Banca Progetto, Bankitalia multa gli ex vertici: sanzioni per 3,14 milioni dopo il salvataggio
Banca Progetto, Bankitalia multa gli ex vertici: sanzioni per 3,14 milioni dopo il salvataggio
La Vigilanza contesta carenze nella gestione dei rischi con effetti sul patrimonio. Colpiti 17 ex amministratori, sindaci e responsabili dei controlli. Dieci ricorsi e tre richieste di sospensione delle sanzioni

di Camilla Conti e Luca Gualtieri 16/10/2026 16:54

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Dopo il salvataggio della primavera scorsa, per gli ex vertici di Banca Progetto arriva il conto della Vigilanza. Banca d’Italia ha inflitto sanzioni per 3,14 milioni di euro a 17 ex amministratori, sindaci e responsabili dei controlli dell’istituto milanese specializzato in finanziamenti garantiti. La misura più pesante riguarda l’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino: 850 mila euro, cui si aggiungono 36 mesi d’interdizione. Il provvedimento, appena pubblicato da Via Nazionale e firmato dal governatore Fabio Panetta, nasce dall’ispezione condotta tra il 31 ottobre 2024 e il 4 aprile 2025.

A Fiorentino sono contestate «carenze nel governo e nella gestione dei rischi con riflessi sulla situazione patrimoniale». Per i consiglieri il rilievo è «carenze nel governo dei rischi con riflessi sulla situazione patrimoniale»; per il collegio sindacale, «carenze nei controlli con riflessi sulla situazione patrimoniale». Ai responsabili di risk management, compliance e internal audit viene addebitata la «violazione dei doveri propri inerenti alle funzioni di controllo».

Tutti gli ex amministratori e gli ex manager sanzionati

Tra gli amministratori, le multe sono di 250 mila euro per Italo Vitale; 200 mila ciascuno per l’ex vicepresidente Mario Adario, Liliana Fratini Passi e l’ex presidente Carlo Garavaglia; 160 mila per l’ex presidente Caio Massimo Capuano. Seguono Daniele Cabiati e Laura Ciambellotti con 100 mila euro a testa, Daniela Toscani con 70 mila. Francesco Mancini e Stefano Mazzoli, componenti del consiglio in carica fino al 6 settembre 2023, ricevono sanzioni di 80 mila euro ciascuno.

Nel collegio sindacale, 150 mila euro a testa per l’ex presidente Marco Reboa, Laura Braga e Maurizio Parni. Tra i responsabili dei controlli, 150 mila euro a Roberto Russo, per il Risk Management, 130 mila a Giuseppe Massimo Petraglia, per la Compliance, e 120 mila a Carolina Kowalczuk, per l’Internal Audit.

Le sanzioni sono state impugnate da dieci destinatari. Garavaglia, Cabiati, Toscani, Mancini, Reboa, Parni, Braga, Petraglia, Russo e Kowalczuk hanno presentato opposizione alla Corte d’appello di Roma, notificata a Bankitalia tra il 28 e il 30 settembre. Gli ultimi tre hanno chiesto anche la sospensione dell’efficacia del provvedimento.

La crisi dell’istituto

La crisi era emersa nell’ottobre 2024, quando il Tribunale di Milano aveva disposto l’amministrazione giudiziaria dopo le indagini su oltre 10 milioni di finanziamenti, assistiti da garanzie pubbliche, a società legate secondo gli inquirenti alla ’ndrangheta. Nel marzo 2025 era poi intervenuta l’amministrazione straordinaria di Bankitalia. Due procedure distinte, sullo sfondo di una crescita del credito che i controlli non avevano accompagnato adeguatamente.

Il risanamento ha portato alla ricapitalizzazione da 750 milioni, sottoscritta dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, e al passaggio del controllo a BP Holding, partecipata in parti uguali da Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm e Bper. Il piano comprendeva la cessione di 2,1 miliardi di crediti deteriorati a un fondo sottoscritto per metà da Amco e per metà dalle cinque banche. Il 31 marzo 2026 si è chiusa l’amministrazione straordinaria. Il bilancio 2025 si è chiuso con perdita di 182,6 milioni, dovuta principalmente al deterioramento del portafoglio creditizio.

Le inchieste e il patteggiamento

Intanto le indagini si sono estese. A Roma, nel dicembre 2025, gli accertamenti hanno riguardato oltre 80 milioni di prestiti garantiti dal Mediocredito Centrale. A Brescia, l’11 marzo 2026, sono stati annunciati sequestri per oltre 21 milioni nei confronti della banca e di una società del broker Marco Savio, nell’inchiesta su una presunta truffa per ottenere finanziamenti garantiti dallo Stato. A giugno il gip milanese Fabrizio Filice ha ratificato il patteggiamento della banca sulla responsabilità amministrativa degli enti: confisca di 40 milioni e sanzione pecuniaria di 46.500 euro. L’istanza era stata depositata dai commissari il 24 marzo. (riproduzione riservata)