Maxipulizia di bilancio per Banca Ifis nel primo semestre. Il gruppo guidato da Frederik Geertman chiude il periodo con un utile netto di appena 8 milioni di euro, dopo aver concentrato nei conti una serie di interventi straordinari di de-risking, recependo i rilievi fatti da Bankitalia e aggiornando le valutazioni di alcune attività acquisite con illimity. In borsa martedì 4 il titolo scende dell’1,74%.
La banca ha contabilizzato circa 30 milioni di euro di rettifiche e accantonamenti su crediti, adottando criteri più conservativi in seguito ai rilievi preliminari della Vigilanza. A questi si aggiungono altri 34 milioni di adeguamenti delle valutazioni relativi agli attivi di illimity, prima tranche dei 70 milioni di maggiori rettifiche annunciate al mercato lo scorso giugno. La quota residua, pari a 36 milioni, sarà rilevata nella seconda parte dell'anno. L'effetto complessivo è quello di anticipare nel 2026 il costo del rafforzamento delle coperture e dell'allineamento dei criteri valutativi, comprimendo la redditività di breve periodo ma lasciando il gruppo con un bilancio più prudente e con un profilo di rischio coerente con il nuovo perimetro risultante dall'integrazione.
La semestrale fotografa così un 2026 che il management definisce un anno di transizione. «Nel primo semestre del 2026 abbiamo compiuto passi decisivi per il percorso di integrazione con illimity, che procede secondo i piani e che prevediamo di completare pienamente in autunno», afferma Geertman. Il manager sottolinea inoltre che il rafforzamento del profilo di rischio, unito alla solidità patrimoniale del gruppo, pone «basi ancora più solide per la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo».
Superata la fase della pulizia contabile, l'attenzione si sposta infatti sulla realizzazione delle sinergie industriali dell'operazione illimity. Banca Ifis conferma l'obiettivo di 75 milioni ddi sinergie ricorrenti annue dal 2027, accelerate dalle dismissioni delle attività considerate non strategiche, come Hype, Abilio e ARECneprix, già completate secondo il cronoprogramma. A queste si aggiunge la profonda revisione dell'infrastruttura tecnologica di illimity attraverso il nuovo accordo pluriennale con Finomnia, destinato a contribuire in maniera significativa ai circa 50 milioni di euro di sinergie di costo previste. Parallelamente stanno prendendo forma anche le prime sinergie commerciali, che coinvolgono cib, finanza strutturata, capital markets e private banking attraverso la nuova divisione Fürstenberg.
Fra gli elementi positivi della semestrale emerge inoltre il forte interesse registrato dal processo competitivo avviato per il deconsolidamento del business Npl, che vede coinvolti investitori italiani e internazionali, operatori specializzati e fondi di private equity. L'operazione rappresenta uno dei tasselli del riposizionamento strategico del gruppo verso un modello sempre più focalizzato sul commercial banking e sul finanziamento dell'economia reale.
Sul piano operativo il margine di intermediazione raggiunge 406,5 milioni di euro, sostenuto soprattutto dal Commercial & Corporate Banking, che si conferma il principale motore del gruppo con circa 9,6 miliardi di euro di impieghi e una base clienti ampia e diversificata. Il margine di interesse si attesta a 261,7 milioni di euro, le commissioni nette a 71,3 milioni e i ricavi da attività di trading e altri proventi a 73,5 milioni.
Il business Npl risente invece della strategia più prudente adottata negli ultimi trimestri negli acquisti di nuovi portafogli, pur mantenendo una buona capacità di recupero. La banca chiude infine il semestre confermando una posizione patrimoniale ampiamente superiore ai requisiti regolamentari.
Il Cet1 sale al 13,4%, contro un requisito Srep del 9,9%, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 18,4%. La liquidità disponibile si mantiene elevata, con circa 2,1 miliardi di euro di riserve e un Liquidity Coverage Ratio pari a circa il 550%, rafforzato anche dall'emissione a gennaio di un bond subordinato Tier 2 da 400 milioni di euro, collocato alle migliori condizioni mai ottenute dalla banca su questo tipo di strumenti. (riproduzione riservata)