La finanza strutturata spicca il volo in Europa. L’emissione di cartolarizzazioni nel Vecchio continente sarà elevata nel 2026, attestandosi attorno ai 160 miliardi di euro, in linea con i livelli già record raggiunti nel 2025. Secondo un report di S&P Market Intelligence l’anno appena concluso ha visto crescere il mercato del 12% rispetto al 2024, con emissioni complessive pari a 157 miliardi, segnando un nuovo massimo post-crisi.
Il dato riflette diversi fattori favorevoli: l’espansione della base di originator, la ripresa di molte categorie di credito sottostante, l’aumento dell’uso della cartolarizzazione come strumento di trasferimento del rischio e la crescente varietà di asset utilizzati come garanzia per le transazioni. L’insieme di questi elementi ha creato un contesto positivo per il mercato, che sembra destinato a consolidarsi nel corso del 2026.
Il panorama settoriale della cartolarizzazione europea ha visto risultati eterogenei nel 2025. Le emissioni di CLO (collateralized loan obligations, strumenti creati impacchettando prestiti corporate) hanno superato le aspettative, raggiungendo quota 61 miliardi, mentre i CMBS (commercial mortgage-backed securities, cioè titoli garantiti da mutui su immobili commerciali) hanno registrato una ripresa significativa dopo tre anni di attività minima.
Diversa la situazione per i RMBS (residential mortgage-backed securities, titoli garantiti da mutui su abitazioni), che hanno subito un rallentamento, legato sia alla minore necessità di rifinanziare grandi portafogli originati prima della crisi finanziaria sia alla riduzione delle emissioni nel Regno Unito e in Irlanda sui prestiti più recenti. In controtendenza sono andate le cartolarizzazioni su prestiti al consumo non garantiti che hanno continuato a crescere, consolidando i livelli record del 2024.
S&P sottolinea come la crescita complessiva del settore sia stata alimentata da un numero sempre maggiore di venditori e da un aumento delle transazioni per ciascun originator, dinamiche che potrebbero alimentare i deal anche nel 2026.
Le cartolarizzazioni restano strettamente legate all’attività di prestito sottostante, in particolare per gli originator non bancari. In questo ambito negli ultimi due anni le condizioni sono generalmente migliorate: le nuove erogazioni di mutui residenziali e il credito corporate hanno sostenuto i CLO. Anche la fiducia dei consumatori, sia nell’Ue sia nel Regno Unito, è superiore ai minimi storici del 2022, e ci si attende che continui a salire nel 2026, favorendo una maggiore disponibilità a contrarre nuovo credito.
Per le banche europee il mercato delle cartolarizzazioni ha registrato una lenta ripresa dopo più di un decennio di stagnazione. Nel 2025, le emissioni bancarie hanno raggiunto un massimo di 13 anni, quasi 40 miliardi, sebbene la quota complessiva rispetto al mercato totale rimanga contenuta. La stabilizzazione della crescita dei depositi e l’assenza di significative scadenze dei finanziamenti da parte delle banche centrali nel 2026 potrebbero stimolare ulteriori emissioni, anche grazie a una maggiore propensione a cedere porzioni più ampie delle strutture di capitale delle transazioni, trasferendo rischio e non solo raccogliendo fondi.
Il quadro regolamentare è un elemento chiave per il futuro della cartolarizzazione. Nel 2025, la Commissione europea ha proposto una revisione complessiva delle regole di settore, introducendo miglioramenti destinati a semplificare la due diligence e i requisiti di trasparenza, con potenziali benefici in termini di costi e accesso al mercato.
Anche il trattamento delle esposizioni ai fini dei requisiti di capitale e di liquidità delle banche dovrebbe favorire un maggior coinvolgimento degli istituti nel settore. Alcuni interventi, già approvati a ottobre 2025, hanno ridotto alcuni oneri di capitale per le assicurazioni nell’ambito di Solvency II, rendendo alcuni investimenti in cartolarizzazioni più attraenti.
Tuttavia, restano questioni aperte: l’espansione del regime sanzionatorio in caso di fallimenti nella due diligence e il divieto di delegare la rsponsabilità legale potrebbero contenere la domanda da parte degli investitori. Le trattative tra le autorità europee proseguiranno per tutto il 2026, con l’entrata in vigore delle nuove regole prevista non prima del 2027.
Sul fronte macroeconomico, la stabilità dei tassi di disoccupazione nell’Eurozona e in Uk, insieme a un’inflazione contenuta e a politiche monetarie accomodanti, dovrebbe sostenere la performance dei collaterali e limitare la variazione dei rating, generalmente più sensibile all’andamento dell’occupazione che ad altri fattori economici. Per le cartolarizzazioni corporate, condizioni di finanziamento più favorevoli migliorano lievemente le prospettive di credito, con i rischi legati ai dazi in diminuzione. S&P prevede che il tasso di default delle società europee speculative-grade scenderà leggermente, attestandosi al 3,25% entro settembre 2026.