Febbraio non è stato un mese semplice per i mercati, eppure il portafoglio long/short sui titoli finanziari europei di Mediobanca Research ha chiuso in positivo. Il guadagno dell’1% registrato a febbraio potrebbe infatti sembrare un avanzamento marginale, ma stacca in realtà in maniera netta la performance dell’indice bancario SX7E, che si è assestata a -7.4%. Il dato riflette quindi quella che è stata la strategia di Mediobanca Research: non scommettere sulla direzione del mercato, riuscendo a fare quindi rendimento.
Dal gennaio 2019 a oggi il portafoglio Fig (Financial Institutions Group) è più che raddoppiato (+111%), con uno sharpe ratio (che indica la volatilità) contenuto a 1,07 e con un rendimento vicino al 10% nell’ultimo anno. Numeri che assumono ancora più valore se si tiene conto della struttura del portafoglio: coppie di titoli, una lunga e una corta, costruite per essere immuni alle grandi ondate di mercato.
Il trade più redditizio di febbraio? Il cosiddetto “italian pair trade”: Poste Italiane comprata, Intesa Sanpaolo venduta, per un contributo di +6,3%. La logica è semplice: da una parte un titolo difensivo, dall’altra una banca solida ma già ben prezzata dagli investitori. Per capire, il pair trade, in sostanza, è una strategia finanziaria market neutral (neutrale rispetto al mercato) che prevede l’acquisto simultaneo di un titolo sottovalutato e la vendita allo scoperto di un altro titolo correlato sopravvalutato: l’obiettivo è trarre profitto dalla divergenza temporanea di prezzo tra due asset simili, scommettendo che la loro relazione storica tornerà alla normalità.
Secondo classificato il binomio Generali/Nordea (+4%), trascinato dal rialzo del Leone di Trieste sulle aspettative di remunerazione degli azionisti. Bene anche le banche spagnole, con Santander/CaixaBank a +2,8%. Le riassicurazioni hanno dato poche soddisfazioni: Hannover Re/Munich Re ha perso l’1,7%. Più pesante il rosso su Eurobank/Bankinter, a -6,5%, con la banca greca che ha corretto nonostante i fondamentali restino in buona forma.
Per marzo il team di Andrea Filtri ha ulteriormente cambiato strategia. Eurobank rimane in portafoglio sul lato lungo, ancora abbinata a Bankinter corta. Entra invece una nuova coppia difensiva: Bnp Paribas acquistata e Société Générale venduta. Bnp piace per gli utili diversificati; Société Générale è considerata più esposta in una fase di risk-off, con un Cib orientato alla crescita ma senza un piano a medio termine definito. In un anno in cui le banche europee hanno corso parecchio, scegliere i winner e i loser all’interno dello stesso settore è diventato il vero campo di battaglia. (riproduzione riservata)