Va in porto il salvataggio di Banca Progetto. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) - insieme ai principali cinque istituti italiani (Mps, Bpm, Bper, Intesa Sanpaolo e Unicredit) - ha sottoscritto un nuovo term sheet vincolante con la challenger bank milanese, commissariata da Bankitalia e al centro di due inchieste a Milano e Roma per presunte irregolarità su alcuni prestiti con garanzia statale.
L’accordo permetterà di risanare Banca Progetto, il cui rilancio era finito in stallo proprio per i dubbi sulla tenuta delle garanzie e per le conseguenti difficoltà nella vendita di un pacchetto di circa 2,5 miliardi di npl, rallentata dall’arrivo di proposte considerate insoddisfacenti dai commissari Lodovico Mazzolin e Livia Casale (assistiti da Lazard).
Data la complessità del caso, il salvataggio prevede una serie di passaggi. Prima di tutto il Fitd e la cordata di banche parteciperanno al derisking degli attivi dell’istituto digitale milanese. Si parla di un fondo di apporto, partecipato al 50% anche da Amco, che dovrebbe comprare i crediti deteriorati, su cui ci sarà un’apposita garanzia del Fondo Interbancario.
Poi Banca Progetto sarà ricapitalizzata con 750 milioni dal Fitd, che dopo la venderà per 40 milioni a una società partecipata - in parti uguali - dalla cordata bancaria, mantenendo una quota non superiore al 9,9%. Le risorse per l’aumento di capitale e per l’eventuale attivazione delle garanzie arriveranno invece dai contributi versati dagli istituti consorziati al Fondo Interbancario.
«L’impegno è finalizzare l’operazione nel più breve tempo possibile (e presumibilmente a marzo), subordinatamente all’ottenimento delle autorizzazioni delle competenti Autorità di Vigilanza, all’approvazione dell’assemblea dei soci di Banca Progetto e al soddisfacimento di alcune ulteriori condizioni previste nel term sheet», si legge in una nota.
«Con l’intervento di sostegno, il Fitd e le cinque banche, con spirito di responsabilità, forniranno a Banca Progetto la dotazione patrimoniale idonea a realizzare il risanamento della stessa, così consentendo, con le risorse fornite dal settore bancario, di tutelarne i depositanti». (riproduzione riservata)