipotizza verranno realizzati nel 2027 e nel 2028). Anche se la banca non ha ancora chiarito il numero di azioni da cancellare, i buyback risultano comunque accrescitivi a livello di eps e dividendo.

«Ora includiamo nelle nostre stime i buyback annunciati, oltre a circa 0,6 miliardi di euro di riacquisti nel 2027 e 2028. Il maggior utile netto e i buyback portano le nostre nuove stime di eps (+10% in media a 1,15, 1,32 e 1,43 euro nel periodo 2026-2028, ndr) del 6% sopra quelle del consenso», afferma Jefferies che si aspetta dividendi in crescita (a 0,87 euro, a 1 euro e a 1,09 euro, rispettivamente, con yield pari al 6,9%, 7,9% e 8,6%) e continua a vedere valore in Bper, grazie alla solida esecuzione operativa con l’acquisizione della Sondrio, che dovrebbe continuare a generare sinergie oltre il 2027. Non solo. I nuovi obiettivi che verranno comunicati ad agosto potrebbero rappresentare un catalizzatore per l’azione Bper che tratta a un net asset value tangibile 2026 di 1,8x rispetto a un Rote 2028 del 19,5% (p/e di 8,5x).

Intesa Sanpaolo (buy e target price invariato a 7,20 euro)

Intesa Sanpaolo non ha registrato sorprese positive sui dati core nel primo trimestre, tuttavia il commento del management nella conference call è stato positivo e ha lasciato aperta la possibilità di futuri upgrade, secondo Jefferies.

«Continuiamo a considerare Intesa Sanpaolo interessante nel contesto di uno dei più alti rendimenti di distribuzione del capitale del settore, oltre il 10% in media nel periodo 2026/2028, il più alto in Europa senza la Gran Bretagna, sostenuto da un modello di business relativamente difensivo», osserva il broker. Grazie a previsioni più elevate sul margine di interesse, «abbiamo stime leggermente sopra quelle del consenso sugli utili per azione, attesi a 0,59 euro, a 0,66 euro e a 0,71 euro con dividendi in crescita a 0,45, 0,50 e 0,54 euro per azione con yield pari al 7,7%, 8,5% e 9,2%». L’azione Intesa Sanpaolo tratta a 2,1x il net asset value tangibile 2026 rispetto a un Rote 2028 del 23,8% (8x P/E).

Banco Bpm (hold e target price alzato da 14,20 a 14,50 euro)

Banco Bpm resta al centro delle speculazioni di M&A in Italia. Da un lato, il principale investitore, la francese Crédit Agricole, ha recentemente aumentato la sua partecipazione nella banca guidata a Giuseppe Castagna al 22,9%; dall’altro, si specula fortemente su una possibile integrazione con Mps dopo il sostegno di Banco Bpm al ritorno del ceo Lovaglio alla guida del Monte.

«Al di là della storia di M&A, la banca presenta meno catalizzatori rispetto ai competitor mid-cap e il dibattito nella conference call sui risultati trimestrali si è concentrato più sul raggiungimento della guidance sull’utile netto 2026 (Jefferies lo stima a 2,048 miliardi di euro dai 2,011 miliardi del 2025, ndr) che sul superamento della stessa», precisa Jefferies che si aspetta un eps 2026 a 1,29 euro, 2027 a 1,36 euro e 2028 a 1,44 euro (stime alzate in media del +5%) e dividendi in crescita a 1,03 euro per azione, a 1,09 euro e a 1,15 euro con yield del 7,9%, dell’8,3% e dell’8,8%. L’azione Banco Bpm tratta a 1,9x il net asset value tangibile 2026 rispetto a un Rote 2028 del 18,6% (9x p/e). (riproduzione riservata)