Improvviso cambio al vertice per Banca Ifis: venerdì 25 settembre il ceo Frederik Geertman – alla guida da dicembre 2020 – si è dimesso e al suo posto è stato nominato il manager interno Raffaele Zingone. Intanto sono arrivate le evidenze dell’ispezione di Bankitalia, conclusa con giudizio parzialmente sfavorevole e con una serie di impegnativi rilievi su controlli interni, governance e sostenibilità del business. Così il titolo perde il 10% a Piazza Affari alle 11:15 del 25 settembre.
Il cda di Banca Ifis «ha preso atto e accettato le dimissioni, con efficacia immediata, di Geertman», spiega una nota. Il banchiere ex Ubi ha lasciato anche gli incarichi di consigliere non esecutivo nelle controllate illimity Bank e Ifis Npl Investing. Nella stessa seduta il cda ha scelto come nuovo ad Zingone, manager con vent’anni di esperienza dentro Ifis. Il consiglio ha deliberato all’unanimità la sua cooptazione come consigliere non indipendente e la nomina a ceo «con efficacia immediata e fino alla prossima riunione assembleare».
Geertman era arrivato nell’istituto veneto a dicembre 2020 al posto di Luciano Colombini. Sotto la sua guida Ifis aveva iniziato a diversificare il business per allargare la base ricavi rispetto al tradizionale settore degli npl. Mossa pensata per compensare il rallentamento strutturale delle attività di recupero, dopo il massiccio de-risking messo in atto dalle banche dal 2015 al 2020, e per limitare gli effetti del calendar provisioning. Due obiettivi complicati nel 2025 dall’acquisizione di Illimity, che ha portato un robusto portafoglio di crediti deteriorati nell’attivo di Ifis e allargato così l’esposizione al comparto. Ed è su questi aspetti che la Vigilanza ha acceso un faro nei mesi scorsi.
Il cambio al vertice dell’istituto presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio coincide con l’arrivo dei risultati della meticolosa ispezione di Bankitalia. Il 23 settembre Ifis ha ricevuto il rapporto sugli accertamenti svolti tra gennaio e giugno 2026, «conclusi con giudizio parzialmente sfavorevole e rilievi sia di conformità che gestionali». Le osservazioni della Vigilanza riguardano principalmente «profili aml, rischio ict e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e npl acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business».
Bankitalia ha chiesto di adottare un piano di intervento su antiriciclaggio e compliance, e uno di rimedio prudenziale. Quest’ultimo comprende «la riqualificazione degli assetti di governo societario, anche mediante l’innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale, la revisione dei processi nei comparti di credito, npl e cartolarizzazioni» e un rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio ict e della sicurezza operativa. Interventi che secondo Ifis non pregiudicano la prosecuzione della cessione del business npl e del processo di trasformazione.
Questi passaggi comporteranno anche l’adeguamento della classificazione e della valutazione dei crediti, i cui effetti potranno essere quantificati solo al termine delle attività avviate dal cda il 24 settembre. Poi Banca d’Italia ha comunicato l’avvio del procedimento per «la determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi», destinato a concludersi in massimo 90 giorni, e ha notificato «l’avvio di due procedimenti sanzionatori nei soli confronti della banca». In merito Ifis ha precisato che tutelerà la sua posizione secondo le modalità previste dalla normativa.
Sempre dalla Vigilanza è arrivata infine l’autorizzazione - «piena e incondizionata» - alla fusione per incorporazione di illimity Bank. L’integrazione sarà completata entro fine esercizio, con l’iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di attività fiscali differite. Confermate «le ulteriori sinergie previste a regime di 75 milioni annui dal 2027».
Nel mentre prosegue l’uscita dagli npl. Il 24 settembre sono arrivate diverse offerte non vincolanti per l’intero ramo e così è partita la seconda fase della procedura, che Ifis punta a chiudere nel 2026. L’istituto veneto ha già completato le dismissioni di Hype, Arecneprix e Abilio e ha rimodulato i principali contratti it di illimity. L’integrazione punta ora a valorizzare le competenze acquisite nel cib, nella finanza strutturata, nei capital markets e nei servizi alle imprese. Mentre la nuova divisione Fürstenberg viene indicata come «un asset strategico per lo sviluppo dell’attività nel private banking».
Tornando alla governance, Ifis ha rivisto anche l’assetto organizzativo: Fabio Lanza è stato nominato nuovo direttore generale, con efficacia subordinata all’esito positivo della procedura fit & proper di Banca d’Italia. Dal 2021 condirettore generale e chief operating officer, il manager aveva già ricoperto diversi incarichi in Unicredit.
Il nuovo ceo Zingone, invece, era ad di illimity dal 2026 e in precedenza era stato condirettore generale e chief commercial officer di Ifis. Con questo nuovo assetto l’istituto veneto punta ad assicurare «la piena continuità gestionale e operativa mediante la valorizzazione di risorse interne», e ad accelerare la trasformazione del gruppo. (riproduzione riservata)