Svolta vicina per il salvataggio di Banca Progetto. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e il pool di banche coinvolte nell’operazione sarebbero vicini a un accordo con Amco (il servicer controllato del Tesoro) sulla vendita degli 1,5 miliardi di npl dell’istituto, commissariato dopo un’inchiesta su presunti finanziamenti - garantiti dallo Stato - a società legate alla ‘ndrangheta.
Il salvataggio annunciato a settembre prevedeva due passaggi chiave: la pulizia dell’attivo attraverso la dismissione dei crediti deteriorati e la successiva ricapitalizzazione necessaria per riportare il patrimonio ai livelli di sicurezza. L’obiettivo era chiudere tutto entro l’anno però il percorso si è rivelato più accidentato del previsto, soprattutto sul fronte del derisking.
I dubbi sulla tenuta delle garanzie pubbliche per frodi, ma anche banali errori di rendicontazione, hanno spinto la cordata composta da Amco e dal fondo Crc a presentare un’offerta che valuta i crediti al 65-70% del valore nominale, cioè soltanto un miliardo. Una proposta che, se accettata, farebbe emergere una perdita e un fabbisogno patrimoniale ben maggiori di quanto previsto inizialmente.
Per questo il pool di banche in campo (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm, Bper e Mps) ha subito puntato i piedi facendo osservare che un attore istituzionale come Amco dovrebbe orientare le proprie scelte a una logica di condivisione del rischio, non solo a valutazioni di mercato. La conseguenza è stata una fase di stallo che ha costretto le parti a posticipare di un paio di mesi la chiusura del salvataggio, ora prevista per la fine di febbraio.
Nel mentre è partita una due diligence volta ad accertare la reale tenuta delle garanzie, stabilendo così una volta per tutte il prezzo corretto del portafoglio in vendita. Ma se fino alla pausa natalizia regnava un clima di prudenza attorno al dossier, negli ultimi giorni si è iniziato a percepire un cauto ottimismo.
«La scadenza - spiega una fonte - dovrebbe essere rispettata ed è stata trovata una quadra di massima, da definire solo nei dettagli. L’elemento decisivo non sarà il prezzo, che Amco potrebbe lasciare invariato, ma una struttura finanziaria più articolata che ripartirà in modo equo gli oneri tra tutti gli attori coinvolti».
Venduti gli npl, sarà finalmente più chiaro il costo del salvataggio di Banca Progetto, che nel complesso potrebbe salire a 1 miliardo dai 400 milioni iniziali. La perdita a livello di capitale sarebbe pari al 3/4% degli 8,5 miliardi di attivi, quindi si aggirerebbe sui 250-350 milioni. Il resto dipenderà dagli incassi attualizzati sui deteriorati e dal tasso di default del portafoglio in bonis.
Nessuna incertezza invece sullo schema del salvataggio, supervisionato anche dai commissari Lodovico Mazzolin e Livia Casale, assistiti da Lazard. Si partirà con un aumento di capitale del Fitd per prendere il controllo, diluendo il socio di maggioranza Oaktree. Poi il 90,1% della partecipazione sarà ceduto ai cinque big italiani. Sul cantiere è puntata anche la lente della politica perché i funzionari di Via Nazionale saranno ascoltati il 19 marzo dalla Commissione Banche proprio sul commissariamento di Progetto. (riproduzione riservata)