Banca Ifis chiude il primo trimestre dell'anno con un utile netto di 31 milioni di euro (risultato che registra per la prima volta il contributo positivo di illimity) e apre i cantieri della revisione strategica con focus sul commercial banking per le Pmi. Conseguenza della rifocalizzazione del business è il deconsolidamento del portafoglio Npl (l'istituto veneziano controllato dalla famiglia Fürstenberg è attualmente market leader nel campo degli small tickets unsecured) e la cessione delle due controllate ArecNeprix e Abilio attive sempre nella gestione del business dei crediti deteriorati.
«Dopo aver concluso con successo le acquisizioni di illimity Bank ed Euclidea Sim (oggi Fürstenberg Sim), Banca Ifis avvia il progetto di revisione strategica del gruppo con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita e il mantenimento dei suoi elevati livelli di patrimonializzazione e remunerazione degli azionisti, in una logica di coerenza e sostenibilità finanziaria nel lungo periodo», fa sapere l’istituto guidato da Frederik Geertman e presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio.
«L’implementazione di questo nuovo modello - prosegue il comunicato - permetterà all’istituto una maggiore focalizzazione sul commercial banking per le Pmi, con un portafoglio di prodotti e servizi per le imprese oggi completo grazie all’apporto di illimity, che si conferma un asset di valore strategico nel nuovo modello, anche rispetto al segmento private banking con la nuova divisione Fürstenberg (sim e sgr)».
In quest'ottica «gli organi sociali hanno deliberato l’avvio del progetto di ridisegno strategico volto al deconsolidamento del portafoglio Npl, valutando tutte le opzioni». All’interno di questa revisione, l’istituto con sede a Venezia è «in fase avanzata di negoziazione per la dismissione delle due principali controllate non strategiche: Arec neprix e Abilio».
La prima è un asset manager e special servicer specializzato nella gestione di crediti deteriorati, advisory e asset immobiliari. La seconda invece opera nella commercializzazione di beni immobili e asset provenienti da procedure concorsuali ed esecutive, tramite piattaforme digitali di aste online e una rete di professionisti sul territorio. Il perfezionamento delle due dismissioni è «previsto entro il secondo trimestre del 2026».
L’utile netto dei primi tre mesi dell’anno è in calo rispetto ai 47,3 milioni registrati nello stesso periodo del 2025 (-34%). Il margine di intermediazione si è attestato a 216,4 milioni di euro, in crescita di circa il 21% rispetto a un anno fa. Al risultato Banca Ifis ha contribuito per 137,75 milioni e il gruppo illimity per 78,65 milioni.
Sul fronte patrimoniale, il coefficiente Cet1 si attesta al 13,71% al 31 marzo 2026, in linea con gli obiettivi dichiarati dalla banca. Il margine di intermediazione è pari a 216,4 milioni di euro, sostenuto principalmente dal contributo del segmento turnaround e dalle commissioni nette. I ricavi da Npl sono risultati temporaneamente più contenuti, riflettendo il calendario e le caratteristiche delle operazioni di acquisto di portafogli.
I costi operativi complessivi di Banca Ifis nel primo trimestre si attestano a 150 milioni di euro, confermando la disciplina sui costi nonostante l'ampliamento del perimetro con l'ingresso di illimity Bank. La banca ha specificato che le sinergie di costo diventeranno visibili dal 2027, a seguito del completamento dell’integrazione della banca fondata da Corrado Passera.
«Nel primo trimestre alcune delle nostre attività, in particolare Npl, equity investment e turnaround, presentano una naturale variabilità trimestrale. Nel periodo abbiamo registrato eventi specifici che tenderanno a riequilibrarsi nel corso dell’anno. Il 2026 è un anno in cui rafforzare la resilienza di lungo periodo, portando avanti l’integrazione di illimity e la razionalizzazione del perimetro», ha spiegato Geertman.
«Queste scelte – ha concluso il banchiere – possono generare volatilità nei risultati dei prossimi trimestri, ma sono pienamente coerenti con l’obiettivo di costruire una banca commerciale per le Pmi solida, capace di sviluppare nuovi business, ed efficiente in termini di allocazione del capitale». (riproduzione riservata)