Banca Ifis, Vigilanza in pressing su governance e accantonamenti. In arrivo i rimedi e il nuovo piano
Banca Ifis, Vigilanza in pressing su governance e accantonamenti. In arrivo i rimedi e il nuovo piano
Per Bankitalia poca dialettica ed eccessivo appiattimento in cda che dovrà essere rafforzato. Il nuovo conto sugli npl e l’esame sui requisiti di capitale. Ma l’uscita del ceo Geertman non è dovuta all’ispezione 

di di Luca Carrello e Luca Gualtieri 26/09/2026 09:48

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Bankitalia mette sotto osservazione la governance di Banca Ifis in un’ispezione chiusa con un giudizio parzialmente sfavorevole e consegnata mercoledì 23 al vertice dell’istituto veneziano. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la Vigilanza ha puntato i riflettori sulle dinamiche di funzionamento del cda, stigmatizzando la scarsa dialettica interna e l’appiattimento su alcune figure apicali e su certi blasonati consulenti legali del gruppo.

Per correggere queste problematiche Bankitalia avrebbe chiesto un rafforzamento del board pur senza esercitare i poteri di removal sugli amministratori. Anzi, sempre secondo quanto appreso da fonti finanziarie, le dimissioni dell’ad Frederik Geertman, comunicate venerdì 25 al mercato, non sarebbero state suggerite dalla Vigilanza. Il passo indietro ha però pesato sul titolo, che in borsa ha ceduto l’11,2% a 12,45 euro, portando la perdita da inizio anno al -54,6%. Ma la governance non è l’unico aspetto finito nel mirino di Via Nazionale.

I rilievi di Bankitalia

L’ispezione ha sollevato rilievi anche su tematiche gestionali e contabili, relative alla sola capogruppo Banca Ifis spa e quindi non alla controllata Illimity, acquisita l’anno scorso dopo un’opas. Bankitalia avrebbe contestato le valutazioni di alcuni portafogli di npl e alzato il conto degli accantonamenti, che già a fine giugno si attestavano a 30 milioni per il solo istituto veneto, più 40 milioni per la challenger bank fondata da Corrado Passera. Ora l’asticella, sempre per la sola capogruppo, si sarebbe portata ben oltre 100 milioni complessivi.

Così anche il patrimonio è finito sotto osservazione, con l’avvio di un procedimento per determinare requisiti aggiuntivi che si concluderà nei prossimi mesi. Dai risultati dell’ispezione emerge un quadro serio che ha comportato l’avvio di due procedimenti sanzionatori nei confronti della banca. Ma la situazione non sarebbe tale da pregiudicare la continuità operativa di Ifis e del suo vertice, tanto che la Vigilanza ha autorizzato la fusione con Illimity.

Le contromisure di Ifis

Ora però la dialettica con la Banca d’Italia entrerà nel vivo. Nelle prossime settimane l’istituto controllato dalla famiglia Fürstenberg al 50,5% (con la holding La Scogliera) dovrà predisporre le risposte alle richieste della Vigilanza e il relativo remediation plan. La palla tornerà poi nella metà campo di Palazzo Koch che avrà un mese per formulare le controsservazioni, al netto di eventuali sospensioni procedurali.

Oltre a ciò Banca Ifis dovrà predisporre un nuovo piano industriale, attività che andrà ad affiancarsi al processo di cessione del portafoglio npl (17,8 miliardi di valore lordo e 1,5 miliardi netto). Proprio nei giorni scorsi sono arrivate le offerte non vincolanti da Cerberus, Apollo, la spagnola Aliseda e la tedesca Eos, anche se, secondo fonti finanziarie, difficilmente le proposte economiche si avvicineranno al valore di libro dei portafogli e potrebbero così fare emergere nuove perdite.

Il nuovo assetto

La vendita degli npl rientra nel più ampio processo di diversificazione dei ricavi avviato da Ifis per fronteggiare la crisi del settore. Una strategia voluta negli anni scorsi da Geertman con il rafforzamento del commercial & corporate banking e l'ingresso nel wealth management con l’acquisizione di Euclidea sim, poi valorizzata sotto il marchio Fürstenberg.

Proprio per queste ragioni, secondo quanto si apprende, l’uscita del banchiere (sostituito ora dal top manager interno Raffaele Zingone) non sarebbe da ricondurre agli esiti dell’ispezione ma a scelte del tutto personali. Sempre venerdì 25 Banca Ifis ha annunciato un nuovo assetto organizzativo con Fabio Lanza nominato nuovo direttore generale, con efficacia subordinata all’esito positivo della procedura fit & proper di Banca d’Italia. Toccherà a lui e al nuovo capo azienda Zingone rimettere in pista l’istituto dei Fürstenberg. (riproduzione riservata)