Banca di Asti, parla il presidente della fondazione Livio Negro: al nuovo ad ho chiesto di rilanciare l’istituto, non di venderlo
Banca di Asti, parla il presidente della fondazione Livio Negro: al nuovo ad ho chiesto di rilanciare l’istituto, non di venderlo
L’ente, primo azionista con il 31,8%, si aspetta ora un piano industriale dal ceo Roberto Fiorini (ex Unicredit) per aumentare redditività e cedola della Banca di Asti. A lavoro con Mef e Acri per ridurre la quota

di di Luca Carrello 04/05/2026 22:00

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«Ho scelto Roberto Fiorini come ceo della Banca di Asti per rilanciarla. Al nuovo ad chiedo un piano industriale più efficace dei precedenti, che eviti ai soci altri aumenti di capitale (100 milioni il conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti tra 2008 e 2013, ndr). Ora l’istituto deve incrementare il roe (era al 5,75% nel 2025, ndr) e colmare il gap con i competitor. Così potrà alzare le cedole e aiutarci a riversare più risorse sul territorio».

Livio Negro smorza i rumor sulla cessione di Banca di Asti. Il presidente della Fondazione, primo socio con il 31,8% dell’istituto piemontese, sa che dovrà ridurre la quota per rientrare nei limiti del protocollo Acri-Mef (l’ente ha quasi l’80% del patrimonio concentrato nella conferitaria, mentre il tetto per le realtà minori è al 39%). E assicura che sarà «un percorso condiviso con il Tesoro e l’associazione delle fondazioni».

I compiti del nuovo ceo

Ma per Negro, prima, ci sono questioni più urgenti. «Dobbiamo ricreare un clima di fiducia intorno alla Banca di Asti, che deve riconquistare gli imprenditori, tornare a gestire i loro patrimoni e accelerare nel ramo assicurativo. Solo dopo penseremo al futuro e faremo la cosa migliore per la nostra conferitaria e il territorio».

Per il presidente, insomma, serve un cambio di passo nel business, compito affidato al ceo Fiorini. «È abituato a gareggiare con il mercato, a gestire situazioni complesse e in Unicredit ha maturato una grande esperienza internazionale», spiega Negro. «Il nuovo ad cambierà il modo di lavorare della banca, che prima si confrontava solo con sé stessa».

La difesa del presidente Rasero 

Ad aiutarlo ci sarà il presidente Maurizio Rasero, già sindaco di Asti e criticato da alcuni perché rischia di concentrare troppo potere in questa duplice veste. «È una persona che ha già avuto esperienze sia nella fondazione che nella banca. Senza contare che ha portato la nostra città in giro per il mondo, convincendo imprenditori americani e cinesi a investire nell’astigiano», lo difende Negro.

«Purtroppo il nostro è un territorio dove è difficile discutere di progetti a lungo termine ed è più facile parlare di poltrone. Io sono nato qui e sono affezionato alle mie radici, quindi farò di tutto per costruire nuove opportunità». (riproduzione riservata)