Baidu scommette sulle attività basate sull’intelligenza artificiale. Il colosso tecnologico cinese vuole procedere con lo spin-off dell’unità di chip AI, Kunlunxin, per quotarla in borsa a Hong Kong.
La decisione, ha spiegato la società in una nota, «mira a valorizzare in modo indipendente Kunlunxin, attrarre investitori focalizzati sul settore dei chip di intelligenza artificiale e sfruttare la quotazione per migliorare il suo profilo di mercato, ampliare i canali di finanziamento e allineare meglio la responsabilità del management con le performance».
La società non ha ancora definito i dettagli dello spin-off o dell’offerta, ma ha presentato in via confidenziale la richiesta di quotazione dell’unità alla Borsa di Hong Kong. L’operazione richiederà l’autorizzazione delle varie autorità di regolamentazione, tra cui l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari. Baidu ha sottolineato che non vi è alcuna garanzia che lo spin-off vada a buon fine, ma la notizia è bastata a spingere al rialzo le azioni della società a Hong Kong, dove hanno guadagnato l’8,9% il 2 gennaio.
Baidu, uno dei principali attori nel settore dell’intelligenza artificiale in Cina, è sia un acquirente di chip di intelligenza artificiale specializzati per data center e cloud computing, sia un progettista degli stessi tramite Kunlunxin. Secondo quanto appreso da Bloomberg, l’unità di Baidu che produce chip per alimentare i server nei data center è stata valutata almeno 3 miliardi di dollari.
L’operazione si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina. Washington ha infatti imposto varie restrizioni all’accesso delle aziende cinesi ai chip AI più avanzati di Nvidia. Nel frattempo, Pechino ha intensificato il sostegno agli acquisti di chip domestici e ha convogliato miliardi di yuan di fondi pubblici verso lo sviluppo del settore.
Fondata nel 2012, Kunlunxin copre i settori hardware, server e data center, oltre a modelli e applicazioni AI. Pur continuando a dipendere in larga misura dai chip Nvidia, Kunlunxin ha consentito a Baidu di utilizzare sempre più chip sviluppati internamente e ha iniziato a operare come entità separata, ampliando le vendite anche a clienti terzi. «Sul mercato Kunlunxin è considerata una delle piattaforme di chip AI più pratiche e diffuse in Cina», ha spiegato alla Cnbc Brady Wang, associate director di Counterpoint Research.
Secondo Wang, uno dei principali punti di forza dell’azienda è il software: «Invece di costringere gli utenti ad adottare un sistema chiuso, Kunlunxin è compatibile con i principali framework di intelligenza artificiale e rende più semplice la migrazione dei carichi di lavoro da Nvidia».
Secondo Reuters, i ricavi di Kunlunxin avrebbero superato i 3,5 miliardi di yuan (circa 500 milioni di dollari) lo scorso anno, raggiungendo il breakeven. Le vendite a clienti esterni rappresenterebbero oltre la metà del fatturato. A ulteriore conferma della solidità del business, Kunlunxin ha ottenuto nel 2024 ordini per oltre 1 miliardo di yuan da fornitori di China Mobile, uno dei maggiori operatori di telefonia mobile del Paese.
La stessa China Mobile ha partecipato all'ultimo round di finanziamento di Kunlunxin, che ha raccolto oltre 2 miliardi di yuan con una valutazione di circa 21 miliardi di yuan (3 miliardi di dollari). (riproduzione riservata)