Banche italiane, chi è meno esposto alla volatilità dei mercati? Focus su commissioni e nuovi target price di Jefferies
Banche italiane, chi è meno esposto alla volatilità dei mercati? Focus su commissioni e nuovi target price di Jefferies
Jefferies alza il target price su tre banche italiane in media del 10% dopo aver migliorato le stime di utile per azione per il periodo 2026-2028, il tutto in vista dei conti del primo trimestre del 2026. Ecco i buy

di Francesca Gerosa 22/04/2026 10:05

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Jefferies alza il target price su tre banche italiane in media del 10% dopo aver migliorato le stime di utile per azione in media del 2%/2%/0% per il periodo 2026-2028, il tutto in vista dei conti del primo trimestre del 2026. «Non ci aspettiamo che le banche italiane modifichino la loro guidance, poiché l’incertezza macroeconomica continua a pesare sulla visibilità. Tuttavia, ci attendiamo che ribadiscano il messaggio di resilienza, supportato da una curva dei tassi più elevata», afferma Jefferies. 

Atteso un margine di interesse stabile o in lieve calo nel primo trimestre

Nel complesso, il margine di interesse delle banche italiane dovrebbe beneficiare della curva dei tassi più elevata nel resto dell’anno, ma non nel primo trimestre, poiché l’Euribor a 3 mesi medio è rimasto sostanzialmente stabile su base trimestrale. Quindi, «ci aspettiamo che il margine di interesse del primo trimestre sia stabile o in lieve calo, con il conteggio dei giorni sfavorevole come principale fattore negativo: -2% su base trimestrale, parzialmente compensato da depositi più elevati (i depositi retail sono aumentati dell’1,5% da dicembre 2025 a febbraio a livello di sistema)», continua Jefferies.

L’impatto dell’aumento dei tassi Bce

Nel lungo periodo, la curva dei tassi più elevata suggerisce che ci sono margini per revisioni al rialzo delle guidance, che dovranno, però, essere bilanciate con i potenziali effetti negativi di un rallentamento macroeconomico.

Nel lungo periodo l’impennata dei prezzi dell’energia sta richiedendo un intervento delle banche centrali, con il mercato che si aspetta un rialzo dei tassi da parte della Bce nel 2026. In base alle informazioni fornite dalle banche, la sensibilità a un aumento di 50 punti base dei tassi Bce comporta un impatto positivo del 3% sugli utili delle banche italiane. Ad esempio, Intesa Sanpaolo ha stimato un impatto positivo di 300 milioni di euro sul margine di interesse derivante da un aumento di 50 punti base dell’Euribor.

Considerando altri due anni di tassi più elevati sul solo portafoglio di investimenti, si aggiungono altri 300 milioni di euro, suggerendo che la sensibilità ai tassi nel 2028 sia almeno il doppio rispetto a quella a un anno. Questo implica un upgrade dell’utile netto tra il +2% e il +4% per un aumento di 50 punti base dei tassi nel periodo 2026–2028.

La banca meno esposta alla volatilità dei mercati

Per quanto riguarda i ricavi da commissioni Jefferies si aspetta un risultato dignitoso nel primo trimestre, nonostante la volatilità di marzo. L’indice Msci World (in euro) in media al giorno ha registrato un aumento del 2% rispetto al quarto trimestre 2025, fattore che dovrebbe sostenere le commissioni di gestione. «La banca meno colpita dovrebbe essere Bper, con le upfront fees pari al 5% dei ricavi da commissioni su base standalone rispetto alla media del settore del 12% (per Banco Bpm il 14% e per Intesa Sanpaolo il 10%). Mentre i trend delle commissioni nel commercial banking, deboli nel 2025, dovrebbero migliorare leggermente nel 2026, anche in funzione dell’andamento della crescita dei prestiti», precisa il broker.

Ancora riduzione dei costi

Al contempo, i costi operativi delle banche italiane sono diminuiti in media dell’1% su base annua nel 2025 (escludendo gli effetti delle operazioni di m&a), grazie alla riduzione del personale, che ha più che compensato l’aumento degli stipendi medi, e anche grazie a una gestione rigorosa dei costi generali e amministrativi. «Ci aspettiamo che questo trend continui e che gli opex diminuiscano anche nel 2026, con Unicredit e intesa Sanpaolo che indicano una riduzione dei costi nel medio termine. Le operazioni di m&a, come nel caso di Bper e la Popolare di Sondrio, dovrebbero mostrare riduzioni più marcate della base costi, grazie alle sinergie derivanti dalle acquisizioni». 

Bene la qualità del credito

Jefferies poi non si attende un deterioramento della qualità del credito. Sebbene alcune banche possano aggiornare i modelli Ecl (Expected credit loss, modelli contabili che le banche usano per stimare in anticipo le perdite future sui prestiti concessi) nel primo trimestre, «non prevediamo un impatto negativo significativo sugli accantonamenti trimestrali», avverte Jefferies. 

Per compensare potenziali aumenti del costo del rischio, le banche potrebbero utilizzare i «management overlay» già accantonati e originati principalmente durante la crisi Covid. A dicembre 2025 le banche italiane disponevano in media di 20 punti base di management overlay, pari a circa la metà del costo del rischio registrato nel 2025; pertanto, sono mediamente ben protette contro un lieve deterioramento della crescita del pil. Gli stock di crediti deteriorati bassi e i livelli di copertura elevati sono un’ulteriore sicurezza.

I buy di Jefferies

Guardando ai singoli titoli, «ci aspettiamo che Bper, coperta con un rating buy e un target price rivisto da 12,5 a 14 euro (atteso un rendimento del dividendo 2026 del 6,7% e del 7,2% nel 2027), registri una buona performance, trainata dalla resilienza dei ricavi da commissioni e dalla traiettoria di crescita relativamente elevata del franchise recentemente acquisito dalla Banca Popolare di Sondrio, anche se i nuovi target attesi con i risultati del secondo trimestre potrebbero in parte limitare la guidance che l’istituto di credito sarà disposto a fornire con i risultati del primo trimestre», indica Jefferies.

Nel caso di Intesa Sanpaolo il prezzo obiettivo sale da 6,6 a 7,20 euro (rating buy, atteso un rendimento del dividendo 2026 del 9,6% e del 10,2% nel 2027): il piano con rischio di esecuzione nullo conferisce alla banca la capacità di raggiungere i propri obiettivi nella maggior parte degli scenari, «pertanto riteniamo che presenterà un messaggio solido durante la conference call con gli analisti».

Infine, per quanto riguarda Banco Bpm (hold e target price ritoccato da 11,60 a 14,20 euro, atteso un rendimento del dividendo 2026 del 7,7% e dell’8,2% nel 2027) ha aumentato le stime di utile per azione (eps) del 20% per il periodo 2026-2028 grazie anche un costo del capitale inferiore (-100 punti base). Anche Intesa Sanpaolo e Bper hanno un costo del capitale inferiore (circa -70 punti base). Nel settore del risparmio gestito Jefferies ha un rating buy anche su FinecoBank con un target price a 26 euro (atteso un rendimento del dividendo 2026 del 4,1% e del 4,5% nel 2027). (riproduzione riservata)