Banca Ifis prepara il piano di intervento dopo i rilievi mossi dalla Vigilanza. Nelle prossime settimane entreranno nella fase decisiva l’exit dagli npl, il remediation plan richiesto dalla Vigilanza e la fusione di illimity nella capogruppo. Tre passaggi chiave del riassetto con cui il gruppo tenterà di rispondere alle richieste di Bankitalia.
Sul fronte dei crediti deteriorati, la data room con i soggetti ammessi alla gara (Cerberus, Apollo, Aliseda ed Eos) dovrebbe proseguire per tutto ottobre per poi arrivare alla raccolta delle offerte vincolanti e alla concessione dell’esclusiva a novembre, con closing entro fine anno.
Al contempo Banca Ifis cercherà di completare la fusione con illimity mettendo così a terra le sinergie industriali dell’operazione. L’ok della Vigilanza è già arrivato e l’integrazione consentirà di eliminare le duplicazioni presenti tra le due strutture e di costruire un assetto più lineare, in particolare nel Cib. Il terzo cantiere è quello sul remediation plan. L’istituto dovrà intervenire su governance, controlli interni, processi gestionali e classificazione e valutazione dei crediti.
Sul cda, in particolare, Via Nazionale avrebbe chiesto un rafforzamento della dialettica interna e degli assetti di governo, senza però arrivare a esercitare poteri di removal nei confronti degli amministratori. A queste attività si aggiungerà il riassetto della sgr, passata sotto il controllo diretto di Banca Ifis, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo delle attività di asset e wealth management, comprese quelle costruite negli ultimi anni attorno a Euclidea, oggi Fürstenberg.
L’obiettivo è concentrare sul 2026 buona parte degli effetti del riassetto, degli accantonamenti e della pulizia del bilancio, così da avviare il 2027 con un profilo di rischio più leggibile. Il nuovo perimetro dovrebbe poggiare su una minore esposizione ai crediti deteriorati e su un mix di ricavi più diversificato, con maggiore contributo da Cib, asset management, wealth management e attività commissionali.
Il mercato, nel frattempo, continua a scontare l’incertezza. Ieri si è chiusa la seconda seduta consecutiva in rosso dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Frederik Geertman, sostituito dal manager interno Raffaele Zingone, e la diffusione degli esiti dell’ispezione. Il titolo ha perso il 6,8% a 11,6 euro, portando al 17,3% il calo rispetto alla chiusura di giovedì scorso. In due sedute sono andati in fumo quasi 150 milioni di euro di capitalizzazione. La reazione degli analisti è stata prudente.
Equita è intervenuta in maniera più netta, tagliando il rating a hold da buy e il target price a 15 euro da 18,5. Per la sim il giudizio emerso dall’ispezione è più problematico di quanto precedentemente incorporato nelle stime e rende necessario attendere «maggiore visibilità» sia sugli effetti dei rilievi regolamentari sia sulla cessione degli npl.
Equita riconosce il potenziale delle sinergie con illimity e valutazioni ormai molto compresse, ma ritiene necessario vedere come verranno chiusi i principali dossier prima di ridurre il premio per il rischio applicato al titolo. Gli analisti di Banca Akros descrivono il gruppo come ancora in una «fase di transizione», nella quale restano da chiarire soprattutto l’esito finale della vendita degli npl e l’impatto patrimoniale delle richieste della Vigilanza.
Anche Intesa Sanpaolo ha adottato ipotesi più conservative. Il giudizio resta neutral, mentre il target price è stato ridotto a 14,8 euro da 15,2. L’attenzione del report è concentrata soprattutto sulla futura capacità della banca di distribuire capitale agli azionisti. Secondo gli analisti, l’esito dell’ispezione non ha ancora eliminato le «incertezze su utili e dividendi», perché devono essere completate le verifiche sulla classificazione e valutazione dei crediti e resta da conoscere l’entità degli eventuali requisiti patrimoniali aggiuntivi.
Intesa ha quindi azzerato il dividendo stimato per il 2026 e ridotto al 50% il payout previsto per il 2027 e il 2028 e aumentato il cost of equity al 14,2% dal 13,9%. Anche in questo caso la lettura è chiara: prima di ricalibrare le attese servirà capire quale Banca Ifis emergerà dalla vendita degli npl, dalla fusione con illimity e dal confronto con la Vigilanza. (riproduzione riservata)