Taglia il traguardo il salvataggio di Banca Progetto. Il 27 marzo, nell’assemblea dell’istituto commissariato da Bankitalia, è stato deliberato un aumento di capitale da 750 milioni, versato dal Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (Fitd).
Alla messa in sicurezza hanno contribuito anche Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bpm e Bper, che subentreranno al Fitd (assistito da Kpmg) con una quota del 90%+1. Il salvataggio prevede poi la vendita di 2,1 miliardi di npl a un fondo di apporto - partecipato al 50% da Amco e per il resto dal pool bancario - e la cartolarizzazione di 1 miliardo di crediti in bonis.
Come anticipato da MF-Milano Finanza, l’operazione si è sbloccata grazie al patteggiamento da 40 milioni con la Procura di Milano, che indagava - è l’accusa - per finanziamenti a società legate alla ‘ndrangheta e per prestiti garantiti dallo Stato concessi senza le dovute verifiche. L’incertezza derivava dalle confische ventilate a fine febbraio dal procuratore Marcello Viola e dall’aggiunto Roberto Pellicano durante l’audizione nella commissione Banche del Senato.
Per l’istituto è scattata così l’ipotesi della responsabilità amministrativa ai sensi della legge 231 del 2001, i cui effetti sarebbero potuti ricadere anche sulla nuova Progetto. Per questo motivo, a inizio marzo, il pool ha scritto ai commissari per chiedere chiarimenti sulle confische che rischiavano di far lievitare il costo del salvataggio.
L’accordo con i pm milanesi ha permesso invece di fissare un tetto massimo di 40 milioni di cui si farà carico il Fitd. Senza contare che l’intesa sbloccherà l’attivazione delle garanzie di Mcc, congelate dopo le inchieste che ne avevano messo in dubbio la tenuta. Tutti i nodi insomma si sono sciolti, o quasi perché per il via libera definitivo al patteggiamento serve l’ok del gip, che ha già ricevuto la richiesta dalIa Procura.
«Siamo estremamente soddisfatti del risultato raggiunto in un anno di attività, che consente la messa in sicurezza e il risanamento della banca», commentano i commissari Lodovico Mazzolin e Livia Casale (assistiti da Lazard).
«Il traguardo conseguito è frutto di un intenso lavoro svolto in stretta collaborazione con il Fitd e le cinque banche, che hanno mostrato grande determinazione nel raggiungimento dell’obiettivo. Desideriamo altresì ringraziare tutte le autorità coinvolte e gli stakeholders che hanno contribuito al risanamento, risolvendo così una rilevante criticità per il sistema bancario».
Il nuovo corso partirà martedì 31 marzo, quando nell’assemblea ordinaria saranno nominati i nuovi vertici di Progetto e chiuso il commissariamento. All’operazione di sistema per il salvataggio ha partecipato anche Banca Finint. (riproduzione riservata)