Banche italiane, BofA: le azioni da comprare prima dei conti del quarto trimestre 2025
Banche italiane, BofA: le azioni da comprare prima dei conti del quarto trimestre 2025
BofA individua quali banche italiane supereranno le stime del consenso con i conti del quarto trimestre e quali alzeranno il dividendo a valere sul bilancio 2025 e oltre. Due i buy

di Francesca Gerosa 26/01/2026 15:35

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Bank of America si aspetta un quarto trimestre del 2025 solido per le banche italiane con un margine di interesse resiliente (+2% trimestre su trimestre) grazie a depositi più elevati, positivamente influenzato anche dalla stagionalità. Le commissioni dovrebbero essere sostenute dalle performance fees. La crescita dei prestiti è vista ancora in territorio positivo con un costo del funding in calo.

Alla luce di questo quadro per l’intero settore BofA ha stime sull’utile netto del quarto trimestre del 2025 decisamente sopra quelle del consenso per Unicredit e Banco Bpm.

Unicredit sorprenderà

In particolare, nel caso di Unicredit (rating buy e target price invariato a 85 euro) BofA si aspetta nell’ultimo trimestre del 2025 ricavi totali a 6,061 miliardi di euro, oltre la previsione del consenso a 5,963 miliardi, ma pressoché stabili rispetto ai 6,006 miliardi dello stesso periodo del 2024 con un margine di interesse a 3,369 miliardi (-8% anno su anno). L’utile netto è stimato a 1,903 miliardi (+22%), anche in questo caso oltre la stima del consenso a 1,75 miliardi.

Il Rote dovrebbe migliorare al 18,2%, non il Cet1 fully loaded al 14,80% (15,86% nel quarto trimestre del 2024). Il dividendo atteso a valere sull’intero esercizio 2025 è pari a 3,25 euro per azione (rendimento del 4,3%, 2,40 euro nel 2024).

«Unicredit offre solide prospettive di crescita degli utili: è sulla buona strada per generare 12 miliardi di euro entro il 2027. Inoltre, l’Italia sta vivendo la più grande ondata di M&A degli ultimi circa 20 anni e le opportunità non mancheranno», afferma BofA.

Utile boom per Banco Bpm

Per Banco Bpm (rating neutral e target price invariato a 13,5 euro) BofA si aspetta nell’ultimo trimestre del 2025 ricavi totali a 1,478 miliardi di euro, leggermente oltre la previsione del consenso a 1,451 miliardi e in lieve aumento rispetto agli 1,434 miliardi dello stesso periodo del 2024 con un margine di interesse a 773 milioni (-10% anno su anno). L’utile netto è visto balzare a 410 milioni (+82%), anche in questo caso oltre la stima del consenso a 378 milioni.

Il Rote dovrebbe migliorare al 12,9% (dal 6,6%), non il Cet1 fully loaded al 13,52% (15,05% nel quarto trimestre del 2024). Il dividendo atteso a valere sull’intero esercizio 2025 è pari a 0,98 euro per azione (rendimento del 7,8%). Era pari a 1euro nel 2024.

Mps la top pick di BofA dopo l'acquisizione di Mediobanca

La top pick di BofA è Mps (rating buy e target price a 11,5 euro), dopo l’acquisizione di Mediobanca che apporta prodotti chiave nel consumer finance, corporate and investment banking, wealth management e una quota del 13% in Generali. Il piano industriale in arrivo è un catalizzatore chiave per fare chiarezza e risolvere le preoccupazioni sulla governance.

«Ci aspettiamo un Rote del 16% e un dividendo in crescita dagli 0,86 euro per azione (rendimento del 9,6%, ndr) previsti per il 2025», aggiunge BofA che a valere sul bilancio 2026 si attende una cedola in aumento a 0,89 euro per azione e a 0,94 euro per azione (rendimento del 10,5%) sul bilancio 2027.

Guardando solo ai conti del quarto trimestre per la banca senese, BofA si aspetta ricavi totali a 1,983 miliardi di euro, poco sopra la previsione del consenso a 1,929 miliardi, ma in netto aumento rispetto ai 996 milioni dello stesso periodo del 2024 con un margine di interesse a 1,037 miliardi (+76% anno su anno). L’utile netto è visto balzare a 1,39 miliardi (385 milioni nel quarto trimestre del 2024), anche in questo caso oltre la stima del consenso a 1,379 miliardi. Il Rote dovrebbe migliorare al 24,7% (dal 13,4%), non il Cet1 fully loaded al 16,43% (18,20% nel quarto trimestre del 2024).

Intesa Sanpaolo: la «cash cow» del settore

Infine, Intesa Sanpaolo (rating neutral e target price a 6,5 euro) è definita da BofA la «cash cow» del settore perché ha raggiunto lo status di leader del mercato, genera un flusso costante di profitti e un ritorno sugli asset superiore al tasso di crescita del mercato. È il campione nazionale italiano con circa il 90% dei profitti realizzati internamente.

«Questo rappresenta un punto di forza, ma anche un limite. Con una generazione di capitale organico superiore a 330 punti base annui e imposte differite attive, le cosiddette Dta, per 100 punti base, Intesa Sanpaolo potrebbe aumentare ulteriormente il payout al 75% e oltre. «Ma poi cosa? A nostro avviso, la sfida principale di Ca’ de Sass nel medio termine rimane come esportare il proprio successo fuori dall’Italia. Quindi manteniamo il rating neutral sull’azione e puntiamo sulle rivali Unicredit e Mps», suggerisce BofA.

In ogni caso anche da Intesa Sanpaolo BofA si aspetta una buona trimestrale con ricavi totali a 6,761 miliardi di euro, poco sotto la previsione del consenso a 6,795 miliardi e in aumento rispetto ai 6,668 miliardi dello stesso periodo del 2024 con un margine di interesse a 3,749 miliardi (-1% anno su anno). L’utile netto è visto balzare a 1,702 miliardi (1,499 miliardi nel quarto trimestre del 2024), oltre la stima del consenso a 1,628 miliardi.

Il Rote dovrebbe migliorare al 13,8% (dal 12,3%). Pressoché stabile il Cet1 fully loaded al 13,80% (13,90% nel quarto trimestre del 2024). Il dividendo atteso a valere sull’intero esercizio 2025 è stimato in aumento a 0,40 euro per azione (rendimento del 6,9%) dai 0,34 euro del 2024. (riproduzione riservata)