Banca Mediolanum o Banca Generali, quale azione comprare prima della trimestrale? Le stime e il nuovo target price di Equita
Banca Mediolanum o Banca Generali, quale azione comprare prima della trimestrale? Le stime e il nuovo target price di Equita
L’accelerazione della raccolta si rifletterà in un trimestre molto solido (risultati in uscita il 10 novembre) per entrambe le società di risparmio gestito. Ma solo una merita buy per Equita, ecco perché

di Francesca Gerosa 12/10/2026 10:20

Ftse Mib
49.991,85 16.07.54

+0,49%

Dax 30
25.296,60 16.07.50

+0,83%

Dow Jones
51.855,79 16.12.54

+0,39%

Nasdaq
27.281,08 16.07.52

-0,31%

Euro/Dollaro
1,1177 15.52.51

-0,14%

Spread
109,65 16.22.27

+1,06

Conto alla rovescia per i risultati del terzo trimestre del 2026 di Banca Mediolanum e Banca Generali. La prima, guidata da Massimo Doris, riporta i risultati il 10 novembre. Nel terzo trimestre le incertezze sullo scenario macroeconomico e le pressioni sui rendimenti dei titoli di Stato hanno condizionato i mercati, che hanno registrato performance miste. Da un lato, infatti, i mercati azionari globali hanno chiuso il trimestre in territorio leggermente positivo (Msci World +2,6% in euro). Al contrario, la performance dei mercati obbligazionari è stata debole (Bloomberg euro investment grade bond -3,8% in euro).

Attese commissioni di gestione in netta crescita per Banca Mediolanum

In questo contesto, notano gli analisti di Equita, la raccolta netta gestita di Banca Mediolanum ha mostrato segnali notevoli di accelerazione in un trimestre stagionalmente debole (asset under management pari a 3,03 miliardi di euro o 9,7% annualizzati, +49% anno su anno vs 1,87 miliardi nel primo trimestre e 2,33 miliardi nel secondo; 7,24 miliardi da inizio anno, +10% anno su anno), confermando la solida capacità di esecuzione anche in contesti di mercato volatili.

Quindi «ci aspettiamo commissioni di gestione in decisa progressione: +7% trimestre su trimestre e +15% anno su anno a 416 milioni, supportate dalla raccolta molto tonica, masse medie più elevate e margini stabili. Anche sulle commissioni bancarie ci aspettiamo un trimestre solido, solo in leggera normalizzazione rispetto alle dinamiche viste nel primo semestre di quest’anno assumendo un buon contributo dai certificati», precisano alla sim.

Margine di interesse e utile in lieve calo trimestre su trimestre

Nonostante il contesto volatile sui mercati, Banca Mediolanum dovrebbe aver maturato performance fees sui fondi italiani, sebbene in misura più contenuta rispetto agli scorsi trimestri: gli esperti di Equita stimano 12 milioni dai 39 milioni del secondo trimestre e dai 15 milioni dello stesso periodo del 2025. Sul margine di interesse, invece, si aspettano un calo leggero, con l’incremento sui tassi (Euribor a 3 mesi +28 punti base trimestre su trimestre) che ha solo in parte compensato l’atteso impatto delle promozioni commerciali (Welcome Bonus, nuova campagna sui depositi a termine al 4%).

Le commissioni totali sono dunque attese a 652 milioni (+5% trimestre su trimestre/ +14% anno su anno), il margine di interesse è stimato a 235 milioni (-3% e +9%, rispettivamente) per ricavi totali a 887 milioni (+3% e +13%). Il margine operativo è visto crescere a due cifre a 597 milioni (+10% e +12%) e l’utile netto scendere dell’1% trimestre su trimestre ma salire del +12% anno su anno a 278 milioni.

Equita alza le stime e il target price
 

Gli analisti di Equita hanno giocato d’anticipo e hanno già effettuato una revisione delle stime per riflettere commissioni nette più elevate (+2% in media sul 2027/2028), guidate da masse più elevate (raccolta netta gestita 2026 a 9,5 miliardi da 8,75 miliardi precedente, guidance di 9 miliardi) e da maggiori commissioni bancarie; una maggior crescita del margine di interesse nel 2027 alla luce della curva più elevata (+8% da +5% precedente); maggiori performance fees sul 2026, adottando ipotesi meno conservative sulle commissioni latenti. Sono state migliorate (+3%/+3%/+4%) anche le stime di utile netto 2026/2027/2028 a 1,19/1,22/1,29 miliardi

Di conseguenza il target price sul titolo Banca Mediolanum sale del 2% a 25,50 euro per azione (+1,44% a 23,23 euro in borsa il 12 ottobre). Al prezzo obiettivo il titolo tratterebbe a un multiplo prezzo/utile rettificato 2026/2027 di 15,9x/15,5x contro un range storico pari a 7x-16x. Attualmente l’azione tratta a un p/e adjusted 2026/27 di 14,3x/13,9x e quindi il rating resta buy.

Banca Generalinon sarà da meno

La seconda, Banca Generali, guidata da Gian Maria Mossa, riporterà i risultati del terzo trimestre del 2026 sempre il 10 novembre. Nel periodo la raccolta netta della società si è confermata robusta in un trimestre a bassa stagionalità e non ha risentito dell’incertezza derivante dall’opa di Mps (raccolta netta pari a 1,83 miliardi nel terzo trimestre, +31% anno su anno; 6,26 miliardi da inizio 2026, +42%), con una solida raccolta di asset under investment (757 milioni, +65% anno su anno; 2,87 milioni da inizio anno, +38%). Il mix è stato orientato positivamente verso le soluzioni gestite (563 milioni, +55% anno su anno; 2,5 miliardi da inizio anno, +106%).

Per cui gli esperti di Equita si attendono un miglioramento sequenziale del margine di interesse, beneficiando dei tassi medi più elevati (Euribor a 3 mesi medio +28 punti base trimestre su trimestre), a 89 milioni (+5% trimestre su trimestre e +10% anno su anno), mentre stimano commissioni nette in leggero calo (-2%) trimestre su trimestre a 148 milioni (+10% anno su anno), riflettendo la stagionalità sfavorevole di alcune componenti (brokerage) ma con commissioni di gestione in crescita grazie alla raccolta netta positiva e masse medie più elevate.

Nonostante il contesto non ottimale sui mercati, Banca Generali dovrebbe aver maturato performance fees per 15 milioni (79 milioni nel secondo trimestre e 29 milioni nel terzo trimestre del 2025), sebbene in misura più contenuta rispetto agli scorsi trimestri. Sui costi operativi, gli analisti stimano un incremento marginale su base sequenziale. I ricavi totali sono quindi attesi a 258 milioni (-21% trimestre su trimestre e +3% anno su anno), il reddito operativo a 164 milioni (-30% e +1%) e l’utile netto a 102 milioni (-33% e -11%).

Come nel caso di Banca Mediolanum gli analisti di Equita hanno rivisto le loro stime anche per Banca Generali, migliorando il margine di interesse (+2% in media sul 2026/2028) alla luce della curva più favorevole, posizionandosi nella parte alta della guidance 2026 (335-345 milioni); le commissioni di gestione (+1% in media); la raccolta netta totale, portandosi in area 8 miliardi sul 2026 (guidance 7,5 miliardi), e le stime di utile netto adjusted 2026/27/28 (invariato/+4%/+4%) a 466/465/498 milioni.

Ma il rating non è buy

Ma a differenza di Banca Mediolanum il target price sull’azione non è stato alzato, resta a 65 euro per azione (+0,72% a 62,6 euro in borsa il 12 ottobre) con l’aumento delle stime compensato da un aggiornamento del tasso risk-free. Al target price Banca Generali tratterebbe a un multiplo p/e adjusted 2026/2027 di 16,1x/16,1x o 22,6x/20x ex-performance fees contro un range storico di 8,5x-18. Attualmente il titolo tratta a un p/e adjusted 2026/2027 di 15,4x/15,4x (o 21,6x/19,1x ex-performance fees), per cui il rating resta hold. (riproduzione riservata)