Banche europee: i buyback perdono forza, meglio puntare sulle acquisizioni? L’analisi di Ubs
Banche europee: i buyback perdono forza, meglio puntare sulle acquisizioni? L’analisi di Ubs
NatWest, Unicredit, Standard Chartered, Ing e Aib hanno tutte ridotto le loro azioni in circolazione di oltre il 20% dalla fine del 2020. Ma il rendimento dei buyback delle banche europee è visto scendere da Ubs nel 2026, ecco di quanto

di Francesca Gerosa 23/01/2026 11:10

Ftse Mib
44.831,60 17.36.29

-0,58%

Dax 30
24.859,36 17.30.14

+0,01%

Dow Jones
49.170,43 17.44.43

-0,43%

Nasdaq
23.577,59 17.39.51

+0,60%

Euro/Dollaro
1,1757 17.24.44

-0,01%

Spread
60,39 17.30.02

-2,50

Con così tante ricerche disponibili, talvolta si ha la sensazione che gli investitori vogliano semplicemente vedere un unico spunto di riflessione, guidato dai dati e non dalle opinioni, con un minimo di testo e senza enfasi. «Mostrare, non raccontare» è l’idea alla base dello spunto analizzato dall’esperto di Ubs, Johan Ekblom, all’interno del settore bancario europeo.

Il supporto dei buyback inizia ad affievolirsi

Dalla fine della pandemia di Covid 19, i riacquisti di azioni proprie sono stati uno strumento importante per le società per ottimizzare i loro livelli di capitale e sostenere la crescita dell’utile per azione (eps).

Ma chi ha riacquistato più azioni proprie? Sulla base dei dati Refinitiv, in media le banche campione hanno ridotto il numero di azioni in circolazione del 7% dalla fine del 2020, con variazioni significative tra le diverse società. NatWest, Unicredit, Standard Chartered, Ing e Aib hanno tutte ridotto le loro azioni in circolazione di oltre il 20%, mentre otto istituti di credito europei hanno aumentato il numero di azioni emesse.

Ubs si attende un rendimento dei buyback a «solo» il 2,3% nel 2026

L’efficacia dei buyback, spiega Ekblom, dipende dall’ammontare di capitale restituito e dal prezzo a cui le azioni vengono riacquistate. Sebbene i Rote, ovvero il rendimento sul patrimonio netto tangibile, delle banche europee siano elevati, e attesi in aumento nel 2026 e oltre, il cost of equity (costo del capitale proprio) più basso e la riduzione delle riserve di capitale in eccesso rispetto agli obiettivi dei management riducono il rendimento dei buyback a «solo» il 2,3% nel 2026, secondo le stime dell’esperto di Ubs rendendo oggi eventuali operazioni di M&A «un’alternativa strategica più realistica». 

Non è meglio impiegare il capitale in acquisizioni?

Ekblom si aspetta annunci di buyback da parte di un numero elevato di banche con la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre del 2025. Ma si chiede «se l’accelerazione dei riacquisti di azioni proprie che ipotizziamo per il 2027, il risultato matematico della crescita degli utili previsti, fino a un rendimento dei buyback del 2,6% su base ponderata per la capitalizzazione di mercato, possa, invece, essere reindirizzata verso operazioni societarie in grado di rafforzare le banche e creare valore» per gli azionisti.

«Con i target giusti», conclude l’analista di Ubs, «forse dovrebbe esserlo, vista l’elevata redditività del capitale investito, il Roic, recentemente osservata in acquisizioni come quelle di Bnp (Athlon 18% al terzo anno, Axa IM 18% nel 2028 e 22% nel 2030) e Abn Amro (Hal oltre il 15% e Nibc 18%)». (riproduzione riservata)